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Inneres Auge - Franco Battiato

sabato, 14 novembre 2009

Inneres Auge (in tedesco: “occhio interiore“) è il singolo tratto dal nuovo album di Franco Battiato, “Inneres Auge - Il tutto è più della somma delle sue parti” uscito il 13 Novembre.

Inneres Auge è una durissima invettiva contro il degrado della politica e il potere in Italia, con espliciti riferimenti a Berlusconi e alla sua corte di servi e lacchè.

Inneres Auge è in un certo senso la continuazione, la seconda parte di quell’altro amaro capolavoro di Battiato, Povera Patria, uscito nel 1991 poco prima delle stragi Falcone e Borsellino e di Mani Pulite.

Ascolto Battiato dai tempi dell’album La voce del padrone (1981), avevo 14 anni quando vidi il suo primo concerto allo stadio di Scicli in Sicilia, e non cessa mai di stupirmi: una delle personalità più originali, libere e creative d’Italia.

Su “Il Fatto Quotidiano” de il 30 ottobre c’è una bellissima intervista a Franco Battiato realizzata da Marco Travaglio che vi consiglio vivamente di leggere e di cui vi anticipo solo l’inizio:

Che significa “Inneres Auge”?

Occhio interiore. Ma lo preferisco in tedesco. In italiano si dice “terzo occhio”, ma non mi piace, fa pensare a una specie di Polifemo. I tibetani hanno scritto cose magnifiche sull’occhio interiore, che ti consente di vedere l’aura degli uomini: qualcuno ce l’ha nera, come certi politici senza scrupoli, mossi da bassa cupidigia; altri ce l’hanno rossa, come la loro rabbia”.

P.S. La persona anziana che si vede all’inizio del videoclip declamare i primi versi della canzone con la voce in play-back di Battiato è Manlio Sgalambro, filosofo, poeta e autore dei testi di molte delle più recenti canzoni di Battiato.

Ecco il testo della canzone (le evidenziazioni sono mie).

INNERES AUGE (Franco Battiato)

Come un branco di lupi che scende dagli altipiani ululando
o uno sciame di api accanite divoratrici di petali odoranti
precipitano roteando come massi da altissimi monti in rovina.
Uno dice che male c’è a organizzare feste private
con delle belle ragazze per allietare Primari e Servitori dello Stato?

Non ci siamo capiti
e perché mai dovremmo pagare anche gli extra a dei rincoglioniti?
Che cosa possono le Leggi dove regna soltanto il denaro?
La Giustizia non è altro che una pubblica merce…
di cosa vivrebbero ciarlatani e truffatori
se non avessero moneta sonante da gettare come ami fra la gente.

La linea orizzontale ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.

Con le palpebre chiuse s’intravede un chiarore
che con il tempo e ci vuole pazienza,
si apre allo sguardo interiore: Inneres Auge, Das Innere Auge

La linea orizzontale ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
Ma quando ritorno in me, sulla mia via,
a leggere e studiare, ascoltando i grandi del passato…
mi basta una sonata di Corelli, perchè mi meravigli del Creato!

Habemus papam! Berlusconi!

domenica, 29 marzo 2009

Dal discorso conclusivo di Silvio Berlusconi al congresso del Pdl di cui è stato eletto presidente per acclamazione.

Non ho parole. Vorrei svegliarmi da questo incubo, ma è inutile.

Mi chiedo, ma io, che minchia ho da spartire con questa gente?

Ormai credo che solo “a livella“, come la chiamava Totò, ci possa salvare.

L’unica garanzia di rinnovamento democratico che ci è rimasta è la morte, che inesorabilmente spazzerà via, prima o poi, questa feccia dalla terra.

E a giudicare dal gesto scaramantico di Berlusconi, come si vede bene in questo video quando cantano l’Inno di Mameli, alla strofa “Siam pronti alla morte, siam pronti alla mortecredo che un po’ di strizza inizi ad averla anche lui.

Speriamo bene.

Confido solo nel “Tristo Mietitore”.

