
Sto sicuramente attraversando un periodo molto particolare della mia vita, intenso come mai prima d’ora.
Vivo e sperimento di continuo momenti di estrema socialità e brillante impegno professionale alternati a momenti di introspezione e raccoglimento personale, malinconia e riflessione.
Dormo circa quattro ore a notte, ormai da parecchi mesi, ma non soffro d’insonnia. Quando mi metto a letto mi addormento subito e dormo profondamente.
La stanchezza c’è, tenuto conto che mi devo svegliare ogni mattina alle sei e che mi faccio circa quattro ore di viaggio in treno al giorno.
Il lavoro che svolgo è particolarmente impegnativo dal punto di vista creativo, professionale e dello stress mentale; il fine settimana è interamente dedicato alle bambine e alle tante faccende di casa e impegni da sbrigare; per finire provengo da quattro mesi che definire gravosi dal punto di vista fisico e psicologico è solo un pietoso eufemismo.
Nonostante ciò sento dentro di me un’energia, un entusiasmo e una creatività che faccio fatica a contenere. E che sto cercando di assecondare riversandola al di fuori, sul lavoro e in altre attività e progetti personali.
A volte invece il ricordo della mia compagna mi assale all’improvviso nelle situazioni più disparate, scatenato da un’associazione mentale particolare, da una musica, un oggetto, un’odore, una luce.
Allora allento il controllo razionale e mi pongo in una posizione di ascolto, di estrema ricezione. Lascio che le immagini e i ricordi riaffiorino dal profondo e mi avvolgano, che le emozioni mi invadano lentamente e prendano il sopravvento sulla parte cosciente di me.
Lentamente il mondo esterno sembra sfumare, scomparire e man mano che i ricordi riaffiorano una piacevole sensazione di caldo mi pervade. Ho come la sensazione di galleggiare in una vasca piena di acqua calda in una situazione di estrema serenità.
La sensazione è estremamente piacevole. Immerso in questo stato di profondo raccoglimento non mi accorgo quasi più del mondo esterno.
Due giorni fa, di mattino presto in treno, stavo ascoltando un brano particolarmente bello della colonna sonora del film American Beauty. Fuori c’era una nebbia fittissima. Sembrava che il mondo esterno fosse sparito all’improvviso, inghiottito dal nulla. Il lago era immerso in una tenue luce lattiginosa. C’era un’atmosfera irreale di sospensione del tempo.
In questa condizione particolare, che mi è sembrata durare ore, ma che in realtà è durata pochi minuti, mi sono passate davanti una moltitudine di ricordi, di immagini nitide, di sensazioni piacevoli e dolorose. Un’intera vita scorreva davanti a me.
Mi sono accorto quasi per caso che ero arrivato alla stazione di Lugano. Sono sceso dal treno ancora stordito, turbato, come svegliatomi da un sogno, e mentre mi incamminavo verso la funicolare facevo fatica a ritornare in uno stato cosciente. I ricordi e la sensazioni erano ancora vivide. Era come essere in trance.
Una volta sceso dalla funicolare, due minuti scarsi di viaggio, e arrivato nella piazzetta mi ero completamente ripreso, ed ero perfettamente lucido. Come accendere un’interruttore.
All’improvviso tutti i dettagli di lavoro e i punti da discutere nella riunione che ci sarebbe stata di lì a pochi minuti in ufficio erano perfettamente chiari e nitidi nella mia mente.
La comunione con gli strati più profondi della mia psiche era terminata. Si tornava alla realtà del mondo esterno.
La giornata lavorativa è stata poi estremamente proficua e produttiva.
Il tuffo nell’inconscio aveva sortito un effetto estremamente vitalizzante e creativo.