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Sua Altezza Brunetta l’assenteista

martedì, 28 ottobre 2008

Brunetta

Il Ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta risulta essere uno dei ministri più popolari del governo Berlusconi, con una fiducia da parte degli italiani intervistati pari al 60% (dati sondaggio Repubblica 13/10/2008).

Il Ministro Brunetta, il grande moralizzatore dell’Amministrazione Pubblica, il severo fustigatore dei fannulloni e travet meridionali, è anche, malgrado l’altezza, un grande egocentrico e narcisista.

L’onnipresente e iperefficiente Brunetta è un fedele habitué dei talk-show televisivi; conduce un programma radiofonico su RTL 102.5 dal titolo Brunetta della domenica il cui jingle pubblicitario fa rabbrividire per l’assoluta mancanza di autoironia; ha un sito web personale che già dalla foto in home page è caldamente sconsigliato alle donne in gestazione.

Brunetta se l’è presa con tutti: dipendenti pubblici che fanno troppe malattie, forze dell’ordine, medici, ferrovieri, magistrati.

Minaccia di qui, minaccia di là si vanta di avere ridotto l’assenteismo, le malattie nei pubblici uffici, di avere introdotto i tornelli dappertutto per certificare la presenza del personale.

Peccato che da quando è al Ministero non abbia fatto nessuna vera e seria riforma. Per fare quello che si vanta di fare lui (ridurre i costi) bastava una qualunque persona dotata di buon senso, un ragioniere fresco di diploma.

Ma la cosa più grave e inquietante è un’altra.

Questo piccolo grande uomo, questo Santo Brunetta meglio di Padre Pio (come lui stesso si è autodefinito) questo implacabile moralizzatore dei nostri tempi che nei dibattiti televisivi e radiofonici si dimostra sempre insopportabilmente saccente, arrogante e antipatico, evidentemente spinto da un’infantile voglia di primeggiare, dimentica però di comunicare agli italiani, notoriamente fancazzisti nel proprio piccolo ma vendicativi verso il proprio vicino, e che masochisticamente stravedono per lui, un particolare imbarazzante.

Brunetta è stato uno dei più grandi assenteisti del Parlamento Europeo.

Lo sottolinea il Piccolo di Trieste, che cita il sito web radicale ‘Fai notizia’, secondo cui il ministro si piazza al 611/mo posto come presenze tra gli europarlamentari, con una percentuale del 48,21% (fonte Ansa).

Ma anche se guardiamo ai dati delle presenze dei parlamentari delle due camere nel 2007, il panorama è decisamente desolante (dati Il Sole 24 ore).

Il primo primo dato che balza all’occhio è che Silvio Berlusconi, il presidente del consiglio, amico del cuore di Marcello Dell’Utri e di Vittorio Mangano, è al primo posto nell’assenteismo alla Camera, con un faraonico 98,5% di assenze.

Signor Ministro, a questo punto la domanda sorge spontanea: a quando i tornelli per deputati e senatori con le timbrature di ingresso ed uscita pubblicate sul sito governativo ed eventualmente il licenziamento dei fannulloni colleghi parlamentari?

Ma nei confronti del Ministro Brunetta, per quella singolare legge del contrappasso, adesso il pressing inizia a farsi sentire in modo abbastanza pesante.

Il Presidente della Provincia di Genova, Alessandro Repetto, con una lettera al Rettore dell’Università di Roma “Tor Vergata”, dove il Ministro Brunetta è titolare di cattedra, ha chiesto di rendere pubblici i dati relativi all’impegno del professor Brunetta e i relativi compensi, relativamente agli anni in cui era Parlamentare Europeo.

Al Magnifico Rettore dell’Università di “Tor Vergata”, il Presidente Repetto, ha chiesto ufficialmente, “nello spirito del principio di leale cooperazione istituzionale sancito dall’art 22 della Legge 241/90, se tra il 1999 e il 2008 il Prof. Brunetta, Professore Ordinario di Economia del Lavoro presso l’Università romana, abbia preso aspettativa o, in caso contrario, come abbia conciliato tutti i propri incarichi”. “E qualora abbia mantenuto attivo il proprio incarico di professore ordinario, quante ore di presenza abbia garantito e mantenuto a “Tor Vergata”, con quali retribuzioni relative ed eventuali ulteriori consulenze”.

La richiesta è espressa in rispetto e sintonia con la stessa Operazione Trasparenza promossa e avviata dal neo Ministro.

Non è tenero col Ministro neanche Francesco Merlo che su Repubblica commenta: “[...] E basti pensare ai professori universitari – anche Brunetta lo è – che infatti non si contentano del doppio lavoro ma arrivano al triplo e al quadruplo, con le consulenze, gli articoli, la politica”.

