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Ricominciamo…

venerdì, 8 maggio 2009

medusa

Sono 13 giorni che non scrivo un post. Il motivo è semplice.

Il 26 aprile il mio blog è stato attaccato e violato da hackers sfruttando una backdoor nota delle vecchie versioni di WordPress, la piattaforma di gestione blog che uso.

Devo ringraziare il mio amico Daniele che ha messo a posto tutto.

Gli hackers figli di madre ignota (da qui il noto termine “figlio di mignotta”), una volta violato il sistema,  hanno sfruttato il fatto che il mio blog fosse abbastanza indicizzato da Google per creare delle pagine di spam con pubblicità e redirect a siti che vendono on line  farmaci proibiti o per la cui vendita serve una ricetta medica.

Questo ha causato un radicale declassamento del rank del mio blog da parte di Google, i cui spider spazzolano costantemente la rete per individuare i siti che fanno spam o in qualche modo collegati allo spam, con un dimezzamento improvviso delle visite al mio sito.

Questo è stato il segnale principale che mi ha fatto capire che qualcosa non andava. Da più di 5oo visite al giorno sono passato di colpo a circa 250.

Quando poi ho visto che non potevo creare più nuovi post o effettuare modifiche, e che alcuni post venivano cancellati all’improvviso ho capito che era successo qualcosa di brutto e sono corso ai ripari.

Suggerimenti per chi ha un blog:

  1. Tenete sempre aggiornata la vostra versione della piattaforma di gestione blog
  2. Effettuate backup periodici del vostro blog
  3. Se notate crolli improvvisi delle visite insospettitevi e ricorrete a qualche amico programmatore per fare controllare il sito

Adesso posso finalmente ricominciare a scrivere e pubblicare post sul blog.

Nel frattempo sono successe un bel po’ di cose di cui avrei voluto scrivere, ma non ho potuto: meglio così.

Abbiamo scoperto che abbiamo un presidente del consiglio, nano e puttaniere, che frequenta le minorenni e che in un delirio di follia ormai evidente, con una faccia di culo incredibile, continua ad accusare i comunisti di aver plagiato la moglie: roba da rinchiuderlo in una casa di cura per sempre, assieme ai suoi fedeli zerbini. E i consensi del popolo nei confronti del sovrano non calano.

Abbiamo un ministro dell’interno, riconoscibile per gli occhiali colorati che incorniciano dei baffi che poggiano sul nulla, che esulta per avere rimandato in Libia una nave carica di disperati e donne incinte, fra i quali sicuramente dei profughi, senza avere prestato soccorso. Una violazione di tutte le regole internazionali sul soccorso in mare e l’assistenza ai profughi. E il popolo esulta.

Abbiamo un parlamentare leghista che propone di realizzare delle carrozze del metro riservate solo ai milanesi. Il giorno dopo, memore del maestro, smentisce e dice che è stato frainteso, che si trattava di una battuta. Intanto il popolo gradisce.

Che dire… Viva l’Italia (di merda) e gli italioti.

P.S. Se violano di nuovo il blog dopo quest’ultimo articolo, sappiate che non sono stati gli spammers di vendita on-line di farmaci ;-)

Due anni di blog

giovedì, 2 aprile 2009

2009 blog stats

Sono passati ormai due anni da quando ho aperto questo blog.

È iniziato tutto quasi per scherzo, ma ora mi rendo conto che vi ho riversato una parte importante di me.

Mi ha aiutato a riflettere, a conoscermi, a prendere coscienza dei lati anche oscuri della mia personalità, a non aver paura delle emozioni o a mostrare lo smarrimento che inevitabilmente ci coglie in certi momenti della vita.

Mi ha aiutato a crescere ed essere più forte. E per essere forte intendo il fatto di non avere paura a mostrarsi deboli.

Mi ha avvicinato agli altri. Mi ha fatto conoscere tante altre persone. Mi ha permesso di esprimere emozioni e idee in cui altri si sono riconosciuti.

Il blog si è trasformato lentamente nel tempo, assieme a me.

Non so dire quanto l’immagine che di me è andata lentamente emergendo dai vari post abbia influito a cambiarmi, o quanto il mio cambiamento si sia riflettuto nei post che ho scritto.

Probabilmente entrambe le cose.

E mi fa piacere, lo ammetto, constatare che il blog cresce continuamente come visite e visitatori.

