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Jimi Hendrix – Valleys of Neptune

venerdì, 2 aprile 2010

«I have plans that are unbelievable,
but then wanting to be a guitar player
seemed unbelievable at one time.»

(Jimi Hendrix)

Il 5 marzo è uscito l’album “Valleys of Neptune” che raccoglie 12 brani inediti di Jimi Hendrix, uno dei più grandi chitarristi della storia del rock. Il più grande in assoluto, secondo il mio parere.

Valley Of Neptune illustra la straordinaria evoluzione creativa di Jimi Hendrix durante il 1969, l’anno più tumultuoso della sua celebre vita e carriera.

Questi 12 brani, mai pubblicati fino ad ora, includono le registrazioni finali effettuate in studio dall’originale trio “Jimi Hendrix Experience“, e testimoniano l’obiettivo perseguito da Hendrix di creare un seguito all’album Electric Ladyland, così come come i primi tentativi di Hendrix di intraprendere un nuovo corso musicale con Mitch Mitchell alla batteria e il bassista Billy Cox al posto di Noel Redding.  Da lì a poco infatti, verso la fine del 1969, Jimi Hendrix formerà la Band of Gypsys, costituita da soli musicisti neri: Jimi Hendrix (chitarra), Billy Cox (basso) e Buddy Miles (batteria).

Sono due settimane che non faccio altro che ascoltare questo straordinario album e la sensazione è come di trovarsi di fronte per la prima volta ad un nuovo album di Jimi Hendrix, come poteva essere a fine anni Sessanta. L’energia, la bellezza, la potenza visionaria che emanano da questo album mi hanno letteralmente rapito.

Preciso subito quali sono i miei brani preferiti, anche se è difficile:

Valleys Of Neptune

Si tratta del brano che dà il titolo all’album. Una stupenda dimostrazione di “rock psichedelico” alla Jimi Hendrix. Brano di grande complessità e ricchezza armonica e allo stesso tempo di una struggente bellezza melodica e di un ritmo irresistibile. Un capolavoro.

“Valleys Of Neptune” cominciò a prendere forma durante le sessioni del febbraio 1969 all’Olympic Studios. Jimi effettuò diverse registrazioni ed era desideroso di sviluppare questo eccezionale brano al suo pieno potenziale.
Hendrix continuò a raffinare ulteriormente la canzone lungo l’estate del 1969, registrando anche una sessione con solo Mitchell e il percussionista Juma Sultan.
Fu in un’animata sessione di registrazione del 15 Maggio 1970 alla Record Plant che prese forma la versione attuale. La take 5 di questa sessione combina la parte vocale di Jimi e le percussioni di Juma Sultan del 23 Settembre 1969.
Il lavoro su Valley of Neptune continuò negli studi della “Electric Lady Studios” di Jimi nel giugno 1970, ma un master finale non fu mai raggiunto prima della sua morte, avvenuta tre mesi più tardi.

Stone Free

Una nuova straordinaria versione del grande classico. Pubblicata nel mercato internazionale come lato B di Hey Joe nel dicembre 1966, la canzone non era mai stata pubblicata negli US, perchè la casa discografica non lo aveva incluso nella versione originale dell’album “Are you expereinced” nell’Agosto 1967.

Hear My Train A Comin’

Registrata in un singolo take il 7 aprile 1969, impreziosita dalla voce evocativa di Jimi e dal suo lavoro stimolante alla chitarra, questa versione riesce effettivamente a trasmettere l’energia incandescente che veniva fuori dai concerti del gruppo.
A dispetto della sua ovvia promessa, Hear My A Train Comin’ rimase tra i brani registrati in studio e mai pubblicati da Hendrix al tempo della sua morte nel settembre 1970.
Purtroppo questa registrazione fu più tardi montata e sovraincisa nel 1975 da musicisti che Hendrix non aveva mai incontrato e fu inclusa nel controverso album postumo “Midnight Lightning”. Adesso la registrazione originale del gruppo è stata restaurata e fa il suo debutto qui come parte dell’album.

