Lo confesso. Non scrivere mi è costato. Ma mi era necessario. Chiamiamolo una sorta di lungo e salutare digiuno terapeutico.
Ma adesso, dopo oltre cinque mesi di silenzio dal mio ultimo post pubblicato sul blog, da stasera son tornato a scrivere nuovamente. E ho intenzione di continuare a farlo con frequenza regolare e ravvicinata.
Sono stati cinque mesi in cui sono stato assorbito dagli impegni del lavoro e dalle mille faccende familiari quotidiane da sbrigare nel poco tempo libero che ho a disposizione.
Il fatto di non poter dedicare il tempo e la cura che ritenevo necessari per scrivere in modo soddisfacente i miei post - che prima di tutto devono piacere a me stesso - mi ha pian piano allontanato e infine fatto desistere dallo scrivere, come preso da una sorta di indolente apatia.
Alcune sere iniziavo a scrivere un post, poi dopo un po’, insoddisfatto, lo cancellavo e mi dicevo: – “Vabbè, scriverò domani o nel fine settimana“. E nel frattempo i giorni passavano e si accumulavano, come le settimane. Si infrangevano barriere reali e psicologiche: il primo mese passato senza scrivere, poi due mesi, e così via fino ad arrivare ad oggi.
I pensieri estemporanei, i video musicali da postare in base all’umore del momento li pubblicavo su Facebook che in questo senso, data la sua natura intrinseca di grande cloaca mondiale in tempo reale delle seghe mentali di oltre 500 milioni di persone, svolgeva una funzione di utile valvola di sfogo alle sensazioni, ai pensieri e – perché no? – alle cazzate che mi affollavano la mente e che non ritenevo degni di essere pubblicati sul blog.
Scrivere su Facebook è come trovarsi in una grande piazza affollata di gente dove ognuno cerca di parlare agli altri per farsi notare e alla fine si trova costretto ad alzare sempre più la voce parlando di argomenti sempre più futili e banali per attirare l’attenzione. Quello che si scrive al mattino è già vecchio nel pomeriggio, travolto dall’assordante rumore di decine e decine di post che si accavallano e sovrappongono freneticamente e disordinatamente, sparendo senza quasi lasciare tracce dopo una giornata, come evaporati, dissolti.
Io cercavo invece di scrivere qualcosa che valesse la pena di tornare a rileggere, anche dopo mesi. Ma non ne avevo il tempo, o forse in verità nemmeno l’energia e la lucidità necessaria.
Il principio fondamentale a cui mi sono sempre ispirato per decidere se un mio post avesse i requisiti necessari per essere pubblicato è semplice: mi deve innanzitutto piacere e dare piacere nello scrivere, ma soprattutto deve darmi la sensazione di essere degno di essere riletto a distanza di tempo, mantenendo intatta la sua valenza.
E per tutta una serie di motivi in questi cinque mesi non mi sono trovato nelle condizioni di scrivere qualcosa che mi soddisfacesse abbastanza e che rispettasse questi criteri.
Forse avevo semplicemente bisogno di ritirarmi alcuni mesi in una dimensione più intima e privata, personale e riservata per staccarmi da tutto e ritrovare prima di tutto me stesso, e riscoprire poi nuovamente la voglia di raccontare, il piacere di narrare.
In compenso mi sono dedicato intensamente a suonare e studiare la chitarra. Suonare è una delle cose più belle che ci siano… Ma ci sarà tempo nelle prossime settimane di parlare anche di questo…
Il lato forse più bello e inaspettato di questo mio silenzio è il fatto che molti lettori che nemmeno conoscevo mi hanno scritto privatamente delle email chiedendomi perchè mai non scrivessi più sul blog, o per accertarsi che stessi bene e non mi fosse successo niente di spiacevole. Per non parlare dei miei amici che mi chiedevano: “Tutto bene? Ci sono dei problemi? Come mai hai abbandonato il blog?”
Non ho abbandonato il blog. Diciamo che mi sono preso una salutare pausa di riflessione e di riposo. Per recuperare lucidità e freschezza. Ma soprattutto per tornare a riacquistare il piacere di scrivere.
Avevo anche fin troppe cose da dire, ma riconoscevo che non ero in grado di dirle come avrei voluto. Adesso sì.
Ho tanti progetti e idee nuove in testa. Ci sarà modo di parlarne nelle prossime settimane.
P.S. Già che ci siamo, ho inserito il pulsante “Like” di Facebook alla fine di ogni articolo. Aiutatemi a capire se funziona.





































