Non ho un fine commerciale, non ho pubblicità, non devo rendere conto a nessuno se non a me. Questo blog è il mio spazio di libertà. Seguo il mio istinto del momento. Anche contro ogni logica.

Conosco le tecniche di SEO (Search Engine Optimization) per fare crescere le visite di un sito. Non le utilizzo di proposito.

Me ne sbatto. Scrivo solo quello che voglio. Ma lo scrivo bene.

E nonostante questo le visite al blog e il gradimento degli utenti crescono.

Il fatto di sapere che a marzo di quest’anno ho avuto in media 420 visite al giorno mi incuriosisce e lusinga.

Tenendo conto che scrivo in italiano per un pubblico italiano, questi sono numeri di tutto rispetto. Blog italiani anche molto blasonati (diciamo fra i primi 30 blog italiani) hanno visite uguali o inferiori alle mie.

E visto che oggi è anche il mio compleanno festeggio con un brindisi a me e al mio blog.

E a voi che mi leggete ;-)

Gugol

sabato, 14 marzo 2009

Homer Google

Ieri sera mi hanno chiamato i miei.

Solita telefonata: «Come va? Come stai? Come state? Come stanno le bambine? Come va il lavoro? Com’è il tempo lì?…»

Poi ad un certo punto mia madre mi fa:

«Senti Salvatore, siccome ieri ho incontrato quella nostra seconda cugina e le ho detto che tu hai quella cosa sul computer che si vedono le foto e dove scrivi tante cose (il blog: nota mia), mi dici come devo dirle per fargliela vedere?»

Attimi di panico. Mia madre si trova in difficoltà a far partire una videocassetta sul videoregistratore, figuriamoci internet.

Come spiegarle in poche parole l’indirizzo del blog da riferire poi ad una terza persona?

Scartata immediatamente l’ipotesi di dirle l’indirizzo: http slesc due punti vu vu vu punto turicampo punto it. Sarei stato un paio d’ore al telefono inutilmente e poi chissà cosa avrebbe capito.

Scartata l’ipotesi di dirle di cercare «ermeneuta». Avrebbe immediatamente chiesto: «erme cosa?».

Arrivo immediatamente alla conclusione che la cosa migliore è dirle di cercare su Google il mio nome.

«Mamma, dille di cercare il mio nome, turicampo, tutto attaccato su Google?»

«Dove deve cercare? Gullom?»

«No. Su Google. GUGOL. Deve cercare il mio nome sul motore di ricerca GUGOL»

«MOTORE?»

«Minchia mamma! Se ha internet lei lo saprà. GUGOL. Dille di cercare il mio nome tutto attaccato su GUGOL!»

«Va bene. Le dico di cercare “Salvatore Campo” sul computer.»

«No mamma. TURICAMPO!»

«Va bene, deve cercare il tuo nome sul computer.»

«Ma sì, dille così»

Poi altri cinque minuti di conversazione sul più e il meno. Fine della telefonata.

Mi risiedo al tavolo a finire la cena. Dopo 10 minuti squilla di nuovo il telefono.

«Senti Salvatore, non ti arrabbiare. Come hai detto che si chiama quella cosa? GUGLI?»

«Minchia Mamma: G-U-G-O-L si chiama, GUGOL!»

Nel frattempo sento mio padre che da lontano le fa, col tono di chi sa le cose: «Maria, non ti preoccupare. Lo so io, lo so io dove deve cercare!»

Altri cinque minuti di telefonata.

Non ho la più pallida idea di cosa abbia capito mia madre e di cosa riferirà.

Nè di quale sito sarà visto da mia cugina.

Questo si chiama «marketing virale».

Ad un imbecille

martedì, 17 giugno 2008

Caprichos Goya

C’è chi dalle pagine del suo blog vomita giornalmente insulti razzisti, deliri farneticanti, minacce becere cariche di odio che rasentano l’idiozia allo stato puro, alternandole a ridicole esaltazioni della propria razza padana (veneta nel suo caso) e alla presunta intelligenza, o genialità, come lui crede.

Si tratta di provocatori nati. Nati per rompere i coglioni.

Gente che evidentemente non ha altro da fare nella propria vita se non provocare e insultare, e negli intervalli della propria vuota esistenza portare ogni tanto “il cane fuori per pisciarlo”, come nelle barzellette, o specchiarsi in esso.