Sunshine Of Your Love

Il grande classico dei Cream. I membri del gruppo di Hendrix ammiravano i Cream, e Sunshine Of Your Love era uno dei loro brani preferiti.
Per questa registrazione il gruppo di Hendrix utilizzò un arrangiamento esclusivamente strumentale come per le performance live del brano.
Adrenalina pura!

Red House

Una straordinaria reinterpretazione del grande classico blues di Hendrix pubblicato nel primo album “Are you Experienced?” Da brividi! Lenta, sensuale, ammiccante: l’essenza stessa del blues.

Crying Blue Rain

Un altro grande blues dalle sonorità quasi funky, impreziosito stavolta anche dalle percussioni.

11 delle 12 canzoni di “Valleys Of Neptune” furono registrate subito dopo la pubblicazione del celebre doppio album Electric Ladyland, le cui lunghe sessioni di registrazione, troppo estese per gli standard dell’epoca, allontanarono lo storico produttore (ed ex-bassista degli AnimalsChas Chandler dal progetto e incrinarono irrimediabilmente il rapporto tra Hendrix e il bassista Noel Redding.

Il tour europeo del Gennaio 1969 rivelò infatti la crescente disarmonia all’interno del gruppo, specialmente tra Hendrix e Redding, il cui rapporto si era ulteriormente deteriorato nei mesi precedenti.

Fu in questo contesto che Jimi Hendrix registrò nel corso del 1969, in diverse sessioni di registrazione, i brani raccolti per la prima volta in quest’album.

Per Hendrix lo studio di registrazione aveva assunto ormai un ruolo principale nello sviluppo di nuovo materiale e nella sua visione progettuale.
All’interno di questo ambiente creativo – sfuggendo alle incessanti richieste delle esibizioni dal vivo nei concerti – Jimi intendeva esplorare e sperimentare nuovi pattern ritmici da inserire poi all’interno della struttura formale di nuove canzoni.

Questo cambio fondamentale nella strategia confondeva Redding. Il bassista non condivideva la filosofia di Hendrix e considerava eccessive le molte registrazioni di versioni alternative (takes) che il chitarrista richiedeva durante le sessioni.

Fu per questo che nel Giugno 1969 Jimi Hendrix contattò il bassista Billy Cox, sperando che il suo vecchio amico potesse essergli di aiuto in questo periodo difficile della sua carriera.

Nello stesso perido Hendrix continuava a perseguire una serie di intriganti alleanze creative, sperimentando con gli ottoni, sitar elettrico, tastiere e percussioni.

Le prime sessioni di Jimi con Cox e Mitch Mitchell furono armoniose e produttive, una benvenuta trasformazione dalla tensione che aveva pervaso il lavoro in studio del gruppo nell’anno precedente.

Tracklist (ogni brano richiama il relativo video su youtube con la traccia musicale)

 1. Stone Free
 2. Valleys Of Neptune
 3. Bleeding Heart
 4. Hear My Train A Comin’
 5. Mr. Bad Luck
 6. Sunshine Of Your Love
 7. Lover Man
 8. Ships Passing Through The Night
 9. Fire
10. Red House
11. Lullaby For The Summer
12. Crying Blue Rain

Una curiosità. Il video e anche il progetto grafico dell’album prendono spunto da un acquerello originale di Jimi Hendrix ancora adolescente.

Lieve – Marlene Kuntz

venerdì, 5 marzo 2010

Da un po’ di mesi a questa parte l’unica cosa che mi permette di evadere dalla routine di tutti i giorni, dagli impegni del lavoro e della vita quotidiana, dalla cappa asfissiante e deprimente che avvolge l’intera società italiana, è la musica.

Ascoltare musica e suonare la sera la chitarra riesce a riconciliarmi nuovamente con la vita e quanto di bello c’è nell’esistenza.