Insomma, non si capisce perché il doppio lavoro porti lustro e credito sociale al professore universitario e al barone accademico che tanto più è stimato quanto meno si fa vedere all’università, e porti invece decurtamenti dello stipendio, licenziamento, disprezzo, ammiccamenti e smorfie moralistiche all’impiegato di concetto che di sera si trasforma in piccolo muratore”.

“Eppure Brunetta crede di essere il nuovo Falcone italiano perché, nel Paese degli abusivi e degli evasori, dei conflitti di interesse e delle mafie, dichiara guerra al bidello che smonta alle due del pomeriggio e poi, a partire dalle quattro, va a fare le pulizie in un condominio”.

E vuole licenziare non il barone universitario che porta in cattedra moglie, figli e parenti vari, ma l’operaio comunale che, terminato il normale turno, sale sulla sua Ape carica di attrezzi e gira per le case di campagna, e ora aggiusta un rubinetto, ora monta un lampadario, ora sostituisce un interruttore.

Il ministro vuol mettere alla gogna l’usciere del tribunale che usa il proprio tempo ‘libero’ per lavorare e poi ancora lavorare nello studio di un avvocato o in quello di un notaio o, comunque, dove può”.

Signor Ministro, abbia uno scatto di orgoglio. Cerchi almeno di essere all’altezza delle aspettative che lei stesso ha suscitato. Inizi a fare pulizia negli ambienti parlamentari da lei frequentati.

Cossiga: massacrare i manifestanti

venerdì, 24 ottobre 2008

Cossiga

Mi ero dimenticato di quante torbide figure hanno infestato la vita politica di questo paese e ancora continuano a spargere veleni e alimentare tensioni.

Ieri sera il mio amico blogger Daniele mi ha segnalato la sconcertante intervista che l’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga ha rilasciato al Quotidiano Nazionale il 22 ottobre e che qui riporto dal sito web “La Destra.info“.

Si tratta di un’intervista illuminante perchè si chiariscono molti retroscena della storia recente italiana, oltre che chiarire meglio il profilo della persona. Anche l’intervistatore sembra decisamente stupito dalle affermazioni di Cossiga.

Cossiga ha dichiarato di aver usato tattiche provocatorie durante le lotte contro gli studenti durante il suo periodo agli interni.
Auspicando un simile intervento da parte del ministro Maroni, Cossiga ha ammesso esplicitamente di aver usato all’epoca agenti provocatori infiltrati nei movimenti studenteschi per esacerbare i conflitti così da poter intervenire con la forza per colpire i manifestanti.” (da Wikipedia)

Riporto qui di seguito integralmente l’intervista de La Destra a Cossiga sull’intenzione di Berlusconi di mandare la polizia a sgomberare le Università occupate dagli studenti.

Intervista a Francesco Cossiga (fonte La Destra.info)

Cossiga: le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà

Presidente Cossiga, pensa che minacciando l’uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato? «Dipende, se ritiene d’essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo. Ma poiché è l’Italia è uno Stato debole, e all’opposizione non c’è il granitico Pci ma l’evanescente Pd, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà quantomeno una figuraccia».

Quali fatti dovrebbero seguire? «A questo punto, Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno».

Ossia? «In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino di dodici anni rimanesse ucciso o gravemente ferito…».

Gli universitari, invece? «Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».

Dopo di che? «Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».

Nel senso che… «Nel senso che le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano».

Anche i docenti? «Soprattutto i docenti. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».

E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? «In Italia torna il fascismo», direbbero. «Balle, questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l’incendio».

Quale incendio? «Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà ad insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate Rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle università. E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale».

Giusto per ricordare ai più giovani e ai tanti smemorati, che magari lo ricordano solo come il Presidente della Repubblica “Picconatore”, chi è Cossiga.

Cossiga è stato Ministro dell’Interno ai tempi del sequestro di Aldo Moro, una delle vicende più oscure e tragiche della storia repubblicana.

L’11 marzo 1977, quando Cossiga era a capo del dicastero degli interni, nella zona universitaria di Bologna nel corso di durissimi scontri tra studenti e forze dell’ordine morì il militante di Lotta continua Pierfrancesco Lorusso; alle successive proteste degli studenti, Cossiga rispose mandando veicoli trasporto truppa blindati (M113 ) nella zona universitaria. A seguito di ciò – ed a seguito della morte della militante di sinistra romana Giorgiana Masi sul lungotevere – per protesta dagli studenti il suo nome venne scritto sui muri della case con una kappa iniziale ed usando la doppia esse delle SS naziste, disponendo le esse a mo’ di svastica o usando storpiando il nome in kossino assassiga. (da Wikipedia)

Cossiga è anche una delle persone che meglio conosce i segreti dell’organizzazione clandestina paramilitare Gladio.