Monty Python - Il senso della vita - Il tristo mietitore

 

Eluana e gli avvoltoi

venerdì, 6 febbraio 2009

Bajar rinendo - Francisco de Goya

Nei giorni scorsi ho più volte iniziato a scrivere un articolo sulla vicenda di Eluana Englaro, ma alla fine mi sono sempre bloccato e vi ho rinunciato, per rispetto a lei e alla sovrumana battaglia che sta portando avanti suo padre con enorme dolore e sofferenza.

Ma oggi non ci ho visto più. Complice anche il malessere dell’influenza la mia resistenza ha capitolato, e ho deciso di scrivere, cercando di trattenere quanto più possibile la rabbia che ho in corpo.

Il decreto varato in fretta e in furia dal governo Berlusconi per bloccare l’interruzione graduale dell’alimentazione e dell’idratazione per Eluana Englaro, oltre che chiaramente anticostituzionale è anche mostruoso in sé.

Un decreto legge fatto contro una persona, una legge che lede i principi della libertà individuale, che vorrebbe costringere chi cade in coma, senza coscienza e senza risveglio per decenni, a vivere una sorta di inumana vita artificiale anche contro la sua volontà.

Ma la cosa che più mi ha sconvolto di questa vicenda è la frase che oggi ha pronunciato un Berlusconi più arrogante e minaccioso che mai, al culmine del suo delirio di onnipotenza.

Berlusconi ha detto: “Eluana è una persona che potrebbe anche in ipotesi generare un figlio in stato vegetativo”.

Qui siamo all’orrore puro. Credo che nemmeno il dottor Frankenstein sarebbe arrivato ad immaginare una tale aberrante follia.

Dietro questa frase si nasconde una sottocultura talmente infima e spregevole, una mancanza totale di rispetto per la donna in generale e per quella povera donna in particolare, di fronte alla quale anche i talebani e i fondamentalisti islamici rischiano di arrancare.

Una concezione della donna vista come “fattrice” anche se incosciente e in stato vegetativo.

Mi vengono i brividi.

Siamo in balia di politici folli e senza scrupoli, di avvoltoi ammantati di tuniche nere e porpore cardinalizie che vogliono mantenere ad ogni costo il loro potere e il loro controllo sulla vita e la morte di tutti noi.

Credo che non si sia arrivati mai ad un livello così infimo e triste nella storia recente dell’Italia.

Antonio Albanese - Cetto La Qualunque (15/11/2008 Che tempo fa)

giovedì, 20 novembre 2008

«La cultura nun serve a nenti. ‘Nto culu alla cultura!
Bisogna essere contemporanei: produrre, produrre.
Che razza di paese è questo?

Antonio Albanese è veramente geniale. Il suo personaggio del politico Cetto Qualunque è quanto di più comicamente irresistibile e al tempo stesso straordinariamente attuale abbia mai visto negli ultimi decenni.
La sua partecipazione al programma Che tempo fa su RaiTre del 15 novembre 2008 è stata particolarmente esilarante e caustica.

Non si riesce a capire se è la satira che rincorre la realtà, o la realtà che rincorre la satira più sfrenata.

Un ritratto al vetriolo del degrado della vita politica, sociale, culturale e civile dell’Italia berlusconiana degli ultimi quindici anni.

Straordinario. Si ride per non piangere.

«La storia… mi nni futtu! Bisogna essere contemporanei: produrre, produrre.
La cultura nun serve a nenti. ‘Nto culu alla cultura!
Che razza di paese è questo? Un paese dove i giovani manifestano per studiare. Vergogna! Io all’età loro pensavo o pilu, non a ’ste perdite di tempo! Lo studio è roba da ricchioni! I giovani in questo paese sono un problema, non una risorsa. Abrogamioli!»

Berluscobama

venerdì, 7 novembre 2008

Berluscobama

Visto l’enorme successo di Barack Obama, e la recente figura di merda fatta da Berlusconi con la battuta sull’abbronzatura, il Presidentissimo più amato dagli italiani ha deciso di rimediare alla gaffe e ha dato ordini diretti ai suoi fedelissimi di cercare una soluzione per cavalcare l’onda del successo del nuovo presidente statunitense e studiare un nuovo look consono ai nuovi tempi.

