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Noordwijk aan Zee – Olanda gennaio 2011

domenica, 30 gennaio 2011

Tramonto - Noordwijk aan Zee

Finalmente sono riuscito a completare la selezione di alcune foto fra le tante, centinaia e centinaia, che ho scattato ai primi di gennaio di quest’anno durante il nostro viaggio in Olanda, sul mare di Noordwijk aan Zee.

Non è stato facile scegliere. Sono particolarmente legato a quel posto da tanti bei ricordi personali e intimi da cui mi lascio invadere ogni volta con emozioni diverse, assaporandole e contaminandole con le sensazioni del momento, con gli anni che passano, con me che cambio, con le bambine che crescono.

E ogni volta è come una riscoperta. Un microcosmo che racchiude una parte importante di me. A contatto col mare, con le dune sterminate, il vento gelido e a volte impetuoso, i cieli ora tersi di una luce limpida, ora pieni di nuvole plumbee.

In una settimana è possibile sperimentare quasi tutto l’arco delle variabili atmosferiche e meteorologiche. Siamo arrivati che i campi e la spiaggia erano ricoperti di neve, con la temperatura abbondamente sotto lo zero. Dopo due giorni la temperatura si è alzata, la neve si è sciolta, sono arrivate le piogge, poi il sole, poi il vento.

Con le mie figlie abbiamo passeggiato fra le dune sterminate, abbiamo incontrato branchi di cervi, volpi, conigli. Abbiamo fatto chilometri a piedi in una spiaggia sterminata, con i gabbiani che volavano nel cielo e i cavalli che scorrazzavano sul bagnasciuga condotti da amazzoni intraprendenti.

Eravamo in un residence bellissimo e grande tutto per noi, una casetta calda e accogliente a due piani, con il tetto a spiovente tipico di quelle zone, un grande giardino, a tre chilometri di distanza dal mare in linea d’aria.

Una settimana profondamente rigenerante e rilassante, a contatto con la natura e la parte più intima di me stesso.

Spero che le foto riescano a dare un’idea, seppur vaga dell’atmosfera.

Noordwijk aan Zee-Olanda - Tramonto sulla spiaggia    Neve sulla spiaggia - Noordwijk aan Zee-Olanda    Neve sulla vegetazione della spiaggia - Noordwijk aan Zee    Il mare d'inverno in Olanda - Noordwijk aan Zee

Gabbiani - Noordwijk aan Zee    Lungomare a Noordwijk aan Zee    Lago ghiacciato - Abcoude    Spiaggia di Noordwijk aan Zee

Bicicletta sulla spiaggia - Noordwijk aan Zee    Stagno ghiacciato fra le dune di Noordwijk aan Zee    Alberi fra le dune - Noordwijk aan Zee

Dune - Noordwijk aan Zee    Amazzoni sulla spiaggia - Noordwijk aan Zee    Fronteggiando il mare - Noordwijk aan Zee    Il faro - Noordwijk aan Zee

Olanda – dicembre 2008

domenica, 1 febbraio 2009

North Sea beach in the winter

Questo inverno sono stato poco più di una settimana in Olanda sul mare del nord, precisamente a Noordwijk aan Zee, dal 27 dicembre al 3 gennaio.

Un piccolo appartamento al mare, in un residence, lontano da tutto e da tutti, con le bambine. Il vento, le dune e il mare a farci compagnia.

Faceva molto freddo. Le minime notturne erano di -8 – 10 gradi, le massime raramente erano sopra lo zero. Il vento gelido e umido proveniente dal mare rendeva la temperatura percepita ancora più rigida.

I primi giorni c’era il sole, un sole basso sull’orizzonte, com’è normale a quelle latitudini d’inverno, ma dalla luce intensa e dorata, che proiettava ombre lunghe anche a mezzogiorno, donando un fascino inconsueto ai paesaggi.

La notte gelava. Gli innumerevoli canali e vie d’acqua che impreziosiscono il paesaggio olandese erano tutti ghiacciati, come non capitava almeno da una decina d’anni.

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Questa particolare situazione ha fatto sì che in quei giorni gli olandesi tutti, bambini, adulti ed anziani, tirassero fuori i i pattini per andare pattinare sui tanti canali e laghetti ghiacciati.

Uno spettacolo stupendo.

Girando per le campagne sembrava di mirare uno dei tanti quadri fiamminghi dell’epoca d’oro che ritraevano gli abitanti dei piccoli borghi pattinare frenetici e armoniosi sui canali ghiacciati, fra mulini a vento e cieli sterminati cosparsi di nuvole.

Il 31 dicembre è stato forse il giorno più freddo dell’anno.