Leggo il suo blog quasi quotidianamente, come un esercizio spirituale zen, per darmi quella giusta dose di incazzamento e indignazione che mi fa iniziare la giornata con rabbia, per ricordare ogni giorno a me stesso come il razzismo, la violenza strisciante e l’ignoranza si nascondano dietro l’apparente normalità di una vita benestante, dietro i titoli di studio e la rispettabilità di un’esistenza agiata a tranquilla.

Il genio incompreso si vanta anche di avere coniato un acronimo. Ne vanta quasi i diritti d’autore.

Non si è ancora accorto, il fulgido esempio di logos padano, che l’acronimo da lui usato può benissimo significare “razzista di merda“, “represso di merda“, “rincoglionito di merda” o qualunque altro insulto a lui più piaccia, applicandosi perfettamente al suo caso.

Un caso di autoreferenzialità perfetta, pura, circolare, seppur inconsciamente voluta. Ma di certo il suo amato Freud saprebbe come interpretare questi emblematici casi di lapsus o atti mancati.

Ho resistito mesi alle sue provocazioni. Ma oggi l’Einstein padano ha fatto un errore. Un grave errore. Oggi sono di umore nero e incazzato come una bestia. Non ce n’è per nessuno, nemmeno per il padreterno. E adesso gli rendo tutto con gli interessi.

Il nostro “quaquaraquà” ha infatti il vizio di scrutare maniacalmente quello che scrivono gli altri e poi di denigrarli e insultarli sul suo blog, salvo poi cancellare dopo qualche giorno i suoi articoli per paura, per vigliaccheria, per codardia. Non brilla certo di coraggio il “quaquaraquà” padano.

Scrive i suoi articoli carichi di invidia e astio in modo ambiguo, allusivo, in perfetto stile mafioso direi, parlando a nuora perchè suocera intenda.

Ma stavolta hai scritto un mucchio di falsità e idiozie sul mio conto e mi sono rotto i coglioni. Sei riuscito a far venir fuori tutta la rabbia che c’è in me. Il lato peggiore.

E me ne sbatto, ti rispondo al tuo modo. Non ho paura. Casomai dovresti iniziare ad averne tu. Tanto ci conosciamo entrambi.

C’è un tempo per tutto: un tempo per tacere e un tempo per parlare, un tempo per la guerra e un tempo per la pace.

Excellent Blogger 2008. Moi? Merci!

lunedì, 12 maggio 2008

Excellent Blogger 2008

Sabato sera, tra una stirata e l’altra di vestiti delle piccole (avevo una montagna di mini-indumenti da stirare, sembravo Biancaneve nella casa dei sette nani) scopro con un po’ di sorpresa un nuovo link in entrata al mio blog.

Pensavo si trattasse della Digos che, dopo le recenti “calunniose” affermazioni di Marco Travaglio sul nostro neo-presidente del Senato Schifani (in realtà, rispettabilissimo uomo d’onore), si era messa alla ricerca in rete di nuovi pericolosi guastatori e avevano beccato il mio post sul poeta e neo-ministro Bondi.

Mi sono detto: «Peccato! Non ho ancora pubblicato il post su Calderoli, neo-ministro della Banalizzazione Legislativa, e su Schifani neo-presidente d’onore, e già mi hanno beccato. Chiederò asilo politico in Svizzera

E invece si trattava di un link ‘benevolo’.

Annarita autrice del blog web 2.0 and something else nel suo ultimo post mi aveva nominato, assieme ad altri quattro ‘disgraziati’ (scherzo Annarita, scherzo ;-) ) come Excellent Blogger 2008.

Ovviamente non si tratta di un premio ufficiale, ma di un meme, cioè per semplificare (o “banalizzare“, come direbbe Calderoli) e senza scomodare Karl Popper, di una sorta di gioco in rete, una specie di innocua catena di Sant’Antonio in cui il destinatario del messaggio sceglie un certo numero di altri blog amici a cui assegnare il premio di Excellent Blogger, e così via, finchè qualcuno interrompe il flusso.

Devo dire che la cosa mi ha fatto molto piacere, pur nella sua assoluta gratuità e imprevedibilità. O forse proprio per questo.

Certo, ormai veleggio sulle 300 visite al giorno, e la cosa mi intriga e mi lusinga. Sto conoscendo tante nuove persone che mi scrivono anche privatamente, e inizio ad avvertire una certa “responsabilità” di quello che scrivo.

Io non leggo molti altri blog, ho giusto il tempo di aggiornare il mio. Ho i miei cinque-sei blog che seguo con una certa assiduità, e ogni tanto girovagando in rete faccio qualche altra piacevole scoperta.

