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Lieve - Marlene Kuntz

venerdì, 5 marzo 2010

Da un po’ di mesi a questa parte l’unica cosa che mi permette di evadere dalla routine di tutti i giorni, dagli impegni del lavoro e della vita quotidiana, dalla cappa asfissiante e deprimente che avvolge l’intera società italiana, è la musica.

Ascoltare musica e suonare la sera la chitarra riesce a riconciliarmi nuovamente con la vita e quanto di bello c’è nell’esistenza.

Quando il senso delle parole (e delle cose) si perde nel chiacchiericcio sterile e vacuo di tutti i giorni, nello strepitio roboante e nel rumore di fondo che ci sommerge da ogni parte, la cosa migliore è tacere e riassaporare la sublime essenza del silenzio per poter poi ridare il giusto peso alle cose e alle parole.

E la musica, con la sua capacità di oltrepassare gli schemi logici e razionali, la sua misteriosa e ineffabile alchimia di suoni, emozioni e sensazioni profonde, può aiutare molto in questo percorso di pulizia interiore e ricerca dell’essenziale.

Ho scoperto circa sei mesi fa questa versione di Lieve dei Marlene Kuntz  che si esibiscono dal vivo al programma Storytellers di MTV il 23 novembre 2005, e mi ha colpito da subito soprattutto per il fascino e l’atmosfera particolare data dalla partecipazione di Gianni Maroccolo al basso elettrico.

Gianni Maroccolo, produttore di numerose pietre miliari della musica italiana degli ultimi 30 anni, è stato bassista e membro fondatore dei Litfiba e dei C.S.I., nonché scopritore e produttore dell’album Catartica, disco di esordio dei Marlene Kuntz.

Lo stile molto personale e particolare di Maroccolo si caratterizza anche per l’uso del plettro nell’utilizzo del basso elettrico, come si può vedere e ascoltare in questo brano. In particolare l’introduzione è tutta giocata sul registro acuto del basso, quasi a simulare la sonorità di una chitarra, e gran parte del brano verte su un’atmosfera molto intima e ipnotica, per poi esplodere verso il minuto 3:36, quando tutta la tensione e l’energia fino ad allora trattenuta si riversano all’improvviso sull’ascoltatore.

Non riesco a decidermi se sia più bella questa versione o quella, straniante ed enigmatica, che ne hanno fatto i C.S.I (Consorzio Suonatori Indipendenti) in una loro cover, anch’essa live, del 1994 alla trasmissione televisiva “Acoustica” della rete Videomusic.

Questo è il video della versione di Lieve dei C.S.I.

Anche qui l’introduzione e l’incessante ritmica, stavolta alla chitarra acustica, è sempre opera di Gianni Maroccolo

El Gaucho: the song

sabato, 13 febbraio 2010

Un paio di giorni fa, mentre tornavo in auto, ho sentito alla radio un brano di folgorante bellezza che mi ha letteralmente stregato e catapultato all’improvviso dall’altra parte del mondo, agli antipodi, in un paesaggio fatto di pianure sterminate, cieli sovrumani e pascoli immensi, sudore e fatica.

El Gaucho“ è un film, diretto da Andrés Retamal, che narra di un viaggio attraverso l’Argentina rurale, la pampa, i rodei, i cavalli i Gauchos e la loro musica.

La musica del film è composta e prodotta da Christoph Müller e Eduardo Makarof  due dei membri del Gotan Project che per l’occasione hanno chiamato a raccolta musicisti del calibro di Melingo e i fratelli Flores e Gustavo Beytelmann, una vera esplorazione dellla realtà rurale dell’Argentina e della musica tradizionale passando per tango, milonga e zamba.

La canzone che sentite,  ”Andrés Retamal” è cantata per l’appunto da Daniel MelingoA questo indirizzo potete ascoltare un’anteprima dei i brani della colonna sonora del film.

Ho sempre avuto il sogno di fare un viaggio in Argentina, nella pampa sterminata, giù fino alla Patagonia, complici la passione per i romanzi di Bruce Chatwin e i racconti del grande scrittore argentino Jorge Luis Borges, l’amore per il tango e il fascino che in me hanno avuto da sempre la canzone “Alle Prese Con Una Verde Milonga” di Paolo Conte e la musica di Gato Barbieri.

Chissà che adesso, non mi decida una buona volta a partire.

Knockin’ on Heaven’s Door - Bob Dylan (Pat Garrett & Billy the Kid OST)

sabato, 6 febbraio 2010

Adoro molte delle versioni di Knockin’ on Heaven’s Door, sopra tutte quelle dei Guns N’ Roses e di Eric Clapton, ma trovo che l’originale di Bob Dylan sia semplicemente stupenda.

Knockin’ on Heaven’s Door fu scritta da Bob Dylan per la colonna sonora del film Pat Garrett & Billy the Kid (1973) diretto dal grande Sam Peckinpah (dove tra l’altro Dylan recitò anche una particina in un ruolo minore).

