Archivi per la categoria ‘Sicilia’

Ragusa Ibla

lunedì, 22 settembre 2008

Particolare a Ibla

Ragusa Ibla è il nucleo più vecchio di Ragusa, dove sorgeva anticamente, prima del disastroso terremoto del 1693, la città originaria.

Si pensa che sia sorta sulle rovine della mitica Hybla, la potente città fondata dai siculi alla metà del II millennio a.C., e poi conquistata dai greci che la ribattezzarono Hybla Heraia in onore di Hera (Giunone).

Dopo il 1693 fu interamente ricostruita in stile tardo-barocco, o meglio una particolarissima ed originale versione del barocco, lo stesso che arricchisce Noto, Modica e tanti altri comuni della zona, caratterizzato da una spettacolare concezione urbanistica e scenografica.

Scriveva lo scrittore Gesualdo Bufalino che Ragusa Ibla è luogo particolare dove « [...] si pretende la passione per le macchinazioni architettoniche, dove la foga delle forme in volo nasconde fino all’ultimo il colpo di scena della prospettiva bugiarda. Bisogna essere intelligenti per venire a Ibla, una certa qualità d’animo, il gusto per i tufi silenziosi e ardenti, i vicoli ciechi, le giravolte inutili, le persiane sigillate su uno sguardo nero che spia ».

Città dimenticata e quasi deserta fino alla prima metà degni anni novanta, Ragusa Ibla è stata riscoperta recentemente grazie agli episodi televisivi del Commissario Montalbano ed è diventata ormai una tappa quasi obbligata per certo turismo colto e raffinato.

Io l’ho frequentata ed amata, assieme ai miei amici, quando gli unici esseri viventi che si potevano incontrare fra le sue stradine deserte nelle sere d’inverno erano i gatti randagi, e il rumore dei nostri passi rimbombava in modo quasi imbarazzante nel silenzio della notte.

Adesso faccio fatica a riconoscerla, ora che è rinata a nuova vita, piena di turisti provenienti da tutto il mondo che la frequentano fino a notte fonda, ricca di localini, negozi, ristoranti e alberghi finemente ristrutturati, nel rispetto delle norme ambientali e della tutela dei beni architettonici, fatto inedito in Sicilia.

Mi sembra come un’amante che si incontra dopo tanto tempo dopo che ci si è separati, diversa, quasi irriconoscibile, più bella e splendida di prima.

Ma mi basta addentrarmi un poco nei vicoletti segreti e poco battuti che conosco per ritrovare come per incanto la magia del silenzio, la dimessa e intima bellezza e lo stupore di un tempo.

Tutte le foto sono state scattate il 9 agosto 2008.

Ragusa Ibla vista scendendo da Ragusa Balcone barocco a Ragusa Ibla Particolare di portale di chiesa barocca

Scorcio sulla cupola della chiesa di Santa Maria dell’Itria La cupola del Duomo di San Giorgio a Ibla Particolare di facciata a Ibla

La cupola del Duomo L'inferriata del Duomo di Ibla, con la rappresentazione di San Giorgio Scorcio sul Duomo di Ibla

Il Duomo di San Giorgio a Ibla Vista su Ragusa Ibla al tramonto La costellazione dell'Orsa Minore nella campagna ragusana

Il mare d’estate

lunedì, 15 settembre 2008

Mare d'estate

Finalmente sono riuscito a selezionare una quindicina di immagini dalle centinaia che ho scattato a mare quest’estate in Sicilia.

Non sono necessariamente le più belle. Ho escluso volutamente quelle che ritraevano da vicino o in primo piano le mie figlie, e che sono la maggioranza.

Ho scelto quelle che meglio rappresentavano la varietà di luce e di colori, di atmosfere e sensazioni che il mare è in grado di esprimere nell’arco di pochissimi giorni, in questo caso la prima settimana di agosto, e la prima di settembre.

Quasi tutte le foto sono state scattate nella costa meridionale del litorale ibleo in Sicilia, nei pressi di Scoglitti (RG), dove i miei hanno da più di trent’anni una piccola abitazione in affitto.

Il mio mare. La mia spiaggia. Dove smetto di essere io e fluisco nel tutto.