Non mi sento un blogger. Non lo sono. Anzi mi dà anche un po’ fastidio la gente che si etichetta come tale, quasi fosse una sorta di nuova elite. Non frequento i BarCamp. Sono un cane sciolto. Un individualista. Un irriducibile ad una categoria, o un’etichetta. Rifuggo le semplificazioni, peggio ancora le banalizzazioni (ah, Calderoli!).

Sono uno che scrive per rispondere principalmente a dei propri bisogni profondi, per fare chiarezza dentro se stesso. Uno che ha iniziato per gioco, e che ora ci ha preso gusto.

Ma al tempo stesso sono abbastanza egocentrico e sincero per ammettere che la nomina a Excellent Blogger 2008 mi ha lusingato e ha stuzzicato la mia vanità. Per cui ho deciso di scriverci un post.

Adesso basta, altrimenti mi monto la testa!

Vado a fare il pesto di basilico per le mie bambine, che ne vanno pazze, ed è già tardi: sono passate le 11 di sera. E ho ancora dell’altra roba da stirare prima di andare a letto. E domani, sveglia alle 6, per andare a Lugano.

È dura la vita da blogger!

Un anno di blog

mercoledì, 2 aprile 2008

statistiche aprile 2007-marzo 2008

È passato un anno da quando ho aperto il blog ed è tempo di bilanci.

Il primo articolo che ho scritto è stato L’albero, il figlio, il blog, con quel bell’albero di carrubo in primo piano, e a rileggerlo adesso mi fa un po’ tenerezza, anche se quello che mi sorprende di più è la ferrea coerenza e la visione organica del progetto in sè, il fatto che la dichiarazione di intenti iniziale si sia mantenuta intatta fino ad ora e abbia trovato una logica espressione nei miei articoli, senza che me ne rendessi quasi conto.

In questo breve arco di tempo sono successe talmente tante cose nella mia vita che faccio fatica a credere che sia passato solo un anno, e non un decennio.

In quest’anno ho riallacciato rapporti con amici lontani che non sentivo da tanto tempo, ho fatto nuove conoscenze. Ho trovato un nuovo lavoro in Svizzera. Ho perso per sempre la mia compagna. Sono rimasto solo, dopo quasi diciassette anni, con le nostre due figlie piccole e ho ripreso a lottare con più energia e determinazione di prima, principalmente per loro.

Il blog si è modificato ed evoluto nel tempo, come un compagno fedele, rispecchiando l’andamento dei fatti personali della mia vita; gradualmente è diventato un diario aperto nel quale ho messo a nudo il mio cuore, riversato i miei sentimenti e pensieri più intimi, in un modo talmente sincero a volte anche spietato che avrei trovato improponibile fino a poco tempo prima, e che forse non avrei avuto mai il coraggio di fare di persona, davanti ad un amico o uno sconosciuto.

Il blog è diventato un luogo nel quale, fra amenità varie e riferimenti all’attualità, incazzamenti momentanei e sacrosante indignazioni, rendo partecipi i lettori del mio lavoro quotidiano di scavo dentro me stesso e racconto le scoperte che di tanto in tanto faccio in questo percorso.

Il blog fa ormai parte di me, conserva brandelli del mio essere. Di solito non leggo più i miei articoli una volta che li ho pubblicati, anche se prima li sottopongo ad un duro lavoro di lima e pulitura.

Ma una volta pubblicati, basta. Non li leggo più. Mi costa fatica. E le poche volte che l’ho fatto mi sono sorpreso a leggere quello che avevo scritto. Vi riconoscevo una lucidità che di solito non ho. Do vita ai fantasmi della mia immaginazione, li concretizzo, gli do parola e li faccio uscire dal mio inconscio, catapultandoli fuori e liberandomene.

In questo devo dire che il blog ha assunto una duplice funzione: la prima terapeutica, aiutandomi ad elaborare e a capire meglio quello che mi è successo e di cui faccio fatica ancora a comprendere pienamente la portata; la seconda catalizzatrice di nuove idee, di laboratorio creativo all’interno del quale sono libero di sperimentare idee e progetti che avevo in mente da troppo tempo, e che ora adesso, lentamente stanno iniziando a venire alla luce.

E devo confessare che sono rimasto piacevolmente sorpreso nello scoprire che i lettori del mio blog sono costantemente aumentati nel tempo, fino ad assumere proporzioni interessanti che un anno fa non avrei nemmeno immaginato.