Quando il senso delle parole (e delle cose) si perde nel chiacchiericcio sterile e vacuo di tutti i giorni, nello strepitio roboante e nel rumore di fondo che ci sommerge da ogni parte, la cosa migliore è tacere e riassaporare la sublime essenza del silenzio per poter poi ridare il giusto peso alle cose e alle parole.

E la musica, con la sua capacità di oltrepassare gli schemi logici e razionali, la sua misteriosa e ineffabile alchimia di suoni, emozioni e sensazioni profonde, può aiutare molto in questo percorso di pulizia interiore e ricerca dell’essenziale.

Ho scoperto circa sei mesi fa questa versione di Lieve dei Marlene Kuntz  che si esibiscono dal vivo al programma Storytellers di MTV il 23 novembre 2005, e mi ha colpito da subito soprattutto per il fascino e l’atmosfera particolare data dalla partecipazione di Gianni Maroccolo al basso elettrico.

Gianni Maroccolo, produttore di numerose pietre miliari della musica italiana degli ultimi 30 anni, è stato bassista e membro fondatore dei Litfiba e dei C.S.I., nonché scopritore e produttore dell’album Catartica, disco di esordio dei Marlene Kuntz.

Lo stile molto personale e particolare di Maroccolo si caratterizza anche per l’uso del plettro nell’utilizzo del basso elettrico, come si può vedere e ascoltare in questo brano. In particolare l’introduzione è tutta giocata sul registro acuto del basso, quasi a simulare la sonorità di una chitarra, e gran parte del brano verte su un’atmosfera molto intima e ipnotica, per poi esplodere verso il minuto 3:36, quando tutta la tensione e l’energia fino ad allora trattenuta si riversano all’improvviso sull’ascoltatore.

Non riesco a decidermi se sia più bella questa versione o quella, straniante ed enigmatica, che ne hanno fatto i C.S.I (Consorzio Suonatori Indipendenti) in una loro cover, anch’essa live, del 1994 alla trasmissione televisiva “Acoustica” della rete Videomusic.

Questo è il video della versione di Lieve dei C.S.I.

Anche qui l’introduzione e l’incessante ritmica, stavolta alla chitarra acustica, è sempre opera di Gianni Maroccolo

El Gaucho: the song

sabato, 13 febbraio 2010

Un paio di giorni fa, mentre tornavo in auto, ho sentito alla radio un brano di folgorante bellezza che mi ha letteralmente stregato e catapultato all’improvviso dall’altra parte del mondo, agli antipodi, in un paesaggio fatto di pianure sterminate, cieli sovrumani e pascoli immensi, sudore e fatica.

El Gaucho“ è un film, diretto da Andrés Retamal, che narra di un viaggio attraverso l’Argentina rurale, la pampa, i rodei, i cavalli i Gauchos e la loro musica.

La musica del film è composta e prodotta da Christoph Müller e Eduardo Makarof  due dei membri del Gotan Project che per l’occasione hanno chiamato a raccolta musicisti del calibro di Melingo e i fratelli Flores e Gustavo Beytelmann, una vera esplorazione dellla realtà rurale dell’Argentina e della musica tradizionale passando per tango, milonga e zamba.

La canzone che sentite,  ”Andrés Retamal” è cantata per l’appunto da Daniel MelingoA questo indirizzo potete ascoltare un’anteprima dei i brani della colonna sonora del film.

Ho sempre avuto il sogno di fare un viaggio in Argentina, nella pampa sterminata, giù fino alla Patagonia, complici la passione per i romanzi di Bruce Chatwin e i racconti del grande scrittore argentino Jorge Luis Borges, l’amore per il tango e il fascino che in me hanno avuto da sempre la canzone “Alle Prese Con Una Verde Milonga” di Paolo Conte e la musica di Gato Barbieri.

Chissà che adesso, non mi decida una buona volta a partire.

Knockin’ on Heaven’s Door – Bob Dylan (Pat Garrett & Billy the Kid OST)

sabato, 6 febbraio 2010

Adoro molte delle versioni di Knockin’ on Heaven’s Door, sopra tutte quelle dei Guns N’ Roses e di Eric Clapton, ma trovo che l’originale di Bob Dylan sia semplicemente stupenda.