Guardando l'orizzonte Bonaccia di settembre A casa di un amico, a Donnalucata

Kitesurf Tramonto con vento di ponente - La

Il mare sotto la  Un'altra foto del mare sotto il vento di Pomeriggio di settembre

Sole nero Ombre Spiaggia deserta a settembre

Giochi nell'acqua La spiaggia del Club Med ai primi di settembre (Scoglitti) Sirene

Metti una notte di mezza estate, in Sicilia

venerdì, 12 settembre 2008

Agosto 2008

Sono presissimo dal lavoro, come forse non mi era mai capitato da dieci anni a questa parte.

Stiamo lavorando alla realizzazione di un mondo virtuale on-line con tempi, obiettivi e scadenze ai limiti dell’impossibile.

Del resto lo sapevo bene quando ho accettato l’incarico di Project Manager in Svizzera. In fondo era quello che stavo cercando da sempre. Una sfida di quelle che fanno tremare i polsi, ma schizzare  l’adrenalina alle stelle.

Ma ci sarà tempo e modo di parlare anche di questo in futuro, del mio lavoro.

Avrei tante cose da scrivere sul blog, tante foto da pubblicare, la mia vita è molto intensa, ma stranamente ultimamente rifletto molto più del solito prima di pubblicare un articolo, e spesso inizio a scrivere e poi cancello, insoddisfatto.

Sono diventato ancora più esigente con me stesso, più desideroso di mirare all’essenziale.

Mi rendo conto che questo può avere come effetto collaterale il fatto di non scrivere più, o scrivere molto di meno, in attesa delle parole perfette.

Ed è proprio questo che non voglio. Desidero che anche la superficialità, la leggerezza, la frivolezza abbiano il loro ruolo importante nella mia vita.

Pertanto faccio un’eccezione e pubblico una mia foto recente, scattata l’8 agosto di quest’anno al matrimonio di due cari amici miei a cui ho fatto da testimone di nozze in Sicilia, in una splendida villa nei pressi di Ispica. Questo spiega il look particolare.

In quella foto, in quello sguardo, c’è il mio io più recente.

Era circa l’una di notte, e diciamo che avevo bevuto e fumato abbastanza, ma al tempo stesso ero estremamente lucido. L’età insegna a conoscere i propri limiti, anche fisici, e a giocare su quel labile confine che separa dalla vertigine. Anche questa è una sfida.

Nei prossimi post pubblicherò alcune delle foto più belle che ho scattato durante i pochi, ma intensi, giorni che ho passato in Sicilia.

Sicilia toccata e fuga

martedì, 22 luglio 2008

Scoglitti porto 18 luglio 2008

Venerdi scorso ho accompagnato le mie bambine in Sicilia, dai miei genitori. Domenica pomeriggio sono ripartito. Meno di due giorni in tutto.

Mi aspettano un’estate e un autunno molto intensi dal punto di vista lavorativo. Siamo alle prese con consegne dalle scadenze molto ravvicinate e impegnative su un progetto molto complesso. Si preannuncia un’estate torrida e un autunno caldo al lavoro, molto caldo.

Nonostante questo ho cercato di godere come ho potuto le 48 ore di evasione nei territori a nord del Canale di Sicilia, di fronte all’Africa. Non si sa mai. Con i tempi che corrono è probabile che fra poco tempo mi fermino alla frontiera e mi chiedano il passaporto padano.

Venerdi, quando sono arrivato, c’era vento e mare forte, il cielo coperto. C’è stato un breve temporale. Alla fine, poco prima del tramonto, c’era una luce molto bella, dalle sfumature contrastanti, calda e fredda al tempo stesso. Sono uscito per scattare alcune fotografie.

Scoglitti porto 01 Scoglitti porto 02 Scoglitti porto 03

Scoglitti porto 04 Scoglitti porto 05 Scoglitti_il mare dalla mia terrazza

Viaggiare per migliaia di chilometri (ci sono 1.450 chilometri da Monza al litorale ragusano, la stessa distanza che c’è da Milano a Copenhagen) quando si ha poco tempo a disposizione fa sempre uno strano effetto: si ha l’impressione di spostarsi nello spazio e nel tempo, con un’evidente alterazione della normale percezione della realtà.

Quei due giorni che sono stato in Sicilia, avendo cambiato completamente ambiente, luogo e atmosfera, mi sembrava che fossero durate settimane.

Ho incontrato molti amici e conoscenti, semplicemente passeggiando la sera per il lungomare o andando la mattina al bar, o in spiaggia.

Al ritorno, lavorando per di più a Lugano, in Svizzera, con un ulteriore viaggio e cambio di nazione, mi sembrava di non essere mai andato via e che tutto fosse stato un sogno.