Lui stesso, mentre era presidente della repubblica, ebbe a chiedere di essere processato definendosi «l’unico referente politico» di Gladio, precisando di «essere stato perfettamente informato delle predette qualità della struttura».

Prove tecniche di dittatura

giovedì, 23 ottobre 2008

Sono mesi che medito di scrivere un articolo al vetriolo sugli atti del governo Berlusconi.

Ogni volta che inizio a scrivere, man mano che procedo sento che la rabbia monta, ho i travasi di bile, alla fine mi incazzo così tanto che lascio perdere.

Ma c’è un limite a tutto.

Il discorso che quest’omuncolo ha pronunciato ieri davanti alle telecamere italiane con tracotante arroganza minacciando di fare intervenire la polizia per sgombrare le Università occupate dagli studenti che protestano contro i pesantissimi tagli previsti dal Decreto 133 che in pratica distrugge le Università pubbliche per favorire quelle private, è degno di un dittatore da repubblica sudamericana.

Il tono arrogante, la saccenza, le allusioni e le minacce contenute in questo discorso fanno rabbrividire. Una cosa simile in Italia non si era mai vista nella storia repubblicana, nemmeno ai tempi di Scelba.

Come scrive su Repubblica di oggi Ezio Mauro nel suo articolo Se il dissenso è un reato, «la vera cifra del potere berlusconiano è l’insofferenza per il dissenso».

Scrive Mauro: «Qualcuno dovrebbe spiegare al Premier che la pubblica discussione e il dissenso sono invece elementi propri di una società democratica, non attentati al totem della potestà suprema di decidere senza alcun limite e alcun condizionamento, che trasforma la legittima autonomia del governo in comando ed arbitrio. Come se il governo del Paese fosse anche l’unico soggetto deputato a “fare” politica nell’Italia del 2008, con un contorno di sudditi».

Ma c’è di più nelle parole di Berlusconi. Qualcosa di molto più inquietante e pericoloso.

C’è l’obiettivo preciso di voler alzare la tensione, c’è la volontà deliberata di soffiare sul fuoco per far saltare i nervi a qualcuno e far scoppiare disordini, in modo tale da potere intervenire con la forza e giustificare il fatto agli occhi dell’opinione pubblica che in larga maggioranza è con il premier e vuole ordine e disciplina.

Berlusconi si trova nella singolare condizione di avere un governo a larghissima maggioranza, senza un’opposizione politica in parlamento (Veltroni avrebbe dovuto fare harakiri all’indomani delle elezioni se avesse avuto le palle e la dignità di uomo), con un’opinione pubblica che è largamente a suo favore e desiderosa di modi brutali e spicci per risolvere le questioni interne.

In pratica Berlusconi è una persona ubriaca di potere su un’auto in folle lanciata in autostrada a 250 km orari, senza nessuno che lo possa fermare. Ogni minimo rallentamento è un ostacolo da abbattere, un fastidio, una rottura di coglioni.

Ma il delirante discorso di Berlusconi è al tempo stesso anche un segnale di debolezza, di palpabile nervosismo. Vedere tanti giovani in piazza a protestare contro di lui lo innervosisce, lo impaurisce anche. Non riesce nemmeno a concepire una cosa simile. La dialettica democratica è del tutto estranea al suo modo di essere e agire.

E allora reagisce a suo modo, fa la voce grossa del padrone, la spara grossa, minaccia. Dice che i facinorosi manifestanti sono pilotati dalla sinistra e dai centri sociali.

Solo che ha sbagliato a fare i conti. La protesta dei giovani dilaga in tutta Italia come non succedeva da decenni.

Addirittura anche i gruppi studenteschi di estrema destra si associano alle occupazioni. Ad esempio i militanti di Lotta Studentesca, movimento giovanile vicino a Forza Nuova, uniti ad altre centinaia di studenti, hanno occupato il liceo scientifico Malpighi di Roma per protestare contro il decreto Gelmini “che sta assestando il colpo ferale al sistema scolastico italiano”.

Il Prefetto di Roma Carlo Mosca rilascia una dichiarazione in cui dice che «La nostra costituzione prevede che la libertà di riunione sia garantita, purché sia attuata pacificamente e senza armi. Il diritto alla libertà di manifestazione di pensiero vale per tutti i cittadini, e ovviamente anche per gli studenti».