C’è chi è capitato per caso nel mio blog e da allora continua a leggerlo, c’è chi lo seque perché mi conosce da tempo (realmente o solo virtualmente), chi ancora lo legge perché si identifica in certe situazioni che ha rivissuto nei miei articoli, chi lo segue per semplice curiosità.

Ma la cosa che più mi ha stupito è stato il fatto di scoprire come si possano tessere nuovamente rapporti sinceri e disinteressati con altre persone attraverso uno strumento tecnologico qual è il web in un’epoca in cui la freddezza emotiva e l’indifferenza sembrano la cifra dominante.

Il dialogo caldo e genuino che intrattengo con i lettori del mio blog, a volte leggero e ironico, a volte più serio e con dei tratti quasi da corrispondenza epistolare d’altri tempi, è una delle cose più belle che ho sperimentato nell’ultimo anno.

Al 31 marzo 2008 nel blog vi erano 77 articoli e 352 commenti, raggruppati in 22 categorie.

Per le statistiche web utilizzo AWStats che è uno dei migliori software open source. Tra le funzionalità interessanti di AWStats c’è quella di separare il “traffico” generato da robot, worm oppure da risposte con codici di errore HTTP speciali da quello generato da utenti umani, e considerare come traffico visualizzato ai fini delle statistiche web solo quest’ultimo.

In un anno ho decuplicato visitatori unici e visite al blog. E la cosa non può che farmi piacere, oltre che sorprendermi. Vedrò di non deludere i miei lettori nel prossimo anno. I progetti e le idee sono tante, il tempo a disposizione è poco. È la vita.

I dati principali delle statistiche del mese di marzo 2008 sono:

  • Visitatori diversi (o unici): 3.834
  • Numero visite: 6.151
  • Pagine viste: 22.425
  • Media visitatori diversi al giorno: 123,67
  • Media visite al giorno: 198,41

Un dato per me particolarmente significativo è dato dagli “Accessi diretti o via segnalibro” che sono il 65 %. Ciò significa che circa il 65 % delle visite al mio blog è fatta da persone che lo hanno inserito nei “Preferiti“, insomma degli affezionati, e che non provengono da ricerche su Google o altri motori.

Per chi fosse interessato, o semplicemente curioso, ecco il dettaglio del mese di marzo.

dettaglio stats marzo 2008

Non montiamoci la testa!

domenica, 24 febbraio 2008

Hasta su abuelo (Fino al suo avo) - Goya - I capricci

Stamane, controllando le statistiche del mio sito (utilizzo AWStats), ho scoperto casualmente che il mio blog è stato segnalato come «interessante» su web 2.0 and something else, tanto da meritarsi addirittura un post dedicato, in cui l’autrice lo recensisce in modo lusinghiero, assieme ad altri tre blog ritenuti originali che sicuramente non tarderò a visitare nei prossimi gioni, incuriosito da tutta la faccenda.

Devo confessare che si tratta di una piacevole sorpresa che mi ha lusingato; sarei ipocrita se dicessi di no. In fondo chi scrive lo fa sempre per rispondere anche a un desiderio di vanità personale che fa parte della natura umana.

Se poi, come in questo caso, si scopre che si è riusciti a comunicare quello che era il senso di sfida del mio blog (sfida prima di tutto verso me stesso) e ad «affascinare» addirittura i lettori, allora la cosa non può che far piacere, soprattutto quando la recensione viene da una persona molto attiva ed impegnata sia nel campo della divulgazione delle tematiche del web 2.0 (qualunque cosa questa parola voglia dire oggi) sia nel campo dell’insegnamento scolastico ai ragazzi utilizzando approcci, tecniche e modalità nuove ed originali.

Chi si lamenta della scarsa preparazione dei docenti dovrebbe sapere che esistono anche persone in gamba ed estremamente preparate che vivono e sentono ancora l’insegnamento come una missione, riversandovi sopra passione, energia, impegno.

Ma in tutta questa storia, quello che continua a stupirmi è piuttosto il fatto di come internet riesca a far scoprire realtà nuove, a mettere in collegamento persone e idee lontane, o che addirittura non si conoscono, in modo inaspettato e in parte casuale. Abbiamo tutti sperimentato come a volte su Google si parta per una semplice ricerca di un argomento specifico e improvvisamente si spalanchino orizzonti impensabili, finendo per scoprire argomenti nuovi e sconosciuti, collegamenti imprevedibili…

Si potrebbe forse dire che Internet è il luogo per eccellenza della serendipity, intendendo con questo termine «lo scoprire una cosa non cercata e imprevista mentre se ne sta cercando un’altra». Che poi è il bello e il fascino della vita.

