Archivi per la categoria ‘Politica’

Il Ministro della Paura - Antonio Albanese

giovedì, 9 ottobre 2008

«Io sono il Ministro della Paura
e come ben sapete senza la paura non si vive.
Una società senza paura
è come una casa senza fondamenta.
»
Antonio Albanese (da Psico-party) 

Antonio Albanese è probabilmente il miglior attore comico attualmente in circolazione in Italia.

Con comicità intendo qui la capacità di suscitare la risata esasperando, amplificando e distorcendo il reale per mostrarne il vuoto, l’assoluta mancanza di senso, il senso tragico del ridicolo che sottosta ad ogni nostra azione.

Tutti i suoi personaggi (il politico calabrese Cetto La Qualunque, il filosofo cocainomane Mino Martinelli, l’analista finanziario truffaldino, il siciliano Alex drastico, Frengo, Epifanio, e tanti altri) sono maschere tragiche di una società mostruosa che ha smarrito completamente il senso della realtà, in cui addirittura il mostruoso e grottesco sono diventati normali, e la normalità è diventata qualcosa di cui vergognarsi.

I personaggi di Albanese anticipano sempre quello che di lì a poco sarà la realtà.

E oltre questa capacità predittiva, c’è la straordinaria presenza scenica di Albanese, la sua perfetta conoscenza dei tempi, delle attese, delle pause, dei meccanismi e delle dinamiche consolidate della tradizione del teatro comico, delle maschere grottesche che affondano le radici nella commedia di Plauto.

In uno dei suoi ultimi spettacoli, Psico-party, Albanese ha creato l’inquietante personaggio del Ministro della Paura, che come in uno specchio deformato ci rivolta contro tutte le nostre paure, le nostre angosce, le nostre paranoie.

Si tratta di un personaggio che deve molto al Dottor Stranamore dell’omonimo film di Stanley Kubrick. Anche qui abbiamo un personaggio di potere fisso su una poltrona (nel film una sedia a rotelle), la sua rigida gestualità, i suoi incontrollabili scatti e raptus a sfondo sessuale, la sua repressa natura, il suo passato di inconfessabili frustrazioni.

Trascrivo di seguito alcuni dei passi più significativi del video che ho riportato in apertura. Mentre qui c’è un altro video che prende in giro ferocemente gli “snowborder” o meglio, gli “snouboudev“.

“Io sono il Ministro della Paura, e come ben sapete senza la paura non si vive.
Senza la paura della fame e della sete non si vive. Senza la paura della famiglia e della scuola non si vive. Senza la paura di Dio e della sua barba bianca non si vive.

Una società senza paura è come una casa senza fondamenta.
Per questo io ci sarò sempre.

Io aiuto il mondo a mantenere l’ordine.
Senza di me le guerre scoppierebbero inutilmente. Le epidemie non avrebbero senso. Le bombe esploderebbero senza nessun vantaggio sociale.
Io trasformo la paura in ordine, e l’ordine è il cardine di ogni società rispettabile.

Io le paure le plasmo, le elaboro, le impasto e poi ve le trasmetto.

Maturando ho cominciato ad aver paura degli arabi. Un amico mi diceva: Devi stare attento agli arabi, sono veramente pericolosi gli arabi. Loro credono solo nel loro Dio e nel loro commercio.
Beh, ho pensato: come i veneti. Tanto valeva avere paura dei veneti che li avevamo a portata di mano!”

Berlusconi porta sfiga?

sabato, 20 settembre 2008

Berlusconi sfiga

Un interrogativo inquietante mi ronza in testa da un po’ di giorni a questa parte: ma Berlusconi porta sfiga veramente?

Il Governo Berlusconi IV è in carica dall’8 maggio 2008 e da allora guardate un po’ cos’è successo:

  • Europei Austria e Svizzera 2008: Italia eliminata dalla Spagna;
  • il pezzo del petrolio e della benzina schizzano alle stelle come mai si era visto prima;
  • l’economia italiana, da malata che era, diventa moribonda;
  • l’inflazione sale, la paura aumenta, il lavoro diminuisce; le famiglie italiane sono in ginocchio;
  • Alitalia è in crisi profonda. Berlusconi si impegna personalmente: “Ghe pense mi!“. Risultato: Alitalia fallisce!
  • Lehman Brothers, la quarta banca d’affari a livello mondiale, fallisce;
  • AIG, il maggiore gruppo di assicurazioni a livello mondiale, viene salvato in extremis dalla Federal Reserve con un prestito record di 85 miliardi di dollari. L’intera finanza ed economia mondiale sembrano crollare.