Dopo un attento esame, visto l’alto numero di donne sensibili al fascino virile del nostro amato Presidentissimo, si è ritenuto di puntare su un Obama evoluto.

In attesa di conoscere gli antenati afro-americani, ovviamente virilmente superdotati, del nostro illustre premier, ecco a voi, in tutto il suo splendore Berluscobama!

Berluscobama_big

P.S. Devo il post ad un suggerimento del mio amico Gaetano che, quando si deciderà ad aggiornare il suo blog, ne metterò il link. ;-)

Lo spendido ritocco fotografico è opera di Valeriano.

P.S.2. Se volete pubblico anche i vostri indirizzi, così la Digos vi rintraccia più facilmente, e ci prendiamo una cella tripla, tutti assieme. ;-)

L’imbecille abbronzato di Arcore

venerdì, 7 novembre 2008

Silvio Berlusconi: «Obama è giovane, bello e abbronzato

Ieri aveva annunciato di “volergli dare consigli”. E oggi fa la sua prima, clamorosa gaffe. Silvio Berlusconi da Mosca torna a parlare di Barack Obama e davanti ad un attonito premier russo Medveded lo definisce giovane, bello e “abbronzato”.

E la notizia fa il giro del mondo sui principali i giornali stranieri.

Comincio seriamente a pensare che questo omuncolo, questo ridicolo piazzista di merci da quattro soldi da fiere di paese, sia veramente un imbecille.

Solo un imbecille può dire delle cose simili con il sorriso sulle labbra, convinto di aver detto una cosa spiritosa, e ridere per la sua stessa penosa battuta.

In una famiglia normale lo avrebbero interdetto, per impedirgli di nuocere.

La maggioranza degli italiani se lo è scelto come premier.

Ogni nazione ha i politici che si merita. Vuol dire che noi ci meritiamo un imbecille.

Nel caso in cui questo post dovesse in qualche modo arrivargli, per una eventuale querela da parte sua, meglio così.

Non ho soldi da poter dargli. A limite una o due mensilità di stipendio. Ne approfitterò per ribadirgli di persona, con immenso piacere, quanto sopra.

E poi posso sempre smentire il giorno dopo, e dire di essere stato frainteso.

La mia è solo una battuta spiritosa. Come la sua.

Una battuta del cazzo, appunto.

Piccole oppositrici a Berlusconi crescono

giovedì, 30 ottobre 2008

Libertà guida il popolo_Delacroix

Oggi è stata una grande giornata. Di quelle storiche da segnare nel calendario.

La manifestazione contro il vergognoso decreto del governo Berlusconi che mira a distruggere la scuola pubblica italiana è stato un successo.

Centinaia di migliaia, forse un milione di persone, hanno manifestato pacificamente in tutta Italia per protestare e difendere il diritto per i propri figli ad una scuola e un futuro migliore.

Nel mio piccolo ho fatto quel che ho potuto.

Oggi ero a casa, ho preso un permesso per sbrigare delle faccende personali, e nel frattempo sono stato a casa con le mie figlie, che non sono andate a scuola per lo sciopero. La più grande ha quasi sette anni, la più piccola quasi cinque.

Mentre pranzavamo insieme, loro facevano un poco di capricci a mangiare. E a quel punto mi è venuta l’ispirazione geniale.

«Che cos’è il genio? È fantasia, intuizione, decisione e velocità di esecuzione» (Amici miei).

Di botto dico alle mie figlie: «Mangiate, da brave, altrimenti diventate come Berlusconi!»

«Chi è Berlusconi, papà?» chiedono all’unisono entrambe.

«Il più grande cretino d’Italia!» rispondo io, pregustando già il seguito, e chiedo a mia volta «Edith ti hanno spiegato a scuola perché oggi fanno sciopero?»

«Sì, ma non l’ho capito» risponde lei.

«Te lo spiego io!» esclamo. «Berlusconi è il capo del governo dell’Italia e vuole distruggere la vostra scuola»

«Ma veramente? Ma perché vuole farlo?» dicono loro.