Tre cose mi sono rimaste fortemente impresse di questo breve viaggio in Sicilia, dove tornerò nuovamente per dieci giorni dal 1 al 10 agosto.

La prima è quella sensazione di straniamento sempre più forte che mi coglie ogni volta che ritorno nei posti dove sono nato e cresciuto, l’insofferenza forte, la sensazione quasi di disagio, inquietante perché inaspettata. Tutto mi sembra familiare e alieno al tempo stesso. Mi sento protagonista e spettatore. Parte in causa e coscienza fortemente critica. Una dissociazione della coscienza che ogni volta si ripresenta con sfumature e intensità diverse.

La seconda è stato constatare come pur essendo stato a mare solo un giorno mi sia abbronzato rapidamente e intensamente come generalmente si diventa dopo una settimana abbondante di sole. Quasi come se il mio corpo, stando lontano dalla sua terra, avesse amplificato e intensificato la capacità di reagire agli stimoli naturali e primigeni, si fosse adattato ad assorbire in pochissimo tempo quello che di solito era abituato a fare in mesi.

La terza è stato, con mia notevole sopresa e stupore, vedere il nuovo Aeroporto di Catania, reso operativo meno di tre anni fa. Bello, moderno, funzionale, ben fatto, organizzatissimo, con personale efficiente, giovane, cortese e sempre disponibile. Sembrava di non essere in Sicilia (e lo dico da siciliano), ma nemmeno in Italia.

Una bella sorpresa in questa terra ricca di contrasti forti e contraddizioni.

Sono ripartito per Milano con una ventata di speranza e ottimismo nel cuore.

Sulle tracce di Montalbano

mercoledì, 16 luglio 2008

Sulle tracce di Montalbano

Da alcuni giorni è online il portale Sulle tracce di Montalbano dedicato agli episodi televisivi del Commissario Montalbano.

Devo dire che il portale è fatto veramente bene, molto ricco di contenuti multimediali e aggiornato con frequenza settimanale con filmati dal backstage girati appositamente per il sito, diari di lavorazione, sceneggiature, interviste, foto, notizie e curiosità.

Farà sicuramente la felicità dei tanti appassionati – e io sono fra questi – del celebre commissario nato dalla penna dello scrittore Andrea Camilleri e interpretato sul piccolo schermo con grande bravura e successo dall’attore Luca Zingaretti. Tutti gli episodi televisivi sono diretti dal regista Alberto Sironi.

Nella sezione Collezione è possibile vedere in streaming video tutti i 14 episodi finora trasmessi in televisione, in versione integrale.

Nella sezione Backstage, forse la più bella e interessante di tutte, è possibile vedere e seguire il backstage delle riprese dei nuovi episodi de il Commissario Montalbano, attualmente in corso nella provincia di Ragusa in Sicilia.

Filmati inediti di notevole fattura e qualità, quasi delle piccole storie o episodi a sè, mostrano il dietro le quinte delle riprese, fanno conoscere i protagonisti e i luoghi, le comparse, l’atmosfera e gli aspetti più affascinanti, curiosi e divertenti che si celano dietro il lavoro del cinema o della fiction televisiva. Ma anche gli aspetti più faticosi e frustranti, come quelli dedicati al maltempo, con i tecnici addetti alla fotografia sempre con la faccia in alto a scrutare le nuvole e misurare la luce, o l’addetta al guardaroba sempre pronta a stirare subito una camicia per il protagonista, o i tecnici che montano e smontano il set in una giornata.

Sarà perché sono nato e cresciuto nella provincia di Ragusa, in quei posti che sono diventati celebri come set televisivo degli episodi del Commissario Montalbano; sarà perché ho la casa a mare distante solo una decina di chilometri da quella che nella finzione televisiva è l’abitazione del commissario Montalbano, e mi bagno da decenni nello stesso mare; sarà perché quando vedo o leggo le storie di Montalbano risento gli odori e i profumi della mia terra, rivivo delle emozioni profonde, provo delle sensazioni molto forti; sarà perché in questo periodo sto lavorando molto intensamente e ho voglia di evasione e libertà; o forse sarà più semplicemente perché fra tre giorni vado in Sicilia, anche se solo per un fine settimana, proprio in quei posti dove sono ambientate le storie di Montalbano, che sento il richiamo della terra farsi sentire, forte e arcaico, misterioso e irresistibile.