Knockin’ on Heaven’s Door fu scritta da Bob Dylan per la colonna sonora del film Pat Garrett & Billy the Kid (1973) diretto dal grande Sam Peckinpah (dove tra l’altro Dylan recitò anche una particina in un ruolo minore).

Il video è tratto per l’appunto dal film Pat Garrett & Billy the Kid e ne mette bene in risalto la forte connotazione crepuscolare.

Il film è ispirato alla figura leggendaria dello sceriffo Pat Garrett (interpretato da James Coburn) che diventò un’icona del suo tempo e della nuova frontiera statunitense, al pari del suo antagonista – il bandito Billy the Kid – cui legò il suo nome, dapprima inseguendolo, quindi uccidendolo, il 14 luglio 1881.

One – U2

lunedì, 18 gennaio 2010

Due anni.

E mi sembra sia passato solo un giorno.

La nostra canzone, come fosse ancora ieri.

Carmen Consoli – Non molto lontano da qui

mercoledì, 9 dicembre 2009

Non molto lontano da qui è il primo singolo tratto da Elettra,  settimo album di Carmen Consoli, pubblicato il 30 ottobre 2009, a tre anni e mezzo di distanza da Eva contro Eva (2006).

L’album, che prende il titolo dal nome dalla celebre eroina della mitologia greca Elettra, è incentrato su figure femminili forti, capaci di reagire alle situazioni che la vita pone loro davanti.

Che dire? Carmen Consoli è la mia cantautrice preferita, ci accomuna la stessa terra d’origine e un certo modo di “sentire” le cose… questa canzone è un piccolo gioiello.

Il video è ambiguo, sensuale, enigmatico e si permette anche qualche allusione non tanto velata ai fatti della recente vita politica (?) italiana.

In attesa di tornare a ritrovare il tempo per scrivere degli articoli “meditati” sul mio blog mi godo questa splendida canzone e cerco di suonarci sopra: l’introduzione e l’assolo finale con la chitarra sono deliziosi nella loro essenzialità.

Dean Martin & Frank Sinatra

sabato, 21 novembre 2009

Girovagando su youtube, saltando da un video all’altro, ho trovato questa piccola perla: un delizioso video di Dean Martin e Frank Sinatra tratto da uno spettacolo TV americano di metà anni Sessanta.

I brani sono tutti celebri, la bravura e l’autoironia dei due grandi interpreti non hanno bisogno di commenti.

Alcuni momenti sono veramente esilaranti (vedi dal minuto 4:12 in poi) e la qualità musicale e interpretativa sempre di livello eccelso.

Esempio lampante di una TV, di artisti e di una musica di qualità che ormai non esiste più.

Songs:
1: Love Is Just Around the Corner
2: My Kind of Girl
3: But Beautiful
3: L.O.V.E
4: I Get A Kick Out of You
5: Goody Goody
6: Guys and Dolls

Inneres Auge – Franco Battiato

sabato, 14 novembre 2009

Inneres Auge (in tedesco: “occhio interiore“) è il singolo tratto dal nuovo album di Franco Battiato, “Inneres Auge – Il tutto è più della somma delle sue parti” uscito il 13 Novembre.

Inneres Auge è una durissima invettiva contro il degrado della politica e il potere in Italia, con espliciti riferimenti a Berlusconi e alla sua corte di servi e lacchè.

Inneres Auge è in un certo senso la continuazione, la seconda parte di quell’altro amaro capolavoro di Battiato, Povera Patria, uscito nel 1991 poco prima delle stragi Falcone e Borsellino e di Mani Pulite.

Ascolto Battiato dai tempi dell’album La voce del padrone (1981), avevo 14 anni quando vidi il suo primo concerto allo stadio di Scicli in Sicilia, e non cessa mai di stupirmi: una delle personalità più originali, libere e creative d’Italia.