Anche il Ministro dell’Interno Maroni, che non è stupido, memore dei suoi trascorsi tentenna e prende tempo.

Maroni si ricorda certamente di quando durante la “resistenza” alla perquisizione della sede nazionale della lega Nord di via Bellerio a Milano, il 18 settembre 1996, egli mise in atto “inspiegabili episodi di resistenza attiva e proprio per questo del tutto ingiustificabili” nei confronti delle forze dell’ordine, come si legge nella sentenza depositata dalla Cassazione nei confronti del ministro leghista.

Maroni venne condannato definitivamente a 4 mesi e 20 giorni di reclusione (pena sostituita con quella pecuniaria pari alla multa di 5.320 euro) per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, in relazione ai tafferugli durante la perquisizione della sede leghista di via Bellerio a Milano.
Maroni, prima di finire in ospedale con il naso rotto, avrebbe tentato di mordere la caviglia di un agente di polizia.

Per questo oggi Berlusconi, vistosi isolato, ha fatto dietrofront.

Lo smemorato di Arcore si è esibito in uno dei suoi sconcertanti testacoda e da Pechino, da abile illusionista, ha detto:

«Non ho mai detto né pensato che servisse mandare la polizia nelle scuole. I titoli dei giornali che ho potuto scorrere sono lontani dalla realtà».

Basterebbe questa ennesima dichiarazione per internarlo in una clinica psichiatrica.

Ma all’opinione pubblica impaurita, lobotomizzata, rincoglionita che stravede per l’uomo forte questo evidentemente non desta alcuna preoccupazione.

Solo che c’è un ma”. Grosso quanto una montagna.

La variabile impazzita ed imprevista che rischia di far saltare tutti i piani di Berlusconi, le sue aspirazioni alla presidenza della Repubblica alla fine del mandato di premier.

Questo imprevisto è la crisi economica che si abbatterà come una tempesta sul mondo e sull’Italia causata dal tracollo delle Borse mondiali e dalla crisi finanziaria che ha fatto fallire i colossi mondiali delle banche d’affari.

Credo che i prossimi mesi saranno molto turbolenti, e dubito che Berlusconi completerà il suo mandato di cinque anni.

Il Ministro della Paura – Antonio Albanese

giovedì, 9 ottobre 2008

«Io sono il Ministro della Paura
e come ben sapete senza la paura non si vive.
Una società senza paura
è come una casa senza fondamenta.
»
Antonio Albanese (da Psico-party) 

Antonio Albanese è probabilmente il miglior attore comico attualmente in circolazione in Italia.

Con comicità intendo qui la capacità di suscitare la risata esasperando, amplificando e distorcendo il reale per mostrarne il vuoto, l’assoluta mancanza di senso, il senso tragico del ridicolo che sottosta ad ogni nostra azione.

Tutti i suoi personaggi (il politico calabrese Cetto La Qualunque, il filosofo cocainomane Mino Martinelli, l’analista finanziario truffaldino, il siciliano Alex drastico, Frengo, Epifanio, e tanti altri) sono maschere tragiche di una società mostruosa che ha smarrito completamente il senso della realtà, in cui addirittura il mostruoso e grottesco sono diventati normali, e la normalità è diventata qualcosa di cui vergognarsi.

I personaggi di Albanese anticipano sempre quello che di lì a poco sarà la realtà.

E oltre questa capacità predittiva, c’è la straordinaria presenza scenica di Albanese, la sua perfetta conoscenza dei tempi, delle attese, delle pause, dei meccanismi e delle dinamiche consolidate della tradizione del teatro comico, delle maschere grottesche che affondano le radici nella commedia di Plauto.

In uno dei suoi ultimi spettacoli, Psico-party, Albanese ha creato l’inquietante personaggio del Ministro della Paura, che come in uno specchio deformato ci rivolta contro tutte le nostre paure, le nostre angosce, le nostre paranoie.

Si tratta di un personaggio che deve molto al Dottor Stranamore dell’omonimo film di Stanley Kubrick. Anche qui abbiamo un personaggio di potere fisso su una poltrona (nel film una sedia a rotelle), la sua rigida gestualità, i suoi incontrollabili scatti e raptus a sfondo sessuale, la sua repressa natura, il suo passato di inconfessabili frustrazioni.

Trascrivo di seguito alcuni dei passi più significativi del video che ho riportato in apertura. Mentre qui c’è un altro video che prende in giro ferocemente gli “snowborder” o meglio, gli “snouboudev“.