«Perchè Berlusconi è cretino e anche cattivo e malafrusculu (Nota: “malafrusculu” è un antico modo di dire tipico della sicilia orientale per indicare gli spettri che vanno in giro per le vie della città nelle ore più calde della giornata mentre tutti riposano, e per estensione, i malintenzionati che vanno in giro per recare danno agli altri. Veniva usato come spauracchio per i bambini, per invitarli a stare attenti e non fidarsi degli sconosciuti).

Aggiungo poi per tranquillizzarle: «Ma non ci riuscirà perché tanta gente è adesso contro di lui e anche la vostre maestre fanno sciopero per protestare».

«Ma perché Berlusconi è il capo dell’Italia se lui è cretino?» mi chiede Edith.

«Perché ha preso in giro tanta gente che lo ha votato. Perché lui è cattivo, ma furbo. Solo che ora la gente lo sta capendo, e presto lo cacceranno via» rispondo.

«Lo butteranno giù dalla montagna come la strega di Biancaneve e poi se lo mangeranno gli avvoltoi?» mi chiede la più piccola.

«Molto probabile» rispondo io.

«Papà, ma lui è vecchio?» chiedono.

«»

«Ma è alto?»

«No, è piccolo. Un nano. Un nano cattivo» rispondo con un sorriso diabolico.

«Papà, ma chi è più cretino: Berlusconi o quello con la faccia da diavolo?» (nota: George W. Bush nel video John The Revelator dei Depeche Mode)

«È difficile. Diciamo che Berlusconi è il più cretino d’Italia e quello con la faccia da diavolo è il più cretino d’America. Sono anche amici fra di loro.»

«Ah» esclamano entambe. «Ma ce l’hai una foto di Berlusconi? Ce lo fai vedere?» mi chiedono incuriosite.

«Certo, ma dopo che avete finito di mangiare» rispondo vedendo con soddisfazione che nel frattempo avevano quasi mangiato tutto.

«Papà, ma Berlusconi anche quando era ancora piccolo voleva diventare il capo dell’Italia? Lui rubava le cose agli altri bambini?» mi chiede la più grande.

«Molto probabilmente» rispondo io con le lacrime agli occhi per le troppe risate.

«Ma Berlusconi ha un fratello?»

«Sì, ed è cretino anche lui»

«Ma ha dei figli?»

«Sì, ma sono più intelligenti di lui»

«Papà ma chi è più forte: Braccio di Ferro o Berlusconi?»

«Braccio di Ferro»

«Chi è più forte: Hulk o Berlusconi?»

«Hulk»

«Chi è più forte: Pippi Calzelunghe o Berlusconi?»

«Pippi Calzelunghe» rispondo mentre entrambe ridono divertite.

«Ma il Tyrannosaurus Rex se lo mangia a Berlusconi?»

«Certo che sì!»

«Papà ce lo fai vedere Berlusconi?» chiedono all’unisono, ormai incuriosite.

«Ok» e gli faccio vedere il video ormai celebre dell’”Avviso ai naviganti”.

Appena lo vedono scoppiano a ridere.

Dopo un po’ che guardano il video la più piccola mi chiede: «Papà, ma perchè Berlusconi parla così?» alludendo alle sue pause studiate. «Perché fa quella faccia?»

E la più grande, precedendomi, con il tono di chi la sa più lunga, rivolta alla sorella «Perché è cretino, Isabel. Te l’ha già detto il papà, no?»

«Ci fai vedere anche una foto?»

«Certo» e gli mostro questa foto.

Scoppiano a ridere, nemmeno avessero visto Mr. Bean in azione.

«Papà, ma perché si tiene il pisello?» mi chiede la più grande.

«Perché lui ha il pisello piccolo piccolo, e si è messo del cotone dentro i pantaloni per farlo sembrare più grande, ma se lo deve sistemare altrimenti gli cade» rispondo ormai con le lacrime agli occhi.

«Ma è veramente furbo lui!» esclama divertita Edith «Però tanto fra poco va via, la gente lo caccia!»

«E lo buttano nella cacca» aggiunge la più piccola.

«Eh sì, speriamo bene!»

Finita la lezione di educazione civica sui principi della democrazia e libertà, le piccole se ne tornano a giocare e io mi verso della grappa in un bicchiere, ancora con le lacrime agli occhi per le risate.