Mi farò una lunga, lunghissima nuotata, al largo, pensando a nulla, facendo il vuoto dentro di me, in quello stesso mare che ormai tutti conoscono come “il mare del Commissario Montalbano”.

La filosofia du babbaluci – Tony Sperandeo da Fiorello

lunedì, 23 giugno 2008

Babbaluci” (o anche “vavaluci” dalle mie parti, nel ragusano) in siciliano significa “lumaca“.

Adoro Fiorello e le sue imitazioni irresistibili che impreziosiscono i suoi programmi, soprattutto quel piccolo gioiello di esilarante comicità che è Viva Radio2.

Ma questa volta l’ospite, l’attore palermitano Tony Sperandeo che è stato a sua volta vittima delle imitazioni di Fiorello (ascoltala qui, un piccolo capolavoro!), ha veramente superato il padrone di casa.

Il suo intervento a Viva Radio2, nella puntata del 10 marzo 2008, è di una comicità irresistibile, interamente giocata in modo magistrale, da grande attore di cabaret qual egli è, su tempi, pause, creazione della suspence, attesa della reazione del pubblico e battuta finale.

Una piccola lezione di come raccontare in modo perfetto una barzelletta o un motto di spirito.

Elezioni amministrative Sicilia: spot elettorali

mercoledì, 18 giugno 2008

 

Ecco com’è andata veramente la campagna elettorale delle elezioni amministrative del 15 e 16 giugno in Sicilia che ha visto un clamoroso 8-0 per il PDL.

Gli spot elettorali che non avete visto.

P.S. Sì, i video sono di qualche anno fa, ad opera di Ciprì e Maresco, ma la sostanza non cambia.

La realtà è più tragica della satira più feroce, purtroppo.

Il ritorno di Cagliostro

giovedì, 3 aprile 2008


«Buonciorno. Me manda.. alle Caddinale… al, Sucando. Dice io deve parlare con loro. Sucando. Caddinale, sì. Deve parlare con loro. Dice, ide-didantemente deve parlare con loro. Sucando. E chi è questo caddinale? Il caddinale, deve parlare con loro, non posso parlare… noi, di loro deve parlare, caddinale. Didantemente. Grazie, grazie, grazie..»  

Dopo quasi una settimana di influenza e di umore pessimo avevo voglia di tirarmi su, avevo bisogno di una salutare sferzata rigeneratrice.

In questi casi la cosa migliore è quella di volgersi alle proprie radici, alla parte di sè più impregnata di umori terragni e grevi, e suscitare nuovamente la risata grassa, risvegliare il plebeo che è in noi, così poco incline alle buone maniere, e farci contagiare dalla sua carnale vitalità.

Mi sono così rivisto il film Il ritorno di Cagliostro (2003) di Ciprì e Maresco, gli autori di Cinico TV, il geniale e dissacrante programma televisivo andato in onda su Rai Tre nei primi anni novanta.

Mi riprometto di tornare a scrivere in seguito di Ciprì e Maresco; nel frattempo ecco un breve articolo di Enrico Ghezzi e un’intervista realizzata al tempo dell’uscita del film Il ritorno di Cagliostro.

Per adesso, visto che lo scopo è ridere, vi propongo l’esilarante sequenza iniziale del film, che vi invito caldamente di vedere.

Siciliani di scoglio e di mare aperto

giovedì, 27 marzo 2008

mare aperto

Nel bel libro-intervista ad Andrea Camilleri di Marcello Sorgi, La testa ci fa dire. Dialogo con Andrea Camilleri, Palermo, Sellerio, 2000, ad un certo punto l’autore dice:

«Io penso che uno si accorge di essere siciliano o comunque siciliano in un certo modo quando esce dalla Sicilia. Mi ricordo una definizione [...] che diceva che i siciliani si dividono in due grandi categorie: di scoglio e di mare aperto.

Di scoglio sono quelli che se si allontanano dalla Sicilia, il secondo giorno cominciano ad avere delle crisi di astinenza, gli mancano tutta una serie di cose [...] e il terzo giorno devono assolutamente tornare.

Di mare aperto sono quelli che fanno della loro sicilitudine una specie di patrimonio personale e lo utilizzano per vivere una vita diversa. In Sicilia ci tornano perché sta loro nel cuore, ma comunque scelgono di proiettarsi su un altro orizzonte».