E siamo all’inizio…

Come diceva Sherlock Holmes: «Una coincidenza è una coincidenza; due coincidenze fanno un indizio; due indizi fanno una prova!»

Qui ce n’è abbastanza per toccare ferro (e qualcosaltro) per fare gli scongiuri.

Ma gli italiani che lo hanno massicciamente votato continuano ad aver fiducia in Berlusconi, anzi come dimostrano i recenti sondaggi di questi giorni, la fiducia continua a crescere.

Qui siamo di fronte ad un malefico sortilegio.

Mi ricorda la cupa storia del pifferaio magico di Hamelin che era stato chiamato a disinfestare la città invasa dai ratti.

Lui incantò i ratti con la sua musica e li condusse fino alle acque del fiume Weser, dove morirono annegati.

Poi, non avendo ricevuto il compenso promesso, per vendetta incantò con la musica del suo piffero i bambini della città e li condusse in una caverna, da cui non si salvò nessuno.

Forse bisognerebbe iniziare a spulciare le centurie con le profezie di Nostradamus alla ricerca di riferimenti inequivocabili a nani diabolici e parrucchini infernali nei versi dedicati all’Apocalisse.

La faccenda diventa veramente inquietante se si inizia a guardare cos’è successo nei precedenti governi Berlusconi. Alcune di queste notizie girano da tempo in rete.

Ai posteri, se mai ci saranno, l’ardua sentenza!

Governo Berlusconi I (10 maggio 1994 -17 gennaio 1995)

  • Mondiali Usa 1994: Italia perde con il Brasile ai rigori.

Governo Berlusconi II (11 giugno 2001 - 23 aprile 2005)

  • Berlusconi va al Governo e comincia la recessione dopo anni di boom clamoroso e, contro le regole d’oro dell’economia: ovvero in presenza di bassi tassi di interessi e d’inflazione bassissima.
  • 19-22 luglio 2001: si interessa personalmente delle fioriere e dell’organizzazione del G8, e scoppiano moti di piazza e ci scappa il morto. Non accadeva dai lontani anni ‘70…
  • 11 settembre 2001: Attentato alle Torri gemelle di New York.
  • 8 ottobre 2001: il disastro di Linate, con un bilancio finale di 118 vittime. Il più grave incidente aereo mai avvenuto in Italia;
  • Mondiali Corea Giappone 2002: Italia eliminata dalla Corea.
  • Europei Portogallo 2004: Italia eliminata dagli europei.
  • 26 dicembre 2004: tsunami nell’Oceano Indiano: 225.000 morti

Mi fermo qui che inizio ad avere seriamente paura.

Pentitevi peccatori! La fine del mondo è vicina.

Il pornonano

giovedì, 3 luglio 2008

Berlusconi_pornonano

Stasera avevo deciso di interrompere il mio digiuno televisivo, che dura ormai da più di un anno, per assistere a un evento mediatico di portata storica paragonabile allo sbarco dell’uomo sulla luna del 1969, all’assedio dell’ambasciata statunitense a Saigon del 1975, alla caduta del muro di Berlino del 1989, alle monetine lanciate addosso a Craxi all’uscita dall’Hotel Raphael nel 1993.

L’intervento in diretta dello psiconano alla trasmissione Matrix di Enrico Mentana, per difendersi e screditare le intercettazioni telefoniche che lo vedono protagonista di conversazioni ad alto tasso erotico, o addirittura pornografico, sulle sue “favorite”.

Mi sarebbe piaciuto vedere in faccia il vecchio satiro di plastica, avrei voluto capire qual è il vero significato che si cela dietro l’espressione ”pari opportunità“, dietro le assegnazioni misteriose di certi ministeri. Invece niente.

Il pornonano, sicuramente consigliato dai suoi esperti per evitare problemi ben più grossi, ha dato forfait all’ultimo momento.

In fondo anche Al Capone alla fine cadde e fu incastrato per delle questioni di secondaria importanza. Evidentemente la storia insegna qualcosa.

In ogni caso mi vado convincendo sempre di più che il personaggio del politico Cetto La Qualunque interpretato da Antonio Albanese, sia la rappresentazione più realistica della politica e dei politici italiani.