Il caso che irrompe nella banalità quotidiana e ti costringe a rivedere i ristretti schemi mentali e ad allargare gli orizzonti.

Comunque, per concludere, e tornare al tema iniziale: non montiamoci la testa adesso!

Il fatto di essere sotto osservazione da parte di tante persone (ormai il mio blog ha quasi raggiunto le 200 visite giornaliere) non può che essere uno stimolo a fare sempre meglio.

La repubblica dei vecchi e degli incompetenti

mercoledì, 24 ottobre 2007

Goya_due-vecchi-che-mangiano

«L’Italia è una repubblica geriatrica fondata sull’incompetenza e la corruzione. La sovranità appartiene a pochi gruppi di potere che la esercitano nelle forme e nei limiti dei propri interessi».

Bisognerebbe riscrivere la Costituzione e sostituire il nobile (negli intenti degli stesori) articolo 1 della Costituzione Italiana con quello sopra da me scritto.

L’articolo 1 della Costituzione Italiana (quello vero) dice infatti:

«L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.»

Anche un bambino si renderebbe subito conto della evidente, assoluta, totale discrepanza fra i nobili principi espressi nella Costituzione e la tragica e grottesca realtà.

L’ultima conferma viene dalla meschina, a dir poco, figura a livello mondiale fatta dall’attuale governo di centrosinistra in carica (la cui coalizione è stata da me votata alle elezioni politiche del 2006) con l’ormai famoso (ahimè) disegno di legge di riforma dell’editoria che se approvato rischierebbe di mettere il bavaglio alla maggior parte dei blog e siti di libera informazione in Italia.

Avevo già scritto sull’argomento alcuni giorni fa in un mio post, e purtroppo i fatti stanno dando ragione a chi aveva aveva evidenziato l’assoluta incompetenza, l’inadeguatezza, l’estrema goffaggine degli stesori del disegno di legge e del governo Prodi in generale.

Basta vedere la feroce ironia con cui alcuni fra i principali mezzi di informazione on line del mondo stanno sbeffeggiando l’attuale classe politica italiana fatta di vecchi incompetenti e ignoranti ma tenacemente aggrappati alla loro poltrona e alla loro fetta di potere.

Prendo spunto dall’articolo scritto oggi sull’argomento da Beppe Grillo nel suo blog. Ecco ad esempio cosa scrive il Times nella sua versione on line:

«A geriatric assault on Italy’s bloggers.
Italy’s leaders barely understand word processors, let alone the web. Now they’ve turned against the country’s bloggers
»

Ed ecco cosa scrive invece BoingBoing uno dei cinque più autorevoli blog a livello mondiale:

«Italy proposes a Ministry of Blogging with mandatory blog-licensing»

In pratica: nel mondo ci stanno prendendo per il culo!

Questa fatta dal governo Prodi è, come si suol dire, una figura di merda a livello mondiale per tutta l’Italia che si sta propagando con la stessa velocità di un virus su Internet.

Il bavaglio ai blog

venerdì, 19 ottobre 2007

Bavaglio

Una settimana fa, il 12 ottobre 2007, il Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge di riforma dell’editoria che se approvato rischierebbe di far chiudere migliaia di blog e siti in Italia.

Il disegno di legge prevede infatti l’obbligo di iscrizione al ROC, uno speciale registro custodito dall’Autorità per le Comunicazioni, per chi ha attività editoriali di qualunque tipo, quindi anche per chi ha un blog o un sito web.

Scrive Aldo Fontanarosa sull’articolo di oggi su Repubblica:
«[…] Attività editoriale – continua il disegno di legge – significa inventare e distribuire un “prodotto editoriale” anche senza guadagnarci. E prodotto editoriale è tutto: è l’informazione, ma è anche qualcosa che “forma” o “intrattiene” il destinatario (articolo 2). I mezzi di diffusione di questo prodotto sono sullo stesso piano, Web incluso.[…]»

L’iscrizione al ROC – almeno nella formulazione attuale – non implica solo carte da bollo e burocrazia. Rischia soprattutto di aumentare le responsabilità penali per chi ha un sito.
In pratica, mentre fino ad oggi la diffamazione realizzata attraverso un sito o un blog era considerata un reato semplice e le norme penali la punivano in modo più lieve, con questo nuovo disegno di legge la diffamazione su Internet viene classificata come aggravata ed equiparata a quella su mezzi di stampa tradizionale.