“Io sono il Ministro della Paura, e come ben sapete senza la paura non si vive.
Senza la paura della fame e della sete non si vive. Senza la paura della famiglia e della scuola non si vive. Senza la paura di Dio e della sua barba bianca non si vive.

Una società senza paura è come una casa senza fondamenta.
Per questo io ci sarò sempre.

Io aiuto il mondo a mantenere l’ordine.
Senza di me le guerre scoppierebbero inutilmente. Le epidemie non avrebbero senso. Le bombe esploderebbero senza nessun vantaggio sociale.
Io trasformo la paura in ordine, e l’ordine è il cardine di ogni società rispettabile.

Io le paure le plasmo, le elaboro, le impasto e poi ve le trasmetto.

Maturando ho cominciato ad aver paura degli arabi. Un amico mi diceva: Devi stare attento agli arabi, sono veramente pericolosi gli arabi. Loro credono solo nel loro Dio e nel loro commercio.
Beh, ho pensato: come i veneti. Tanto valeva avere paura dei veneti che li avevamo a portata di mano!”

Berlusconi porta sfiga?

sabato, 20 settembre 2008

Berlusconi sfiga

Un interrogativo inquietante mi ronza in testa da un po’ di giorni a questa parte: ma Berlusconi porta sfiga veramente?

Il Governo Berlusconi IV è in carica dall’8 maggio 2008 e da allora guardate un po’ cos’è successo:

  • Europei Austria e Svizzera 2008: Italia eliminata dalla Spagna;
  • il pezzo del petrolio e della benzina schizzano alle stelle come mai si era visto prima;
  • l’economia italiana, da malata che era, diventa moribonda;
  • l’inflazione sale, la paura aumenta, il lavoro diminuisce; le famiglie italiane sono in ginocchio;
  • Alitalia è in crisi profonda. Berlusconi si impegna personalmente: “Ghe pense mi!“. Risultato: Alitalia fallisce!
  • Lehman Brothers, la quarta banca d’affari a livello mondiale, fallisce;
  • AIG, il maggiore gruppo di assicurazioni a livello mondiale, viene salvato in extremis dalla Federal Reserve con un prestito record di 85 miliardi di dollari. L’intera finanza ed economia mondiale sembrano crollare.

E siamo all’inizio…

Come diceva Sherlock Holmes: «Una coincidenza è una coincidenza; due coincidenze fanno un indizio; due indizi fanno una prova!»

Qui ce n’è abbastanza per toccare ferro (e qualcosaltro) per fare gli scongiuri.

Ma gli italiani che lo hanno massicciamente votato continuano ad aver fiducia in Berlusconi, anzi come dimostrano i recenti sondaggi di questi giorni, la fiducia continua a crescere.

Qui siamo di fronte ad un malefico sortilegio.

Mi ricorda la cupa storia del pifferaio magico di Hamelin che era stato chiamato a disinfestare la città invasa dai ratti.

Lui incantò i ratti con la sua musica e li condusse fino alle acque del fiume Weser, dove morirono annegati.

Poi, non avendo ricevuto il compenso promesso, per vendetta incantò con la musica del suo piffero i bambini della città e li condusse in una caverna, da cui non si salvò nessuno.

Forse bisognerebbe iniziare a spulciare le centurie con le profezie di Nostradamus alla ricerca di riferimenti inequivocabili a nani diabolici e parrucchini infernali nei versi dedicati all’Apocalisse.

La faccenda diventa veramente inquietante se si inizia a guardare cos’è successo nei precedenti governi Berlusconi. Alcune di queste notizie girano da tempo in rete.

Ai posteri, se mai ci saranno, l’ardua sentenza!

Governo Berlusconi I (10 maggio 1994 -17 gennaio 1995)

  • Mondiali Usa 1994: Italia perde con il Brasile ai rigori.

Governo Berlusconi II (11 giugno 2001 – 23 aprile 2005)

  • Berlusconi va al Governo e comincia la recessione dopo anni di boom clamoroso e, contro le regole d’oro dell’economia: ovvero in presenza di bassi tassi di interessi e d’inflazione bassissima.
  • 19-22 luglio 2001: si interessa personalmente delle fioriere e dell’organizzazione del G8, e scoppiano moti di piazza e ci scappa il morto. Non accadeva dai lontani anni ‘70…
  • 11 settembre 2001: Attentato alle Torri gemelle di New York.
  • 8 ottobre 2001: il disastro di Linate, con un bilancio finale di 118 vittime. Il più grave incidente aereo mai avvenuto in Italia;
  • Mondiali Corea Giappone 2002: Italia eliminata dalla Corea.
  • Europei Portogallo 2004: Italia eliminata dagli europei.
  • 26 dicembre 2004: tsunami nell’Oceano Indiano: 225.000 morti

Mi fermo qui che inizio ad avere seriamente paura.