Ancora una volta, comunquemente e infattamente, ribadiamo: “Cchiu’ pilu pi’ tutti! Cchiu’ pilu pi’ tutti!

 

Berlusconi fischiato: “Giudici metastasi della democrazia”

mercoledì, 25 giugno 2008

La luna di miele fra gli italiani e Berlusconi inizia a mostrare i primi segni di cedimento?
Lo psiconano con la faccia di plastica è stato subissato oggi da una marea di fischi durante il suo intervento all’assemblea annuale di Confesercenti a Roma.

Il solito intervento fuori dalle righe, l’ennesimo attacco brutale alla magistratura, contro le toghe rosse, le solite minacce, con lui che si ritaglia il ruolo di vittima sacrificale.
Lo psiconano ha veramente strarotto i “cabasisi”. Sta affossando l’intero sistema giudiziario solo per salvarsi il culo. E fa anche la vittima.

Quest’uomo è un serio e grave pericolo per la democrazia, un’anomalia unica nel suo genere in tutto il mondo.

Berlusconi e la democrazia non sono compatibili.

Prima ce ne liberiamo e meglio sarà per tutti. Prima che sia troppo tardi.

P.S. Che soddisfazione pero’ sentire quei fischi diretti a lui! Mi ha riappacificato con il mondo, reso la giornata piu’ bella.

Elezioni amministrative Sicilia: spot elettorali

mercoledì, 18 giugno 2008

Ecco com’è andata veramente la campagna elettorale delle elezioni amministrative del 15 e 16 giugno in Sicilia che ha visto un clamoroso 8-0 per il PDL.

Gli spot elettorali che non avete visto.

P.S. Sì, i video sono di qualche anno fa, ad opera di Ciprì e Maresco, ma la sostanza non cambia.

La realtà è più tragica della satira più feroce, purtroppo.

Gli inceneritori provocano il cancro

martedì, 27 maggio 2008

Inceneritore

Uno recente studio francese reso pubblico dall’istituto statale di sorveglianza sanitaria francese, rivela che “nelle popolazioni che vivono in prossimità di impianti di incenerimento dei rifiuti è stato riscontrato un aumento dei casi di cancro dal 6 al 20 per cento.”

Ben 435 ricerche scientifiche internazionali provano un aumento di tumori e nascite malformi spaventoso in prossimità dei termovalorizzatori.

Stasera non ho voglia di argomentare né di citare le soluzioni alternative agli inceneritori, tanto gli imbecilli non capiscono e non capiranno mai, e chi è in grado di capire non deve essere certo convinto.

In questa Italia alla deriva e allo sfascio sono bastate tre settimane di governo Berlusconi per far sparire l’opposizione parlamentare (Veltroni e tutta la classe dirigente del PD farebbero meglio a togliersi per sempre dalle palle ed andare a cavare patate dai campi), ammorbidire i mezzi di informazione più tradizionalmente ostili a Berlusconi (basta leggere Repubblica, arrivata al punto di celebrarne le doti di statista), far baluginare parole roboanti come “ordine”, “tolleranza zero“, “espulsione dei clandestini”, “nucleare sicuro di terza generazione” (che cazzo vuol dire “sicuro”?), “ponte sullo stretto di Messina” (ancora?) per rincoglionire ulteriormente un’opinione pubblica nazionale già rincoglionita di suo, impaurita, incattivita e impoverita culturalmente, spiritualmente e materialmente.

Stasera sono stanco, faccio quello che di solito faccio di rado: cito e riporto un articolo di altri, e precisamente di Jacopo Fo e pubblicato sul blog di Beppe Grillo:

E’ ormai chiaro che dentro i giornali italiani si combatte una battaglia durissima tra i direttori e un pugno di giornalisti che si rifiutano di tacere sempre e comunque.
Così abbiamo delle piccole soddisfazioni: alcune notizie bomba finalmente vengono pubblicate. Non le vedete in prima pagina, non hanno titoli a 9 colonne, non sono correlate da interviste e commenti. Però le notizie escono.
Ad esempio vengono pubblicate sul numero 1052 del Venerdì di Repubblica (16 maggio) a pagina 90 (coincidenza o magia alchemica il fatto che la paura nella Smorfia napoletana corrisponde al numero novanta?).
Ecco l’articoletto, secco secco. Un grande pezzo di sintesi giornalistica, probabilmente contrattato parola per parola in riunioni infuocate dei caporedattori, oppure sfuggito per errore alla penna rossa dei censori… Questo articolo credo che alla fine sia uscito perchè protetto dalla Divina Provvidenza in persona, è comunque stato stampato, nero su bianco, e ci dice che 435 (QUATTROCENTO TRENTACINQUE) ricerche scientifiche internazionali provano un aumento di tumori e nascite malformi spaventoso in prossimità dei termovalorizzatori.
Senza commento. Senza due righe di scuse verso il povero Beppe Grillo accusato con ogni tipo di cattiveria dalle colonne dello stesso giornale per essersi permesso di dire esattamente la stessa cosa: gli inceneritori puoi anche chiamarli termovalorizzatori ma ti ammazzano comunque.
Una nota stilistica che permette di capire appieno il meccanismo perverso utilizzato dai media per rendere di scarso interesse notizie di importanza capitale.
Il titolo può essere un modo per indurre le persone a leggere un articolo oppure a non leggerlo.
Se questo articolo fosse stato: “Aveva ragione Grillo gli inceneritori uccidono!” avrebbe destato grande curiosità. Allora lo hanno intitolato in modo tale da tagliargli le gambe: “Emissioni: Una ricerca francese sottolinea il rapporto diossina-cancro
QUANDO LA SALUTE SE NE VA IN FUMO (TOSSICO).
Capisci l’astuzia: non ti dice che le ricerche sono 435, come viene specificato poi nell’articolo. Non si pronuncia la parola proibita INCENERITORE. Si parla di EMISSIONI… Termine vago come la melma.
Questa tattica in effetti funziona. I lettori accorti dicono: “Però alla fine Repubblica le notizie le dà!” E continuano a comprarla. Mentre il 95 per cento dei lettori, un po’ meno attenti, non si accorge di quella notizia così imbarazzante.
Prova ne è che sono passati 5 giorni dall’uscita del Venerdì e se cerchi sul web: “diossina istituto statale di sorveglianza sanitaria francese”, non trovi niente a proposito di questa colossale notizia!
E non trovi niente neanche se digiti “diossina 435 ricerche PubMed”
Comunque giudica tu: ecco il testo integrale:
“Nelle popolazioni che vivono in prossimità di impianti di incenerimento dei rifiuti è stato riscontrato un aumento dei casi di cancro dal 6 al 20 per cento.
Lo dice una ricerca, resa pubblica dall’istituto statale di sorveglianza sanitaria francese, l’ultima delle 435 ricerche consultabili presso la biblioteca scientifica internazionale
PubMed che rilevano danni alla salute causati dai termovalorizzatori per le loro emissioni di diossina, prodotta dalla combustione della plastica insieme ad altri materiali. Questa molecola deve la sua micidiale azione ala capacità di concentrarsi negli organismi viventi e di penetrare nelle cellule. Qui va a “inceppare” uno dei principali meccanismi di controllo del Dna, scatenando le alterazioni dei geni che poi portano il cancro e le malformazioni neonatali.”
(Il pezzo non è firmato ma sta all’interno di una specie di box dentro un articolo di Arnaldo D’Amico.)
Spero ci si renda conto dell’importanza dell’ufficializzazione di una simile notizia: e ti invito quindi a farla girare e ripubblicarla sul tuo sito. Se riusciamo a far sapere a molti italiani come funziona questo giochetto dell’informazione ridimensionata (non censurata, non libera, omogenizzata) potremmo creare qualche altro problema ai signori dei giornali. Loro ormai lo sanno che chi legge i quotidiani poi va su internet…”

Jacopo Fo

Espulsione clandestini e pugno di ferro

giovedì, 22 maggio 2008

pugnopetrus

Nel nuovo pacchetto sicurezza approvato ieri a Napoli dal governo Berlusconi, tra le misure prese per contrastare i reati e l’immigrazione clandestina, c’è quella dell’ “espulsione immediata dei clandestini” e dell’istituzione della banca dati del Dna. Il tutto “nel rispetto delle direttive comunitarie“.

Senza entrare nel merito delle decisioni prese (il problema immigrazione clandestina esiste, è grave e bisogna risolverlo) voglio solo porre l’attenzione su quello che è il nucleo centrale della questione, al di là dei proclami da sceriffo che vanno incontro alle aspettative della stragrande maggioranza dell’opinione pubblica, evidentemente desiderosa di un uomo forte, come tutti i sondaggi confermano.

Il vero problema sta nell’attuazione pratica.