Mentre inizio a scrivere le prime righe di questo post, le sento che giocano di là in soggiorno con i pupazzi: «Adesso il coccodrillo si mangia Berlusconi!»

Qualcuno storcerà forse il naso a queste mie righe. Dirà: ma questo è plagio di minori, è circonvenzione d’incapace.

No. Questa è vita. Questo è divertimento. Questo è vivere. Una risata seppellirà questo governo di corrotti e incapaci.

Io inizio a porre le basi per un futuro migliore. A mio modo. Con un imperituro sberleffo al nano di plastica che tramando alle mie figlie. Una pernacchia multi-generazionale.

E vaffanculo!

Sua Altezza Brunetta l’assenteista

martedì, 28 ottobre 2008

Brunetta

Il Ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta risulta essere uno dei ministri più popolari del governo Berlusconi, con una fiducia da parte degli italiani intervistati pari al 60% (dati sondaggio Repubblica 13/10/2008).

Il Ministro Brunetta, il grande moralizzatore dell’Amministrazione Pubblica, il severo fustigatore dei fannulloni e travet meridionali, è anche, malgrado l’altezza, un grande egocentrico e narcisista.

L’onnipresente e iperefficiente Brunetta è un fedele habitué dei talk-show televisivi; conduce un programma radiofonico su RTL 102.5 dal titolo Brunetta della domenica il cui jingle pubblicitario fa rabbrividire per l’assoluta mancanza di autoironia; ha un sito web personale che già dalla foto in home page è caldamente sconsigliato alle donne in gestazione.

Brunetta se l’è presa con tutti: dipendenti pubblici che fanno troppe malattie, forze dell’ordine, medici, ferrovieri, magistrati.

Minaccia di qui, minaccia di là si vanta di avere ridotto l’assenteismo, le malattie nei pubblici uffici, di avere introdotto i tornelli dappertutto per certificare la presenza del personale.

Peccato che da quando è al Ministero non abbia fatto nessuna vera e seria riforma. Per fare quello che si vanta di fare lui (ridurre i costi) bastava una qualunque persona dotata di buon senso, un ragioniere fresco di diploma.

Ma la cosa più grave e inquietante è un’altra.

Questo piccolo grande uomo, questo Santo Brunetta meglio di Padre Pio (come lui stesso si è autodefinito) questo implacabile moralizzatore dei nostri tempi che nei dibattiti televisivi e radiofonici si dimostra sempre insopportabilmente saccente, arrogante e antipatico, evidentemente spinto da un’infantile voglia di primeggiare, dimentica però di comunicare agli italiani, notoriamente fancazzisti nel proprio piccolo ma vendicativi verso il proprio vicino, e che masochisticamente stravedono per lui, un particolare imbarazzante.

Brunetta è stato uno dei più grandi assenteisti del Parlamento Europeo.

Lo sottolinea il Piccolo di Trieste, che cita il sito web radicale ‘Fai notizia’, secondo cui il ministro si piazza al 611/mo posto come presenze tra gli europarlamentari, con una percentuale del 48,21% (fonte Ansa).

Ma anche se guardiamo ai dati delle presenze dei parlamentari delle due camere nel 2007, il panorama è decisamente desolante (dati Il Sole 24 ore).

Il primo primo dato che balza all’occhio è che Silvio Berlusconi, il presidente del consiglio, amico del cuore di Marcello Dell’Utri e di Vittorio Mangano, è al primo posto nell’assenteismo alla Camera, con un faraonico 98,5% di assenze.

Signor Ministro, a questo punto la domanda sorge spontanea: a quando i tornelli per deputati e senatori con le timbrature di ingresso ed uscita pubblicate sul sito governativo ed eventualmente il licenziamento dei fannulloni colleghi parlamentari?

Ma nei confronti del Ministro Brunetta, per quella singolare legge del contrappasso, adesso il pressing inizia a farsi sentire in modo abbastanza pesante.

Il Presidente della Provincia di Genova, Alessandro Repetto, con una lettera al Rettore dell’Università di Roma “Tor Vergata”, dove il Ministro Brunetta è titolare di cattedra, ha chiesto di rendere pubblici i dati relativi all’impegno del professor Brunetta e i relativi compensi, relativamente agli anni in cui era Parlamentare Europeo.