Pentitevi peccatori! La fine del mondo è vicina.

Il pornonano

giovedì, 3 luglio 2008

Berlusconi_pornonano

Stasera avevo deciso di interrompere il mio digiuno televisivo, che dura ormai da più di un anno, per assistere a un evento mediatico di portata storica paragonabile allo sbarco dell’uomo sulla luna del 1969, all’assedio dell’ambasciata statunitense a Saigon del 1975, alla caduta del muro di Berlino del 1989, alle monetine lanciate addosso a Craxi all’uscita dall’Hotel Raphael nel 1993.

L’intervento in diretta dello psiconano alla trasmissione Matrix di Enrico Mentana, per difendersi e screditare le intercettazioni telefoniche che lo vedono protagonista di conversazioni ad alto tasso erotico, o addirittura pornografico, sulle sue “favorite”.

Mi sarebbe piaciuto vedere in faccia il vecchio satiro di plastica, avrei voluto capire qual è il vero significato che si cela dietro l’espressione ”pari opportunità“, dietro le assegnazioni misteriose di certi ministeri. Invece niente.

Il pornonano, sicuramente consigliato dai suoi esperti per evitare problemi ben più grossi, ha dato forfait all’ultimo momento.

In fondo anche Al Capone alla fine cadde e fu incastrato per delle questioni di secondaria importanza. Evidentemente la storia insegna qualcosa.

In ogni caso mi vado convincendo sempre di più che il personaggio del politico Cetto La Qualunque interpretato da Antonio Albanese, sia la rappresentazione più realistica della politica e dei politici italiani.

Ancora una volta, comunquemente e infattamente, ribadiamo: “Cchiu’ pilu pi’ tutti! Cchiu’ pilu pi’ tutti!

Berlusconi fischiato: “Giudici metastasi della democrazia”

mercoledì, 25 giugno 2008

La luna di miele fra gli italiani e Berlusconi inizia a mostrare i primi segni di cedimento?
Lo psiconano con la faccia di plastica è stato subissato oggi da una marea di fischi durante il suo intervento all’assemblea annuale di Confesercenti a Roma.

Il solito intervento fuori dalle righe, l’ennesimo attacco brutale alla magistratura, contro le toghe rosse, le solite minacce, con lui che si ritaglia il ruolo di vittima sacrificale.
Lo psiconano ha veramente strarotto i “cabasisi”. Sta affossando l’intero sistema giudiziario solo per salvarsi il culo. E fa anche la vittima.

Quest’uomo è un serio e grave pericolo per la democrazia, un’anomalia unica nel suo genere in tutto il mondo.

Berlusconi e la democrazia non sono compatibili.

Prima ce ne liberiamo e meglio sarà per tutti. Prima che sia troppo tardi.

P.S. Che soddisfazione pero’ sentire quei fischi diretti a lui! Mi ha riappacificato con il mondo, reso la giornata piu’ bella.

Elezioni amministrative Sicilia: spot elettorali

mercoledì, 18 giugno 2008

 

Ecco com’è andata veramente la campagna elettorale delle elezioni amministrative del 15 e 16 giugno in Sicilia che ha visto un clamoroso 8-0 per il PDL.

Gli spot elettorali che non avete visto.

P.S. Sì, i video sono di qualche anno fa, ad opera di Ciprì e Maresco, ma la sostanza non cambia.

La realtà è più tragica della satira più feroce, purtroppo.

Gli inceneritori provocano il cancro

martedì, 27 maggio 2008

Inceneritore

Uno recente studio francese reso pubblico dall’istituto statale di sorveglianza sanitaria francese, rivela che “nelle popolazioni che vivono in prossimità di impianti di incenerimento dei rifiuti è stato riscontrato un aumento dei casi di cancro dal 6 al 20 per cento.”

Ben 435 ricerche scientifiche internazionali provano un aumento di tumori e nascite malformi spaventoso in prossimità dei termovalorizzatori.

Stasera non ho voglia di argomentare né di citare le soluzioni alternative agli inceneritori, tanto gli imbecilli non capiscono e non capiranno mai, e chi è in grado di capire non deve essere certo convinto.