Quando si parla di “espulsioni immediate” si dimentica che senza accordi bilaterali con i Paesi di provenienza dei clandestini è di fatto difficile, se non impossibile eseguirle.

Per il semplice fatto che per poter espellere un clandestino bisogna prima identificarlo.

Nessun aereo accetta un clandestino se non c’è assoluta certezza sulla sua identità. Altrimenti il paese di destinazione può respingerlo al mittente e la compagnia aerea sarà tenuta per legge a pagargli il viaggio di rientro in Italia.

Mentre i voli di andata per l’espulsione vengono pagati dallo Stato italiano.

Come si fa ad accertare l’identità e la nazionalità di un clandestino senza documenti?

Mi chiedo quindi: al di là di tutti i proclami, come farà il nuovo governo ad attuare concretamente le misure prese?

Ci tengo a sottolineare una cosa: alcune misure del pacchetto le condivido anche se le trovo di difficile attuazione pratica (come il fatto di togliere la patria potestà a chi utilizza i bambini per chiedere l’elemosina), altre le trovo sinceramente aberranti.

Ne cito una su tutte, che credo verrà presto ritirata, e faccio un esempio concreto e personale: il fatto di voler sottoporre a controlli (in che modo?) anche i cittadini comunitari, in modo da verificarne il reddito e l’assicurazione sulle malattie, “per evitare che abbiano a gravare sulla comunità”.

La mia compagna e madre delle mie figlie era olandese e ha sempre lavorato, in Olanda e poi qui in Italia.

Finché 3 anni fa si è ammalata di tumore al seno. Dopo la fine del periodo di malattia è stata licenziata dal datore di lavoro, trovandosi disoccupata, e di fatto essendo impossibilitata a trovare un nuovo lavoro: chi assume una persona, seppur giovane, malata di tumore, che ha subito interventi e chemioterapie e che non può più avere la forza fisica di una persona sana?

La mia compagna ha gravato sulla comunità, ovviamente: le cure chemioterapiche e i ricoveri ospedalieri costano. Ma la malattia non l’ha scelta lei! In questo caso, senza lavoro e senza reddito, cosa si farebbe con le nuove misure introdotte? Si rimanda in patria il malato? O lo si fa morire?

Certo, c’è l’assistenza sociale dello Stato.

La domanda di invalidità civile, presentata 3 anni fa è stata alla fine accettata a novembre 2007 (con un assegno di circa 230 euro mensili!), ma i soldi non sono mai arrivati, per lungaggini burocratiche. Alla fine a dicembre ci è arrivato l’assegno con gli arretrati che doveva andare a riscuotere personalmente lei in Posta. Non potendolo fare perché ammalatasi nuovamente di leucemia e ricoverata in ospedale, ho chiesto io la delega.

Risultato: hanno fatto passare due mesi per darmi la delega, a gennaio 2008 la mia compagna è morta a 38 anni, e io non ho potuto riscuotere l’assegno perché adesso tutto passa al giudice di pace, non essendo noi sposati, ed essendo le nostre due figlie le uniche legittimi eredi.

Spero di vivere abbastanza per vedere quei soldi.

Band of Gypsys

lunedì, 19 maggio 2008


Jimi Hendrix: A Band of Gypsys - “Who Knows” (Fillmore East, New York, January 1, 1970)

Rom (in Lingua romanírrom“), in italiano zingari e gitani, in inglese gipsy, in spagnolo e in catalano gitanos, in portoghese cigano, in tedesco zigeoner.

Tanti nomi per cercare di definire e catalogare quello che per sua natura è indefinibile e sfuggente, quello di cui non si riesce a fissare la fisionomia.

Il nomade, l’errante è colui che non si lascia fissare dai mille controlli della modernità, colui che rifugge da una fissa dimora. Il nomade è l’alieno, il diverso, l’ombra rimossa del nostro inconscio sul quale proiettiamo tutte le nostre paure, frustrazioni, angosce.

Il nomade è il capro espiatorio perfetto.

Pochi sanno o ricordano che durante la seconda guerra mondiale vennero uccisi oltre 500.000 zingari, vittime del nazionalsocialismo.

La storia della deportazione e dello sterminio degli zingari è una storia dimenticata: ancora oggi la documentazione è frammentaria e lacunosa. Eppure la persecuzione degli zingari in epoca nazista è l’unica, oltre a quella ebraica, dettata da motivazioni esclusivamente razziali: proprio come gli ebrei, infatti, gli zingari furono perseguitati e uccisi in quanto « razza inferiore».