Andrea Camilleri, pur definendola «schematica come ogni definizione», confessa di sentirsi di appartenere alla categoria dei siciliani di mare aperto: «Uno poi lentamente si abitua, si guadagna i gradi di marinaio in questo mare aperto, come uno che diventa capitano di lungo corso, tanto per restare nel paragone. Prima stava sui pescherecci, poi invece comanda un naviglio di medio tonnellaggio col quale può allontanarsi. Ci si abitua, si piglia la patente».

Continua ancora Camilleri: «A me questa storia della “sicilitudine” mi pesava parecchio, come credo che a un negro pesi la “negritudine“. Io non ho mai ritenuto un fattore positivo la “sicilitudine”, per me è un fattore negativo».

Io sento di appartenere alla categoria dei siciliani di mare aperto. Sono andato via definitivamente dalla Sicilia più di dieci anni fa, dopo un mezzo tentativo fallito risalente ai tempi dell’Università, e da allora non mi sono più fermato, prendendo sempre più il largo verso mete provvisorie e lontane.

Ho sempre trovato soffocante, asfittica, ‘castrante’, nel pieno senso del termine, la ‘sicilitudine’, questa sorta di rassicurante e ipocrita auto-illusione che caratterizza e giustifica l’immobilità, la stagnazione, la rassegnazione di tanti ‘siciliani di scoglio’.

Sin da piccolo sono sempre stato affascinato dagli estremi, dall’avventura, dal rischio, dalla ricerca dell’ignoto, dalla continua ricerca dei propri limiti e dalla sfida in essa contenuta. E mi sono sempre messo alla prova.

Il mare aperto mi ha sempre attirato. Ricordo le grandi, lunghe, lente nuotate dell’estate scorsa nel mare di Sicilia, al largo, fino a quasi non scorgere più la riva, fermato solo dal timore di impensierire qualche motoscafo o peschereccio. Ricordo il disappunto e la malinconia nel tornare indietro, combattuto dal desiderio fortissimo di proseguire verso l’orizzonte.

Sono sempre stato affascinato dalle profondità del mare, dai suoi abissi, di un blu inebriante, stordente. Ho praticato l’apnea con entusiasmo e passione, e al tempo stesso con disciplina e rigore quasi zen, vivendo pienamente la sacralità dell’incontro fra uomo e natura in condizioni estreme.

Ho lavorato molto su di me, ho combattuto contro le resistenze interne che mettiamo inconsciamente in atto contro noi stessi, ho imparato a mettermi interiormente in movimento. Ho imparato ad apprezzare il valore, la libertà, la ricchezza e la bellezza dell’errare.

Ho imparato a diventare un errante, un nomade, a riprendere movimento, a sentire di non avere più fissa dimora. Sento che il mondo intero è ormai la mia casa.

Ho imparato ad accettare mete provvisorie, a mettermi in viaggio verso mete non chiare, spinto dall’istinto, dall’intuito, dal desiderio del nuovo, senza troppi calcoli o ragionamenti.

Voglio cogliere e assaporare ogni possibile sfumatura della bellezza di questo mondo e di questa vita finché mi è dato di farlo, senza risparmiarmi, con generosità, senza egoismi, spinto solo dalle correnti e dai venti e dalla voglia di scoprire territori inesplorati.

Questo è essere ‘uomini di mare aperto‘. Questo è vivere.

A Silvio – di Ciprì e Maresco

martedì, 11 marzo 2008

Il cortometraggio in questione è stato realizzato nel 1990 da Ciprì e Maresco, per il programma “Isole Comprese”, su Italia Uno.

Non verrà mai mandato in onda.

Dopo l’esperienza con Mediaset Ciprì e Maresco approdano alla RAI e iniziano la collaborazione con Blob e Fuori Orario.

Nel 1992 Ciprì e Maresco realizzano le quarantanove puntate di Blob Cinico TV, uno dei più innovativi, irriverenti e rivoluzionari programmi televisivi degli ultimi venti anni.

Irriverenza, cinismo e una desolante e brutale visione della realtà siciliana sono le marche stilistiche che li contraddistinguono.
Una fotografia straordinaria, l’uso ‘disturbante’ e straniante di persone prese dalla strada, la mancanza di rispetto per le autorità costituite e religiose, i tabù e le convenzioni sociali li rendono dei discepoli perfetti del cinema ‘crudele’ e surreale di Luis Buñuel.

Semplicemente dei geni.
Provocatori.
Tremendamente ‘inattuali’.
Disturbanti.
Dei siciliani doc.