Al Magnifico Rettore dell’Università di “Tor Vergata”, il Presidente Repetto, ha chiesto ufficialmente, “nello spirito del principio di leale cooperazione istituzionale sancito dall’art 22 della Legge 241/90, se tra il 1999 e il 2008 il Prof. Brunetta, Professore Ordinario di Economia del Lavoro presso l’Università romana, abbia preso aspettativa o, in caso contrario, come abbia conciliato tutti i propri incarichi”. “E qualora abbia mantenuto attivo il proprio incarico di professore ordinario, quante ore di presenza abbia garantito e mantenuto a “Tor Vergata”, con quali retribuzioni relative ed eventuali ulteriori consulenze”.

La richiesta è espressa in rispetto e sintonia con la stessa Operazione Trasparenza promossa e avviata dal neo Ministro.

Non è tenero col Ministro neanche Francesco Merlo che su Repubblica commenta: “[...] E basti pensare ai professori universitari - anche Brunetta lo è - che infatti non si contentano del doppio lavoro ma arrivano al triplo e al quadruplo, con le consulenze, gli articoli, la politica”.

Insomma, non si capisce perché il doppio lavoro porti lustro e credito sociale al professore universitario e al barone accademico che tanto più è stimato quanto meno si fa vedere all’università, e porti invece decurtamenti dello stipendio, licenziamento, disprezzo, ammiccamenti e smorfie moralistiche all’impiegato di concetto che di sera si trasforma in piccolo muratore”.

“Eppure Brunetta crede di essere il nuovo Falcone italiano perché, nel Paese degli abusivi e degli evasori, dei conflitti di interesse e delle mafie, dichiara guerra al bidello che smonta alle due del pomeriggio e poi, a partire dalle quattro, va a fare le pulizie in un condominio”.

E vuole licenziare non il barone universitario che porta in cattedra moglie, figli e parenti vari, ma l’operaio comunale che, terminato il normale turno, sale sulla sua Ape carica di attrezzi e gira per le case di campagna, e ora aggiusta un rubinetto, ora monta un lampadario, ora sostituisce un interruttore.

Il ministro vuol mettere alla gogna l’usciere del tribunale che usa il proprio tempo ‘libero’ per lavorare e poi ancora lavorare nello studio di un avvocato o in quello di un notaio o, comunque, dove può”.

Signor Ministro, abbia uno scatto di orgoglio. Cerchi almeno di essere all’altezza delle aspettative che lei stesso ha suscitato. Inizi a fare pulizia negli ambienti parlamentari da lei frequentati.

Cossiga: massacrare i manifestanti

venerdì, 24 ottobre 2008

Cossiga

Mi ero dimenticato di quante torbide figure hanno infestato la vita politica di questo paese e ancora continuano a spargere veleni e alimentare tensioni.

Ieri sera il mio amico blogger Daniele mi ha segnalato la sconcertante intervista che l’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga ha rilasciato al Quotidiano Nazionale il 22 ottobre e che qui riporto dal sito web “La Destra.info“.

Si tratta di un’intervista illuminante perchè si chiariscono molti retroscena della storia recente italiana, oltre che chiarire meglio il profilo della persona. Anche l’intervistatore sembra decisamente stupito dalle affermazioni di Cossiga.

Cossiga ha dichiarato di aver usato tattiche provocatorie durante le lotte contro gli studenti durante il suo periodo agli interni.
Auspicando un simile intervento da parte del ministro Maroni, Cossiga ha ammesso esplicitamente di aver usato all’epoca agenti provocatori infiltrati nei movimenti studenteschi per esacerbare i conflitti così da poter intervenire con la forza per colpire i manifestanti.” (da Wikipedia)

Riporto qui di seguito integralmente l’intervista de La Destra a Cossiga sull’intenzione di Berlusconi di mandare la polizia a sgomberare le Università occupate dagli studenti.

Intervista a Francesco Cossiga (fonte La Destra.info)

Cossiga: le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà

Presidente Cossiga, pensa che minacciando l’uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato? «Dipende, se ritiene d’essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo. Ma poiché è l’Italia è uno Stato debole, e all’opposizione non c’è il granitico Pci ma l’evanescente Pd, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà quantomeno una figuraccia».