Su “Il Fatto Quotidiano” de il 30 ottobre c’è una bellissima intervista a Franco Battiato realizzata da Marco Travaglio che vi consiglio vivamente di leggere e di cui vi anticipo solo l’inizio:

Che significa “Inneres Auge”?

Occhio interiore. Ma lo preferisco in tedesco. In italiano si dice “terzo occhio”, ma non mi piace, fa pensare a una specie di Polifemo. I tibetani hanno scritto cose magnifiche sull’occhio interiore, che ti consente di vedere l’aura degli uomini: qualcuno ce l’ha nera, come certi politici senza scrupoli, mossi da bassa cupidigia; altri ce l’hanno rossa, come la loro rabbia”.

P.S. La persona anziana che si vede all’inizio del videoclip declamare i primi versi della canzone con la voce in play-back di Battiato è Manlio Sgalambro, filosofo, poeta e autore dei testi di molte delle più recenti canzoni di Battiato.

Ecco il testo della canzone (le evidenziazioni sono mie).

INNERES AUGE (Franco Battiato)

Come un branco di lupi che scende dagli altipiani ululando
o uno sciame di api accanite divoratrici di petali odoranti
precipitano roteando come massi da altissimi monti in rovina.
Uno dice che male c’è a organizzare feste private
con delle belle ragazze per allietare Primari e Servitori dello Stato?

Non ci siamo capiti
e perché mai dovremmo pagare anche gli extra a dei rincoglioniti?
Che cosa possono le Leggi dove regna soltanto il denaro?
La Giustizia non è altro che una pubblica merce…
di cosa vivrebbero ciarlatani e truffatori
se non avessero moneta sonante da gettare come ami fra la gente.

La linea orizzontale ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.

Con le palpebre chiuse s’intravede un chiarore
che con il tempo e ci vuole pazienza,
si apre allo sguardo interiore: Inneres Auge, Das Innere Auge

La linea orizzontale ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
Ma quando ritorno in me, sulla mia via,
a leggere e studiare, ascoltando i grandi del passato…
mi basta una sonata di Corelli, perchè mi meravigli del Creato!

Impressioni di Settembre – Marlene Kuntz

martedì, 29 settembre 2009

impressioni-di-settembre
Link  al video Impressioni di Settembre – Marlene Kuntz

Ho aspettato con pazienza che i mesi passassero per trovarmi con la giusta disposizione d’animo nel momento opportuno, come un contadino di altri tempi in attesa che la semenza germogliasse naturalmente nel suo periodo.

Sono rimasto fiduciosamente in attesa che venisse il mese di Settembre e che mi trovassi in uno stato d’animo particolare per pubblicare il video della canzone Impressioni di Settembre, la splendida cover dei Marlene Kuntz del celebre brano dei PFM, una delle più belle canzoni italiane di sempre.

Aspettavo di essere abbastanza esausto e disfatto per sentire e vivere pienamente il senso della canzone  in una singolare coincidenza di tempo esterno e tempo interiore.

Ed oggi mi sento così. Ed è Settembre.

Coincidenza naturale. Alchemico miscuglio di impressioni interiori e sensazioni esterne. Il ritmo e il respiro della natura che sembrano essere tutt’uno con il nostro mondo più intimo e privato.

Master & Servant – Nouvelle Vague

venerdì, 4 settembre 2009

Non so bene perché, o meglio il motivo lo intuisco ed esula dal lato puramente musicale e riguarda più la performance delle interpreti, ma questa cover del famoso brano Master & Servant (che nel 1984 fece scandalo per la chiara allusione alle omonime pratiche erotiche sado-maso: questo il video originale) dei Depeche Mode ad opera dei Nouvelle Vague mi piace molto.

Leggera, seducente, allusiva, ambigua, ammiccante, sensuale come solo le francesi sanno rendere l’atmosfera di un brano.

N.B. Martin Gore dei Depeche Mode ha collaborato alla versione registrata in studio del brano. Lo si può ascoltare come back vocalist. Ecco il video.