Anche Internet e i blog, entrerebbero quindi a pieno titolo nell’orbita delle norme penali sulla stampa.

Quindi ogni sito web o blog, a questo punto, dovrebbe iscriversi al ROC e dotarsi di una società editrice e di un giornalista nel ruolo di direttore responsabile. Ed entrambi, editore e direttore del sito, risponderebbero del reato di omesso controllo su contenuti diffamatori. Questo, ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale.

In pratica, questo disegno di legge è il tentativo maldestro, e nemmeno tanto occulto, di imbavagliare una volta per tutte la libera informazione e contro-informazione sul web.

Segno che l’informazione sulla rete sta iniziando veramente a dare fastidio alle lobby di potere, qualunque esse siano, che adesso cercano di reagire e passare al contrattacco.

Ma non ci riusciranno. Sono in assoluta controtendenza.

Sul suo sito, Beppe Grillo ha scritto un post sul argomento e alla fine ha pubblicato l’indirizzo email di Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi e sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, che ha scritto il testo del disegno di legge, per “esprimere la propria opinione” e il proprio dissenso.

Vi invito anch’io a farlo, scrivendo un’email a: levi_r@camera.it

Beppe Grillo: tutti contro uno

domenica, 23 settembre 2007

Beppe Grillo

Dal 9 settembre 2007, il giorno dopo la manifestazione del V-Day promossa da Beppe Grillo in tutta Italia e culminata con la raccolta di più di 330.000 firme e il grande bagno di folla di Piazza Maggiore a Bologna davanti a oltre 50.000 persone, Beppe Grillo è diventato oggetto di una straordinaria campagna di disinformazione fatta di attacchi incrociati, allusioni e minacce.

È stato accusato di qualunquismo, di populismo, di seminare rancore, di istigare all’odio, di voler far saltare le basi della democrazia parlamentare, di volere entrare in politica (come se questo fosse un reato). I più autorevoli opinionisti, anche della sinistra come Eugenio Scalfari su Repubblica, si sono scomodati addirittura a fare paragoni con il fascismo dei primi anni venti.

Il direttore del TG2 Mauro Mazza nel suo editoriale del 19 settembre (edizione TG2 delle 13.00) addirittura ha accusato Beppe Grillo di armare la mano di potenziali terroristi: lo sconcertante video è disponibile ovviamente anche in rete su YouTube.

Per quasi due anni il blog di Beppe Grillo e le sue dichiarazioni sono state deliberatamente ignorate da tutti i mezzi d’informazione e comunicazione tradizionale (TV, giornali, radio) e anche dai principali quotidiani online dei grandi gruppi editoriali.

L’unico canale informativo era costituito dallo stesso blog di Beppe Grillo e da migliaia di altri piccoli blog personali e gruppi di discussione in rete che riprendevano i suoi post, li commentavano, li citavano, li linkavano, secondo quella che è una delle caratteristiche fondamentali della comunicazione libera su internet.

Per tutta l’estate il V-Day è stato sistematicamente ignorato dai media con lo scopo evidente di farlo fallire. Nessuno ne doveva parlare. La parola d’ordine era ignorare, non informare, parlare d’altro, far finta di niente, nell’illusione che tutto si sgonfiasse come una bolla di sapone.

Fino al giorno precedente non si trovava nessuna notizia del V-Day nè sui giornali, nè tantomeno sui canali televisivi che di solito invece sono sempre molto prodighi nel dare risalto agli eventi più disparati e curiosi: dal Gay Pride al Family Day, dalle mostre dei cani alle fiere del fitness, dai raduni degli alpini ai concorsi di bellezza, dalle proteste dei tassisti a quelle dei benzinai.

Nel caso del V-Day invece nulla. Il vuoto assoluto.

Ma lo straordinario successo ottenuto dal V-Day ha costretto i mezzi di informazione a parlarne, seppur di malavoglia.