Il video è tratto per l’appunto dal film Pat Garrett & Billy the Kid e ne mette bene in risalto la forte connotazione crepuscolare.

Il film è ispirato alla figura leggendaria dello sceriffo Pat Garrett (interpretato da James Coburn) che diventò un’icona del suo tempo e della nuova frontiera statunitense, al pari del suo antagonista - il bandito Billy the Kid - cui legò il suo nome, dapprima inseguendolo, quindi uccidendolo, il 14 luglio 1881.

One - U2

lunedì, 18 gennaio 2010

Due anni.

E mi sembra sia passato solo un giorno.

La nostra canzone, come fosse ancora ieri.

Carmen Consoli - Non molto lontano da qui

mercoledì, 9 dicembre 2009

Non molto lontano da qui è il primo singolo tratto da Elettra,  settimo album di Carmen Consoli, pubblicato il 30 ottobre 2009, a tre anni e mezzo di distanza da Eva contro Eva (2006).

L’album, che prende il titolo dal nome dalla celebre eroina della mitologia greca Elettra, è incentrato su figure femminili forti, capaci di reagire alle situazioni che la vita pone loro davanti.

Che dire? Carmen Consoli è la mia cantautrice preferita, ci accomuna la stessa terra d’origine e un certo modo di “sentire” le cose… questa canzone è un piccolo gioiello.

Il video è ambiguo, sensuale, enigmatico e si permette anche qualche allusione non tanto velata ai fatti della recente vita politica (?) italiana.

In attesa di tornare a ritrovare il tempo per scrivere degli articoli “meditati” sul mio blog mi godo questa splendida canzone e cerco di suonarci sopra: l’introduzione e l’assolo finale con la chitarra sono deliziosi nella loro essenzialità.

Dean Martin & Frank Sinatra

sabato, 21 novembre 2009

Girovagando su youtube, saltando da un video all’altro, ho trovato questa piccola perla: un delizioso video di Dean Martin e Frank Sinatra tratto da uno spettacolo TV americano di metà anni Sessanta.

I brani sono tutti celebri, la bravura e l’autoironia dei due grandi interpreti non hanno bisogno di commenti.

Alcuni momenti sono veramente esilaranti (vedi dal minuto 4:12 in poi) e la qualità musicale e interpretativa sempre di livello eccelso.

Esempio lampante di una TV, di artisti e di una musica di qualità che ormai non esiste più.

Songs:
1: Love Is Just Around the Corner
2: My Kind of Girl
3: But Beautiful
3: L.O.V.E
4: I Get A Kick Out of You
5: Goody Goody
6: Guys and Dolls

Inneres Auge - Franco Battiato

sabato, 14 novembre 2009

Inneres Auge (in tedesco: “occhio interiore“) è il singolo tratto dal nuovo album di Franco Battiato, “Inneres Auge - Il tutto è più della somma delle sue parti” uscito il 13 Novembre.

Inneres Auge è una durissima invettiva contro il degrado della politica e il potere in Italia, con espliciti riferimenti a Berlusconi e alla sua corte di servi e lacchè.

Inneres Auge è in un certo senso la continuazione, la seconda parte di quell’altro amaro capolavoro di Battiato, Povera Patria, uscito nel 1991 poco prima delle stragi Falcone e Borsellino e di Mani Pulite.

Ascolto Battiato dai tempi dell’album La voce del padrone (1981), avevo 14 anni quando vidi il suo primo concerto allo stadio di Scicli in Sicilia, e non cessa mai di stupirmi: una delle personalità più originali, libere e creative d’Italia.

Su “Il Fatto Quotidiano” de il 30 ottobre c’è una bellissima intervista a Franco Battiato realizzata da Marco Travaglio che vi consiglio vivamente di leggere e di cui vi anticipo solo l’inizio:

Che significa “Inneres Auge”?

Occhio interiore. Ma lo preferisco in tedesco. In italiano si dice “terzo occhio”, ma non mi piace, fa pensare a una specie di Polifemo. I tibetani hanno scritto cose magnifiche sull’occhio interiore, che ti consente di vedere l’aura degli uomini: qualcuno ce l’ha nera, come certi politici senza scrupoli, mossi da bassa cupidigia; altri ce l’hanno rossa, come la loro rabbia”.

P.S. La persona anziana che si vede all’inizio del videoclip declamare i primi versi della canzone con la voce in play-back di Battiato è Manlio Sgalambro, filosofo, poeta e autore dei testi di molte delle più recenti canzoni di Battiato.

Ecco il testo della canzone (le evidenziazioni sono mie).

INNERES AUGE (Franco Battiato)

Come un branco di lupi che scende dagli altipiani ululando
o uno sciame di api accanite divoratrici di petali odoranti
precipitano roteando come massi da altissimi monti in rovina.
Uno dice che male c’è a organizzare feste private
con delle belle ragazze per allietare Primari e Servitori dello Stato?