In questa Italia alla deriva e allo sfascio sono bastate tre settimane di governo Berlusconi per far sparire l’opposizione parlamentare (Veltroni e tutta la classe dirigente del PD farebbero meglio a togliersi per sempre dalle palle ed andare a cavare patate dai campi), ammorbidire i mezzi di informazione più tradizionalmente ostili a Berlusconi (basta leggere Repubblica, arrivata al punto di celebrarne le doti di statista), far baluginare parole roboanti come “ordine”, “tolleranza zero“, “espulsione dei clandestini”, “nucleare sicuro di terza generazione” (che cazzo vuol dire “sicuro”?), “ponte sullo stretto di Messina” (ancora?) per rincoglionire ulteriormente un’opinione pubblica nazionale già rincoglionita di suo, impaurita, incattivita e impoverita culturalmente, spiritualmente e materialmente.

Stasera sono stanco, faccio quello che di solito faccio di rado: cito e riporto un articolo di altri, e precisamente di Jacopo Fo e pubblicato sul blog di Beppe Grillo:

E’ ormai chiaro che dentro i giornali italiani si combatte una battaglia durissima tra i direttori e un pugno di giornalisti che si rifiutano di tacere sempre e comunque.
Così abbiamo delle piccole soddisfazioni: alcune notizie bomba finalmente vengono pubblicate. Non le vedete in prima pagina, non hanno titoli a 9 colonne, non sono correlate da interviste e commenti. Però le notizie escono.
Ad esempio vengono pubblicate sul numero 1052 del Venerdì di Repubblica (16 maggio) a pagina 90 (coincidenza o magia alchemica il fatto che la paura nella Smorfia napoletana corrisponde al numero novanta?).
Ecco l’articoletto, secco secco. Un grande pezzo di sintesi giornalistica, probabilmente contrattato parola per parola in riunioni infuocate dei caporedattori, oppure sfuggito per errore alla penna rossa dei censori… Questo articolo credo che alla fine sia uscito perchè protetto dalla Divina Provvidenza in persona, è comunque stato stampato, nero su bianco, e ci dice che 435 (QUATTROCENTO TRENTACINQUE) ricerche scientifiche internazionali provano un aumento di tumori e nascite malformi spaventoso in prossimità dei termovalorizzatori.
Senza commento. Senza due righe di scuse verso il povero Beppe Grillo accusato con ogni tipo di cattiveria dalle colonne dello stesso giornale per essersi permesso di dire esattamente la stessa cosa: gli inceneritori puoi anche chiamarli termovalorizzatori ma ti ammazzano comunque.
Una nota stilistica che permette di capire appieno il meccanismo perverso utilizzato dai media per rendere di scarso interesse notizie di importanza capitale.
Il titolo può essere un modo per indurre le persone a leggere un articolo oppure a non leggerlo.
Se questo articolo fosse stato: “Aveva ragione Grillo gli inceneritori uccidono!” avrebbe destato grande curiosità. Allora lo hanno intitolato in modo tale da tagliargli le gambe: “Emissioni: Una ricerca francese sottolinea il rapporto diossina-cancro
QUANDO LA SALUTE SE NE VA IN FUMO (TOSSICO).
Capisci l’astuzia: non ti dice che le ricerche sono 435, come viene specificato poi nell’articolo. Non si pronuncia la parola proibita INCENERITORE. Si parla di EMISSIONI… Termine vago come la melma.
Questa tattica in effetti funziona. I lettori accorti dicono: “Però alla fine Repubblica le notizie le dà!” E continuano a comprarla. Mentre il 95 per cento dei lettori, un po’ meno attenti, non si accorge di quella notizia così imbarazzante.
Prova ne è che sono passati 5 giorni dall’uscita del Venerdì e se cerchi sul web: “diossina istituto statale di sorveglianza sanitaria francese”, non trovi niente a proposito di questa colossale notizia!
E non trovi niente neanche se digiti “diossina 435 ricerche PubMed”
Comunque giudica tu: ecco il testo integrale:
“Nelle popolazioni che vivono in prossimità di impianti di incenerimento dei rifiuti è stato riscontrato un aumento dei casi di cancro dal 6 al 20 per cento.
Lo dice una ricerca, resa pubblica dall’istituto statale di sorveglianza sanitaria francese, l’ultima delle 435 ricerche consultabili presso la biblioteca scientifica internazionale
PubMed che rilevano danni alla salute causati dai termovalorizzatori per le loro emissioni di diossina, prodotta dalla combustione della plastica insieme ad altri materiali. Questa molecola deve la sua micidiale azione ala capacità di concentrarsi negli organismi viventi e di penetrare nelle cellule. Qui va a “inceppare” uno dei principali meccanismi di controllo del Dna, scatenando le alterazioni dei geni che poi portano il cancro e le malformazioni neonatali.”
(Il pezzo non è firmato ma sta all’interno di una specie di box dentro un articolo di Arnaldo D’Amico.)
Spero ci si renda conto dell’importanza dell’ufficializzazione di una simile notizia: e ti invito quindi a farla girare e ripubblicarla sul tuo sito. Se riusciamo a far sapere a molti italiani come funziona questo giochetto dell’informazione ridimensionata (non censurata, non libera, omogenizzata) potremmo creare qualche altro problema ai signori dei giornali. Loro ormai lo sanno che chi legge i quotidiani poi va su internet…”