Mi sono svegliato alle nove di mattina, era ancora quasi tutto buio. Ma fra la nebbia si intravedeva uno spettacolo meraviglioso, fiabesco.

L’alta umidità legata alle fredde temperature aveva generato una brinata eccezionale. Era tutto bianco. Sembrava che avesse nevicato, ma era solo gelo.

Sono uscito con le bambine a scattare delle foto.

Il paesaggio era immerso in un silenzio irreale. La nebbia, il freddo pungente e umido, la quasi totale assenza di persone rendevano il tutto magico.

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Sono andato a mare. Non avevo mai visto nulla di simile in vita mia.

La sabbia della spiaggia era completamente bianca, come innevata. La vegetazione selvatica, le dune, le transenne di legno, tutto era ricoperto di gelo, di cristalli di ghiaccio. Tutto immerso nella nebbia.

Il mare si intravedeva a fatica. Fra la nebbia, rare e sparute figure umane, passeggiavano sulla spiaggia. I confini fra cielo e mare erano indistinti.

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Un paesaggio quasi polare. Corvi neri volavano radi e si posavano sui pali, fra la vegetazione.

Non dimenticherò mai quel giorno, quell’atmosfera, quelle sensazioni magiche, le emozioni intense che ho provato. Lo stupore infantile che si è risvegliato in me a sopraffare tutto il resto.

Il giorno dopo la nebbia era completamente sparita. Il sole brillava di nuovo, seppure fra un freddo intenso.

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A testimonianza di quel magico ultimo giorno dell’anno mi sono rimaste le centinaia di foto che ho scattato, e di cui pubblico solo una minima parte.

Ritorno in Olanda

martedì, 16 dicembre 2008

Mare del Nord_Inverno

Dopo due anni ritorno nuovamente in Olanda. Questa volta senza Annemieke

Il 26 dicembre parto in auto con le bambine. Staremo via una decina di giorni.

Ho prenotato un appartamento al mare, in un residence di un piccolo paese sulla costa olandese, Noordwijk aan Zee, dove eravamo già stati l’ultima volta.

Il residence si chiama “The Witte Raaf” (Il corvo bianco), e le foto sotto spiegano bene il perché.

Corvi su un campo 1 Corvi Corvi su un campo 2

Il fatto di tornare in Olanda per la prima volta senza Annemieke mi emoziona. Ho come la sensazione di dover vedere tutto con occhi nuovi, riscoprire con una consapevolezza diversa quello che pensavo di conoscere, che mi era diventato ormai familiare.

Sto aspettando questo viaggio da mesi. Ho una gran voglia di attraversare in auto mezza Europa, lasciare dietro di me i pensieri e le preoccupazioni di tutti i giorni, la stanchezza e la fatica, dimenticare tutto e tutti, e arrivare finalmente in Olanda, trovarmi al cospetto del Mare del Nord.

Ho bisogno di specchiarmi in quella vastità sterminata, cupa e scura, nel ribollire tormentato delle onde del mare, nel cielo gravido di nubi scure, nelle grandiose dune spazzate dal vento.

Ho bisogno di sentire il sapore della salsedine, lasciarmi spazzare dal gelido vento del mare, sentirne l’odore.

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Sento una grande responsabilità. Mi fa una grande impressione il fatto che debba essere io, siciliano, a far conoscere alle mie figlie la terra della loro madre, olandese. Devo essere io, uomo e padre, a farmi tramite di un passaggio generazionale tutto femminile, da madre a figlie, di ricordi, umori e sensazioni legati alla terra, archetipo femminile per eccellenza.

Sono rimasto solo io a far da ponte fra le mie figlie e l’Olanda, a tramandare una cultura, delle tradizioni, delle usanze, un sentire comune, e una lingua (se mai ci riuscirò) che non erano mie, ma che lo sono diventate.

E questa missione fa sì che io mi senta ormai parte di quella terra, stranamente, come non lo ero mai stato.

Questo viaggio sarà per me anche un modo per avvicinarmi ulteriormente ad Annemieke, per interiorizzare un percorso che è in atto ormai da quasi un anno. Fortunatamente ci saranno le bambine a tenermi ancorato alla realtà di tutti i giorni.

Le porterò a conoscere Amsterdam, i canali, i cieli, i prati e le nuvole dell’Olanda.

Andremo dai parenti, le porterò a giocare dai loro cuginetti, ce ne andremo a zonzo per l’Olanda. Come nomadi. Dove ci porteranno l’istinto, la voglia e il vento.

Come in quella canzone dei Noir Désir: “il vento ci guiderà“.