Quali fatti dovrebbero seguire? «A questo punto, Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno».

Ossia? «In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino di dodici anni rimanesse ucciso o gravemente ferito…».

Gli universitari, invece? «Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».

Dopo di che? «Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».

Nel senso che… «Nel senso che le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano».

Anche i docenti? «Soprattutto i docenti. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».

E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? «In Italia torna il fascismo», direbbero. «Balle, questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l’incendio».

Quale incendio? «Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà ad insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate Rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle università. E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale».

Giusto per ricordare ai più giovani e ai tanti smemorati, che magari lo ricordano solo come il Presidente della Repubblica “Picconatore”, chi è Cossiga.

Cossiga è stato Ministro dell’Interno ai tempi del sequestro di Aldo Moro, una delle vicende più oscure e tragiche della storia repubblicana.

L’11 marzo 1977, quando Cossiga era a capo del dicastero degli interni, nella zona universitaria di Bologna nel corso di durissimi scontri tra studenti e forze dell’ordine morì il militante di Lotta continua Pierfrancesco Lorusso; alle successive proteste degli studenti, Cossiga rispose mandando veicoli trasporto truppa blindati (M113 ) nella zona universitaria. A seguito di ciò - ed a seguito della morte della militante di sinistra romana Giorgiana Masi sul lungotevere - per protesta dagli studenti il suo nome venne scritto sui muri della case con una kappa iniziale ed usando la doppia esse delle SS naziste, disponendo le esse a mo’ di svastica o usando storpiando il nome in kossino assassiga. (da Wikipedia)

Cossiga è anche una delle persone che meglio conosce i segreti dell’organizzazione clandestina paramilitare Gladio.

Lui stesso, mentre era presidente della repubblica, ebbe a chiedere di essere processato definendosi «l’unico referente politico» di Gladio, precisando di «essere stato perfettamente informato delle predette qualità della struttura».

 

Prove tecniche di dittatura

giovedì, 23 ottobre 2008

Sono mesi che medito di scrivere un articolo al vetriolo sugli atti del governo Berlusconi.

Ogni volta che inizio a scrivere, man mano che procedo sento che la rabbia monta, ho i travasi di bile, alla fine mi incazzo così tanto che lascio perdere.

Ma c’è un limite a tutto.

Il discorso che quest’omuncolo ha pronunciato ieri davanti alle telecamere italiane con tracotante arroganza minacciando di fare intervenire la polizia per sgombrare le Università occupate dagli studenti che protestano contro i pesantissimi tagli previsti dal Decreto 133 che in pratica distrugge le Università pubbliche per favorire quelle private, è degno di un dittatore da repubblica sudamericana.

Il tono arrogante, la saccenza, le allusioni e le minacce contenute in questo discorso fanno rabbrividire. Una cosa simile in Italia non si era mai vista nella storia repubblicana, nemmeno ai tempi di Scelba.

Come scrive su Repubblica di oggi Ezio Mauro nel suo articolo Se il dissenso è un reato, «la vera cifra del potere berlusconiano è l’insofferenza per il dissenso».

Scrive Mauro: «Qualcuno dovrebbe spiegare al Premier che la pubblica discussione e il dissenso sono invece elementi propri di una società democratica, non attentati al totem della potestà suprema di decidere senza alcun limite e alcun condizionamento, che trasforma la legittima autonomia del governo in comando ed arbitrio. Come se il governo del Paese fosse anche l’unico soggetto deputato a “fare” politica nell’Italia del 2008, con un contorno di sudditi».

Ma c’è di più nelle parole di Berlusconi. Qualcosa di molto più inquietante e pericoloso.

C’è l’obiettivo preciso di voler alzare la tensione, c’è la volontà deliberata di soffiare sul fuoco per far saltare i nervi a qualcuno e far scoppiare disordini, in modo tale da potere intervenire con la forza e giustificare il fatto agli occhi dell’opinione pubblica che in larga maggioranza è con il premier e vuole ordine e disciplina.