Jacopo Fo

Espulsione clandestini e pugno di ferro

giovedì, 22 maggio 2008

pugnopetrus

Nel nuovo pacchetto sicurezza approvato ieri a Napoli dal governo Berlusconi, tra le misure prese per contrastare i reati e l’immigrazione clandestina, c’è quella dell’ “espulsione immediata dei clandestini” e dell’istituzione della banca dati del Dna. Il tutto “nel rispetto delle direttive comunitarie“.

Senza entrare nel merito delle decisioni prese (il problema immigrazione clandestina esiste, è grave e bisogna risolverlo) voglio solo porre l’attenzione su quello che è il nucleo centrale della questione, al di là dei proclami da sceriffo che vanno incontro alle aspettative della stragrande maggioranza dell’opinione pubblica, evidentemente desiderosa di un uomo forte, come tutti i sondaggi confermano.

Il vero problema sta nell’attuazione pratica.

Quando si parla di “espulsioni immediate” si dimentica che senza accordi bilaterali con i Paesi di provenienza dei clandestini è di fatto difficile, se non impossibile eseguirle.

Per il semplice fatto che per poter espellere un clandestino bisogna prima identificarlo.

Nessun aereo accetta un clandestino se non c’è assoluta certezza sulla sua identità. Altrimenti il paese di destinazione può respingerlo al mittente e la compagnia aerea sarà tenuta per legge a pagargli il viaggio di rientro in Italia.

Mentre i voli di andata per l’espulsione vengono pagati dallo Stato italiano.

Come si fa ad accertare l’identità e la nazionalità di un clandestino senza documenti?

Mi chiedo quindi: al di là di tutti i proclami, come farà il nuovo governo ad attuare concretamente le misure prese?

Ci tengo a sottolineare una cosa: alcune misure del pacchetto le condivido anche se le trovo di difficile attuazione pratica (come il fatto di togliere la patria potestà a chi utilizza i bambini per chiedere l’elemosina), altre le trovo sinceramente aberranti.

Ne cito una su tutte, che credo verrà presto ritirata, e faccio un esempio concreto e personale: il fatto di voler sottoporre a controlli (in che modo?) anche i cittadini comunitari, in modo da verificarne il reddito e l’assicurazione sulle malattie, “per evitare che abbiano a gravare sulla comunità”.

La mia compagna e madre delle mie figlie era olandese e ha sempre lavorato, in Olanda e poi qui in Italia.

Finché 3 anni fa si è ammalata di tumore al seno. Dopo la fine del periodo di malattia è stata licenziata dal datore di lavoro, trovandosi disoccupata, e di fatto essendo impossibilitata a trovare un nuovo lavoro: chi assume una persona, seppur giovane, malata di tumore, che ha subito interventi e chemioterapie e che non può più avere la forza fisica di una persona sana?

La mia compagna ha gravato sulla comunità, ovviamente: le cure chemioterapiche e i ricoveri ospedalieri costano. Ma la malattia non l’ha scelta lei! In questo caso, senza lavoro e senza reddito, cosa si farebbe con le nuove misure introdotte? Si rimanda in patria il malato? O lo si fa morire?

Certo, c’è l’assistenza sociale dello Stato.

La domanda di invalidità civile, presentata 3 anni fa è stata alla fine accettata a novembre 2007 (con un assegno di circa 230 euro mensili!), ma i soldi non sono mai arrivati, per lungaggini burocratiche. Alla fine a dicembre ci è arrivato l’assegno con gli arretrati che doveva andare a riscuotere personalmente lei in Posta. Non potendolo fare perché ammalatasi nuovamente di leucemia e ricoverata in ospedale, ho chiesto io la delega.

Risultato: hanno fatto passare due mesi per darmi la delega, a gennaio 2008 la mia compagna è morta a 38 anni, e io non ho potuto riscuotere l’assegno perché adesso tutto passa al giudice di pace, non essendo noi sposati, ed essendo le nostre due figlie le uniche legittimi eredi.

Spero di vivere abbastanza per vedere quei soldi.