Non ci siamo capiti
e perché mai dovremmo pagare anche gli extra a dei rincoglioniti?
Che cosa possono le Leggi dove regna soltanto il denaro?
La Giustizia non è altro che una pubblica merce…
di cosa vivrebbero ciarlatani e truffatori
se non avessero moneta sonante da gettare come ami fra la gente.

La linea orizzontale ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.

Con le palpebre chiuse s’intravede un chiarore
che con il tempo e ci vuole pazienza,
si apre allo sguardo interiore: Inneres Auge, Das Innere Auge

La linea orizzontale ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
Ma quando ritorno in me, sulla mia via,
a leggere e studiare, ascoltando i grandi del passato…
mi basta una sonata di Corelli, perchè mi meravigli del Creato!

Impressioni di Settembre - Marlene Kuntz

martedì, 29 settembre 2009

impressioni-di-settembre
Link  al video Impressioni di Settembre - Marlene Kuntz

Ho aspettato con pazienza che i mesi passassero per trovarmi con la giusta disposizione d’animo nel momento opportuno, come un contadino di altri tempi in attesa che la semenza germogliasse naturalmente nel suo periodo.

Sono rimasto fiduciosamente in attesa che venisse il mese di Settembre e che mi trovassi in uno stato d’animo particolare per pubblicare il video della canzone Impressioni di Settembre, la splendida cover dei Marlene Kuntz del celebre brano dei PFM, una delle più belle canzoni italiane di sempre.

Aspettavo di essere abbastanza esausto e disfatto per sentire e vivere pienamente il senso della canzone  in una singolare coincidenza di tempo esterno e tempo interiore.

Ed oggi mi sento così. Ed è Settembre.

Coincidenza naturale. Alchemico miscuglio di impressioni interiori e sensazioni esterne. Il ritmo e il respiro della natura che sembrano essere tutt’uno con il nostro mondo più intimo e privato.

Master & Servant - Nouvelle Vague

venerdì, 4 settembre 2009

Non so bene perché, o meglio il motivo lo intuisco ed esula dal lato puramente musicale e riguarda più la performance delle interpreti, ma questa cover del famoso brano Master & Servant (che nel 1984 fece scandalo per la chiara allusione alle omonime pratiche erotiche sado-maso: questo il video originale) dei Depeche Mode ad opera dei Nouvelle Vague mi piace molto.

Leggera, seducente, allusiva, ambigua, ammiccante, sensuale come solo le francesi sanno rendere l’atmosfera di un brano.

N.B. Martin Gore dei Depeche Mode ha collaborato alla versione registrata in studio del brano. Lo si può ascoltare come back vocalist. Ecco il video.

Hush now - Jimi Hendrix

martedì, 1 settembre 2009

Devo ringraziare l’amico Paolo per avermi fatto scoprire un paio di sere fa questo inedito brano di Jimi Hendrix, Hush now.

Hush Now è un vero gioiello di improvvisazione con la chitarra al pedale wah-wah. Una melodia ipnotica e avvolgente costruita su una semplicissima linea di basso dall’intenso sapore funky.

Il video è costituito da sequenze inedite di Jimi Hendrix che si alternano ad altre sequenze celebri. Stupenda al minuto 2:47 la breve sequenza di Jimi Hendrix in auto con due “foxy ladies” mentre fumano marijuana .

Saranno una decina di giorni che la sera cerco invano di scrivere un post per il blog, ma ogni volta alla fine desisto.

Divento sempre più esigente con me stesso e mi chiedo se ne valga la pena, se quel post avrà ancora senso fra un mese o un anno.

Viviamo sommersi dal rumore di chiacchiere vuote, assordati dal brusio di parole inconsistenti che si bruciano nell’arco di poche ore, annichiliti dalle cazzate prive di senso del proprio vuoto quotidiano che ogni utente di Facebook si sente in dovere di imporre agli altri amici di questa malsana catena di Sant’Antonio dei social network, la nuova piaga del decennio.

Non voglio aggiungere ulteriore rumore al caos. Voglio solo isolare quelle poche cose che hanno senso nella vita. E la musica è una di queste.

La sera arrivo a casa stanco morto dal lavoro. Le uniche cose che faccio da tre mesi a questa parte, a parte lavorare, sono andare in piscina e suonare la chitarra.

Suonare la chitarra mi rilassa, mi affascina, mi diverte. Mi si è spalancato un universo meraviglioso fatto non di parole, ma di suoni e dei silenzi che vivono fra un suono a l’altro.

Così l’unica cosa che mi viene da dire è: “Silenzio adesso!” - questo è il senso dell’espressione ”Hush now” - e ascoltiamo un po’ di musica!

Buon ascolto.