Berlusconi si trova nella singolare condizione di avere un governo a larghissima maggioranza, senza un’opposizione politica in parlamento (Veltroni avrebbe dovuto fare harakiri all’indomani delle elezioni se avesse avuto le palle e la dignità di uomo), con un’opinione pubblica che è largamente a suo favore e desiderosa di modi brutali e spicci per risolvere le questioni interne.

In pratica Berlusconi è una persona ubriaca di potere su un’auto in folle lanciata in autostrada a 250 km orari, senza nessuno che lo possa fermare. Ogni minimo rallentamento è un ostacolo da abbattere, un fastidio, una rottura di coglioni.

Ma il delirante discorso di Berlusconi è al tempo stesso anche un segnale di debolezza, di palpabile nervosismo. Vedere tanti giovani in piazza a protestare contro di lui lo innervosisce, lo impaurisce anche. Non riesce nemmeno a concepire una cosa simile. La dialettica democratica è del tutto estranea al suo modo di essere e agire.

E allora reagisce a suo modo, fa la voce grossa del padrone, la spara grossa, minaccia. Dice che i facinorosi manifestanti sono pilotati dalla sinistra e dai centri sociali.

Solo che ha sbagliato a fare i conti. La protesta dei giovani dilaga in tutta Italia come non succedeva da decenni.

Addirittura anche i gruppi studenteschi di estrema destra si associano alle occupazioni. Ad esempio i militanti di Lotta Studentesca, movimento giovanile vicino a Forza Nuova, uniti ad altre centinaia di studenti, hanno occupato il liceo scientifico Malpighi di Roma per protestare contro il decreto Gelmini “che sta assestando il colpo ferale al sistema scolastico italiano”.

Il Prefetto di Roma Carlo Mosca rilascia una dichiarazione in cui dice che «La nostra costituzione prevede che la libertà di riunione sia garantita, purché sia attuata pacificamente e senza armi. Il diritto alla libertà di manifestazione di pensiero vale per tutti i cittadini, e ovviamente anche per gli studenti».

Anche il Ministro dell’Interno Maroni, che non è stupido, memore dei suoi trascorsi tentenna e prende tempo.

Maroni si ricorda certamente di quando durante la “resistenza” alla perquisizione della sede nazionale della lega Nord di via Bellerio a Milano, il 18 settembre 1996, egli mise in atto “inspiegabili episodi di resistenza attiva e proprio per questo del tutto ingiustificabili” nei confronti delle forze dell’ordine, come si legge nella sentenza depositata dalla Cassazione nei confronti del ministro leghista.

Maroni venne condannato definitivamente a 4 mesi e 20 giorni di reclusione (pena sostituita con quella pecuniaria pari alla multa di 5.320 euro) per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, in relazione ai tafferugli durante la perquisizione della sede leghista di via Bellerio a Milano.
Maroni, prima di finire in ospedale con il naso rotto, avrebbe tentato di mordere la caviglia di un agente di polizia.

Per questo oggi Berlusconi, vistosi isolato, ha fatto dietrofront.

Lo smemorato di Arcore si è esibito in uno dei suoi sconcertanti testacoda e da Pechino, da abile illusionista, ha detto:

«Non ho mai detto né pensato che servisse mandare la polizia nelle scuole. I titoli dei giornali che ho potuto scorrere sono lontani dalla realtà».

Basterebbe questa ennesima dichiarazione per internarlo in una clinica psichiatrica.

Ma all’opinione pubblica impaurita, lobotomizzata, rincoglionita che stravede per l’uomo forte questo evidentemente non desta alcuna preoccupazione.

Solo che c’è un ma”. Grosso quanto una montagna.

La variabile impazzita ed imprevista che rischia di far saltare tutti i piani di Berlusconi, le sue aspirazioni alla presidenza della Repubblica alla fine del mandato di premier.

Questo imprevisto è la crisi economica che si abbatterà come una tempesta sul mondo e sull’Italia causata dal tracollo delle Borse mondiali e dalla crisi finanziaria che ha fatto fallire i colossi mondiali delle banche d’affari.

Credo che i prossimi mesi saranno molto turbolenti, e dubito che Berlusconi completerà il suo mandato di cinque anni.