Beppe Grillo è riuscito ad ottenere un risultato unico nel suo genere in tutto il mondo. È riuscito grazie al suo carisma, alla sua straordinaria capacità di comunicazione e alla sua credibilità, e sfruttando in modo geniale tutte le potenzialità che Internet gli offriva, a creare dal nulla un potente movimento di opinione e rinnovamento dal basso, a dare voce al malcontento e al malessere di milioni di persone che non sono rappresentate da nessuno, nè dai partiti politici, nè dai sindacati, nè da associazioni di categoria, nè tantomeno da lobbies.

Ha fatto da catalizzatore del malessere, dell’incazzamento generale, delle ansie e angosce di gran parte della popolazione italiana, innescando delle reazioni i cui effetti in questo momento è difficile prevedere.

Ma la cosa straordinaria è che Beppe Grillo è una persona molto concreta e pragmatica, e fino ad adesso ha raggiunto sempre i suoi obiettivi. Ha contribuito a far dimettere Antonio Fazio dalla carica di Governatore della Banca d’Italia, ha presenziato all’assemblea dei soci della Telecom con un discorso durissimo che ha avuto il suo peso nel far dimettere Tronchetti Provera, ha promosso il V-Day e ha raccolto 330.000 firme.

Beppe Grillo è un uomo che mantiene le sue promesse, gli impegni che prende pubblicamente. Raggiunge i suoi obiettivi.

E questo fa paura a una classe politica e imprenditoriale che vive di clientelismo e si autosostiene.

Beppe Grillo è riuscito a passare dal virtuale (internet, il blog) al reale (le piazze) in un modo che nessuno era stato in grado di prevedere.

Ha bucato gli schermi dei computer e si è materializzato nelle piazze di tutta Italia, riuscendo a mobilitare centinaia di migliaia di persone.

Lui che era stato messo al bando da tutti i mezzi di comunicazione, esiliato e relegato ha costretto i media a parlare di sè. Adesso tutti ne parlano. A qualunque ora, su qualunque canale televisivo c’è sempre un riferimento diretto o un commento di qualche opinionista dell’ultima ora su Beppe Grillo.

Sui maggiori portali web, sui quotidiani online ci sono link a video o inviti a discussione sui forum, per cercare di creare traffico sui loro siti, incrementare il numero di visite e accessi, sfruttare a fini commerciali ed economici il fenomeno Grillo.

Lo scopo di questa overdose mediatica, evidente e nemmeno tanto dissimulato, è quello di cortocircuitare Beppe Grillo. Bombardare la gente che non ha modo di accedere a internet (in Italia è il 52%) con false notizie per screditare Beppe Grillo.

In tutti questi incontri e dibattiti senza contraddittorio il grande assente è proprio lui: Beppe Grillo, il grande accusato.

Siamo di fronte a quello che nel codice deontologico professionale del giornalismo è uno degli errori più gravi da evitare, quello di attaccare o accusare una persona senza che questa abbia la possibilità di difendersi in sede.

Vogliono fare in modo che la gente inizi a dire: «E basta, non se ne può più di questo Beppe Grillo!»

Dopo avere cercato di eliminarlo con la censura, adesso cercano di eliminarlo con la tattica opposta, con l’esposizione mediatica selvaggia e incontrollata.

Il mondo politico, da destra a sinistra, e tutta la classe dirigente imprenditoriale, finanziaria, culturale italiana ha paura. Paura che il sistema adesso crolli veramente, e crolli in maniera catastrofica, che al confronto la bufera di Tangentopoli, che travolse il mondo politico della prima repubblica, sembrerà una debole brezza primaverile.

Concludo riportando i tre punti della proposta di legge popolare per un Parlamento Pulito che il 10 luglio 2007 Beppe Grillo (insieme ad alcune persone del MeetUp di Roma)  ha depositato alla Cassazione a Roma e per cui era necessario raccogliere almeno 50.000 firme autenticate. Nel giorno del V-Day ne sono state raccolte più di 330.000.

 I tre punti della proposta sono:

1- NO AI PARLAMENTARI CONDANNATI. No ai 25 parlamentari condannati in Parlamento – Nessun cittadino italiano può candidarsi in Parlamento se condannato in via definitiva, o in primo e secondo grado e in attesa di giudizio finale.

2- DUE LEGISLATURE. No ai parlamentari di professione da 20 e 30 anni in Parlamento – Nessun cittadino italiano può essere eletto in parlamento per più di due legislature. La regola è valida retroattivamente.

3- ELEZIONE DIRETTA. No ai parlamentari scelti dai segretari di partito – I candidati al parlamento devono essere votati dai cittadini con la preferenza diretta.