I recenti fatti accaduti nel Napoletano, scatenati dalla vicenda di una nomade sedicenne accusata di aver tentato di rapire una bimba di sei mesi in un’abitazione del quartiere di Ponticelli, mi hanno parecchio colpito.

I roghi contro i campi nomadi, l’assedio della popolazione locale, l’assalto con le bottiglie molotov, la rabbia delle gente, la caccia allo zingaro che ne è derivata, mi hanno fatto tornare alla memoria immagini ed avvenimenti terribili che non ho vissuto in prima persona, ma che conosco attraverso i libri di storia.

L’Italia sta vivendo un momento difficile. Nubi cupe e minacciose si addensano all’orizzonte; e quando le cose vanno male la gente ha paura, diventa cattiva, disperata, pronta a tutto.

La cosiddetta civilizzazione, il progresso, il benessere, l’apparente tolleranza delle democrazie occidentali sono in realtà delle illusioni molto fragili, delle chimere. Rischiamo ogni giorno di precipitare nella barbarie, ma non ce ne rendiamo conto, o non vogliamo ammetterlo.

Quando questo equilibrio fragile come cristallo si rompe si svela il nostro lato primitivo, molto più animalesco di quanto siamo portati ad ammettere.

Il razzismo è insito nella natura umana, senza distinzione di razze (è proprio il caso di dirlo).

Basta solo vedere quello che di terribile sta accadendo in questi giorni in Sudafrica, dove i neri sono autori di violenze efferate su altri neri. Disperati che danno la caccia ad altri più disperati di loro, immigrati che arrivano dallo Zimbabwe, da Malawi, Mozambico e Somalia, gridando “cacciamo gli stranieri”.

Soltanto ieri 12 persone sono state uccise, bruciate vive o bastonate fino alla morte, le donne sono state stuprate.

L’unico argine a questo cuore di tenebra, a questo minaccioso abisso di barbarica violenza sempre in agguato, a questa follia sempre pronta a prendere il sopravvento, è l’uso della ragione e il ruolo fondamentale delle isitituzioni che devono garantire il riconoscimento dei diritti uguali e inalienabili di tutti gli esseri umani, il diritto ad un’esistenza dignitosa, il diritto alla libertà religiosa all’interno dei limiti definiti dalla legge e nel rispetto dei diritti e della libertà di tutti.

La differenza fra le democrazie occidentali e i governi delle altre nazioni sta tutta qui: rispetto della diversità, tolleranza, laicismo, libertà e garanzia dello stato di diritto e della sicurezza dei suoi cittadini.

Se questi elementi iniziano a venir meno, se la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni arriva a livelli minimi, se le istituzioni stesse e le forze politiche cavalcano la rabbia popolare e fomentano l’odio razziale e di classe, la lotta dei poveri contro i poveri, allora è la fine.

Sandro Bondi, il poeta. Ministro dei Beni Culturali

venerdì, 9 maggio 2008

Sandro Bondi

«Nil recitas et vis, Mamerce, poeta videri.
Quidquid vis esto, dummodo nil recites
»
Marziale - Epigrammi - Liber II - 88

Trad. «Per poeta vorresti passare
ma un verso tuo non ce l’hai detto mai.
Prometti che per sempre tacerai
e passa pure per chi cazzo ti pare!»

Sandro Bondi è il nuovo Ministro per i Beni e le Attività Culturali del governo Berlusconi IV.

Cattolico, una laurea in Filosofia, un passato di militante nel Partito Comunista Italiano durante il quale non si distingue certo per coerenza e linearità.

Gli stessi attivisti e suoi compagni di partito all’interno del PCI lo paragonano scherzosamente, per il suo comportamento ondivago, ad un “rapanello“, cioè rosso fuori e bianco dentro.

Tutto questo fino alla folgorazione sulla via di Damasco, quando incontra Berlusconi.

Diventa il suo segretario e collaboratore, il suo consigliere più fidato.

Berlusconi gli affida nel 2001 il compito di gestire e coordinare la stesura del libro fotografico Una storia italiana, che fu spedito a milioni di famiglie italiane in occasione della campagna elettorale del 2001.

Da allora è uno dei più importanti esponenti di Forza Italia, uno dei collaboratori più stretti di Berlusconi.

