
Il Ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta risulta essere uno dei ministri più popolari del governo Berlusconi, con una fiducia da parte degli italiani intervistati pari al 60% (dati sondaggio Repubblica 13/10/2008).
Il Ministro Brunetta, il grande moralizzatore dell’Amministrazione Pubblica, il severo fustigatore dei fannulloni e travet meridionali, è anche, malgrado l’altezza, un grande egocentrico e narcisista.
L’onnipresente e iperefficiente Brunetta è un fedele habitué dei talk-show televisivi; conduce un programma radiofonico su RTL 102.5 dal titolo Brunetta della domenica il cui jingle pubblicitario fa rabbrividire per l’assoluta mancanza di autoironia; ha un sito web personale che già dalla foto in home page è caldamente sconsigliato alle donne in gestazione.
Brunetta se l’è presa con tutti: dipendenti pubblici che fanno troppe malattie, forze dell’ordine, medici, ferrovieri, magistrati.
Minaccia di qui, minaccia di là si vanta di avere ridotto l’assenteismo, le malattie nei pubblici uffici, di avere introdotto i tornelli dappertutto per certificare la presenza del personale.
Peccato che da quando è al Ministero non abbia fatto nessuna vera e seria riforma. Per fare quello che si vanta di fare lui (ridurre i costi) bastava una qualunque persona dotata di buon senso, un ragioniere fresco di diploma.
Ma la cosa più grave e inquietante è un’altra.
Questo piccolo grande uomo, questo Santo Brunetta meglio di Padre Pio (come lui stesso si è autodefinito) questo implacabile moralizzatore dei nostri tempi che nei dibattiti televisivi e radiofonici si dimostra sempre insopportabilmente saccente, arrogante e antipatico, evidentemente spinto da un’infantile voglia di primeggiare, dimentica però di comunicare agli italiani, notoriamente fancazzisti nel proprio piccolo ma vendicativi verso il proprio vicino, e che masochisticamente stravedono per lui, un particolare imbarazzante.
Brunetta è stato uno dei più grandi assenteisti del Parlamento Europeo.
Lo sottolinea il Piccolo di Trieste, che cita il sito web radicale ‘Fai notizia’, secondo cui il ministro si piazza al 611/mo posto come presenze tra gli europarlamentari, con una percentuale del 48,21% (fonte Ansa).
Ma anche se guardiamo ai dati delle presenze dei parlamentari delle due camere nel 2007, il panorama è decisamente desolante (dati Il Sole 24 ore).
Il primo primo dato che balza all’occhio è che Silvio Berlusconi, il presidente del consiglio, amico del cuore di Marcello Dell’Utri e di Vittorio Mangano, è al primo posto nell’assenteismo alla Camera, con un faraonico 98,5% di assenze.
Signor Ministro, a questo punto la domanda sorge spontanea: a quando i tornelli per deputati e senatori con le timbrature di ingresso ed uscita pubblicate sul sito governativo ed eventualmente il licenziamento dei fannulloni colleghi parlamentari?
Ma nei confronti del Ministro Brunetta, per quella singolare legge del contrappasso, adesso il pressing inizia a farsi sentire in modo abbastanza pesante.
Il Presidente della Provincia di Genova, Alessandro Repetto, con una lettera al Rettore dell’Università di Roma “Tor Vergata”, dove il Ministro Brunetta è titolare di cattedra, ha chiesto di rendere pubblici i dati relativi all’impegno del professor Brunetta e i relativi compensi, relativamente agli anni in cui era Parlamentare Europeo.
Al Magnifico Rettore dell’Università di “Tor Vergata”, il Presidente Repetto, ha chiesto ufficialmente, “nello spirito del principio di leale cooperazione istituzionale sancito dall’art 22 della Legge 241/90, se tra il 1999 e il 2008 il Prof. Brunetta, Professore Ordinario di Economia del Lavoro presso l’Università romana, abbia preso aspettativa o, in caso contrario, come abbia conciliato tutti i propri incarichi”. “E qualora abbia mantenuto attivo il proprio incarico di professore ordinario, quante ore di presenza abbia garantito e mantenuto a “Tor Vergata”, con quali retribuzioni relative ed eventuali ulteriori consulenze”.
La richiesta è espressa in rispetto e sintonia con la stessa Operazione Trasparenza promossa e avviata dal neo Ministro.
Non è tenero col Ministro neanche Francesco Merlo che su Repubblica commenta: “[...] E basti pensare ai professori universitari – anche Brunetta lo è – che infatti non si contentano del doppio lavoro ma arrivano al triplo e al quadruplo, con le consulenze, gli articoli, la politica”.
“Insomma, non si capisce perché il doppio lavoro porti lustro e credito sociale al professore universitario e al barone accademico che tanto più è stimato quanto meno si fa vedere all’università, e porti invece decurtamenti dello stipendio, licenziamento, disprezzo, ammiccamenti e smorfie moralistiche all’impiegato di concetto che di sera si trasforma in piccolo muratore”.
“Eppure Brunetta crede di essere il nuovo Falcone italiano perché, nel Paese degli abusivi e degli evasori, dei conflitti di interesse e delle mafie, dichiara guerra al bidello che smonta alle due del pomeriggio e poi, a partire dalle quattro, va a fare le pulizie in un condominio”.
“E vuole licenziare non il barone universitario che porta in cattedra moglie, figli e parenti vari, ma l’operaio comunale che, terminato il normale turno, sale sulla sua Ape carica di attrezzi e gira per le case di campagna, e ora aggiusta un rubinetto, ora monta un lampadario, ora sostituisce un interruttore.
Il ministro vuol mettere alla gogna l’usciere del tribunale che usa il proprio tempo ‘libero’ per lavorare e poi ancora lavorare nello studio di un avvocato o in quello di un notaio o, comunque, dove può”.
Signor Ministro, abbia uno scatto di orgoglio. Cerchi almeno di essere all’altezza delle aspettative che lei stesso ha suscitato. Inizi a fare pulizia negli ambienti parlamentari da lei frequentati.