Questa settimana è diventato Ministro per i Beni e le Attività Culturali.

Vittorio Sgarbi, compagno di schieramento politico, dice di lui: “Bondi è una figura di cortigiano, lo dico senza volerlo insultare, rispetto al potente e cioè l’adorazione per Berlusconi è in lui naturale e convinta, lo so perché lo conosco, ma pare innaturale ad un uomo libero.

Tralascio altri aneddoti su Bondi politico, perché adesso voglio soffermarmi su Bondi poeta.

Da alcuni anni tiene - non so se ce l’abbia ancora - una piccola rubrica sulla rivista Vanity Fair, dove illumina le lettrici e i lettori con le sue riflessioni, ma soprattutto con le sue poesie, il cui livello artistico è tale che al confronto il diario di una ragazzina sembra lo Zibaldone di Leopardi, per profondità e originalità.

Al tempo fui tentato più volte di scrivere alla direzione della rivista per capire perché pubblicassero tali banalità, che in alcuni casi raggiungono dei vertici di ridicolo e grottesco, di comicità involontaria che sfiora l’autoparodia, tanto da far pensare che siano stati scritti da qualcuno della parte politica avversa.

Ma ecco qui alcune delle perle di sublime e inarrivabile poesia scritte da Sandro Bondi (via Il Gambero Rotto, segnalatomi stamattina da Rita, che ringrazio per l’ispirazione fornitami).

Le mie preferite sono quelle dedicate a Michela Vittoria Brambilla, Giuliano Ferrara, e quella inarrivabile, l’ultima, di altissimo afflato lirico e mistico dedicata a LUI, Silvio Berlusconi.

Mi chiedo quale sarà il primo atto di Bondi come Ministro dei Beni Culturali. Chiederà che il Mausoleo di Arcore venga riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità?

Poesie di Sandro Bondi (via Il Gambero Rotto).

A Michela Vittoria Brambilla
(alias Crudelia Salmon)

Ignara bellezza
Rubata sensualità
Fiore reclinato
Peccato d’amore

A Stefania Prestigiacomo

Luna indifferente
Materna sensualità
Velo trasparente
Severo abbandono

Per le nozze di Elio Vito

Fra le tue braccia magico silenzio
Fra le tue braccia intenerito ardore
Fra le tue braccia campo di girasoli
Fra le tue braccia sole dell’allegria

A Giuliano Ferrara

Antro d’amore
Rombo di luce
Parole del sottosuolo
Fiume di lava
Ancora di salvezza

A Walter Veltroni

Tenero padre
madre dei miei sogni
Anima ulcerata.
Figlio mio Ritrovato

E per chiudere in bellezza, con il grande finale, il trittico dedicato alla famiglia di Silvio Berlusconi, quasi una nuova Trinità.

A Veronica Lario in Berlusconi *

Bellezza del soccorso
sensuale ironia
vigore dell’amore
intrepida solitudine

*Moglie di Silvio Berlusconi

A Rosa Bossi in Berlusconi *

Mani dello spirito
Anima trasfusa.
Abbraccio d’amore
Madre di Dio

*Madre di Silvio Berlusconi 

A Silvio

Vita assaporata
Vita preceduta
Vita inseguita
Vita amata
Vita vitale
Vita ritrovata
Vita splendente
Vita disvelata
Vita nova

Elezioni politiche 2008 - Paint It Black (1966)

martedì, 15 aprile 2008

Paint It Black - Rolling Stones (1966)

I see a red door and I want it painted black
No colors anymore I want them to turn black
I see the girls walk by dressed in their summer clothes
I have to turn my head until my darkness goes

I see a line of cars and they’re all painted black
With flowers and my love both never to come back
I see people turn their heads and quickly look away
Like a new born baby it just happens every day

I look inside myself and see my heart is black
I see my red door and it has been painted black
Maybe then I’ll fade away and not have to face the facts
Its not easy facin’up when your whole world is black

No more will my green sea go turn a deeper blue
I could not foresee this thing happening to you
If I look hard enough into the settin sun
My love will laugh with me before the mornin comes

I see a red door and I want it painted black
No colors anymore I want them to turn black
I see the girls walk by dressed in their summer clothes
I have to turn my head until my darkness goes
Hmm, hmm, hmm,…

I wanna see it painted, painted black
Black as night, black as coal
I wanna see the sun blotted out from the sky
I wanna see it painted, painted, painted, painted black
Yeah!