Son tornato

13 gennaio 2011

bicicletta-sulla-spiaggia-di-noordwijk-olanda

Lo confesso. Non scrivere mi è costato. Ma mi era necessario. Chiamiamolo una sorta di lungo e salutare digiuno terapeutico.

Ma adesso, dopo oltre cinque mesi di silenzio dal mio ultimo post pubblicato sul blog, da stasera son tornato a scrivere nuovamente. E ho intenzione di continuare a farlo con frequenza regolare e ravvicinata.

Sono stati cinque mesi in cui sono stato assorbito dagli impegni del lavoro e dalle mille faccende familiari quotidiane da sbrigare nel poco tempo libero che ho a disposizione.

Il fatto di non poter dedicare il tempo e la cura che ritenevo necessari per scrivere in modo soddisfacente i miei post - che prima di tutto devono piacere a me stesso - mi ha pian piano allontanato e infine fatto desistere dallo scrivere, come preso da una sorta di indolente apatia.

Alcune sere iniziavo a scrivere un post, poi dopo un po’, insoddisfatto, lo cancellavo e mi dicevo: – “Vabbè, scriverò domani o nel fine settimana“. E nel frattempo i giorni passavano e si accumulavano, come le settimane. Si infrangevano barriere reali e psicologiche: il primo mese passato senza scrivere, poi due mesi, e così via fino ad arrivare ad oggi.

I pensieri estemporanei, i video musicali da postare in base all’umore del momento li pubblicavo su Facebook che in questo senso, data la sua natura intrinseca di grande cloaca mondiale in tempo reale delle seghe mentali di oltre 500 milioni di persone, svolgeva una funzione di utile valvola di sfogo alle sensazioni, ai pensieri e – perché no? – alle cazzate  che mi affollavano la mente e che non ritenevo degni di essere pubblicati sul blog.

Scrivere su Facebook è come trovarsi in una grande piazza affollata di gente dove ognuno cerca di parlare agli altri per farsi notare e alla fine si trova costretto ad alzare sempre più la voce parlando di argomenti sempre più futili e banali per attirare l’attenzione. Quello che si scrive al mattino è già vecchio nel pomeriggio, travolto dall’assordante rumore di decine e decine di post che si accavallano e sovrappongono freneticamente e disordinatamente, sparendo senza quasi lasciare tracce dopo una giornata, come evaporati, dissolti.

Io cercavo invece di scrivere qualcosa che valesse la pena di tornare a rileggere, anche dopo mesi. Ma non ne avevo il tempo, o forse in verità nemmeno l’energia e la lucidità necessaria.

Il principio fondamentale a cui mi sono sempre ispirato per decidere se un mio post avesse i requisiti necessari per essere pubblicato è semplice: mi deve innanzitutto piacere e dare piacere nello scrivere, ma soprattutto deve darmi la sensazione di essere degno di essere riletto a distanza di tempo, mantenendo intatta la sua valenza.

E per tutta una serie di motivi in questi cinque mesi non mi sono trovato nelle condizioni di scrivere qualcosa che mi soddisfacesse abbastanza  e che rispettasse questi criteri.

Forse avevo semplicemente bisogno di ritirarmi alcuni mesi in una dimensione più intima e privata, personale e riservata per staccarmi da tutto e ritrovare prima di tutto me stesso, e riscoprire poi nuovamente la voglia di raccontare, il piacere di narrare.

In compenso mi sono dedicato intensamente a suonare e studiare la chitarra. Suonare è una delle cose più belle che ci siano… Ma ci sarà tempo nelle prossime settimane di parlare anche di questo…

Il lato forse più bello e inaspettato di questo mio silenzio è il fatto che molti lettori che nemmeno conoscevo mi hanno scritto privatamente delle email chiedendomi perchè mai non scrivessi più sul blog, o per accertarsi che stessi bene e non mi fosse successo niente di spiacevole. Per non parlare dei miei amici che mi chiedevano: “Tutto bene? Ci sono dei problemi? Come mai hai abbandonato il blog?”

Non ho abbandonato il blog. Diciamo che mi sono preso una salutare pausa di riflessione e di riposo. Per recuperare lucidità e freschezza. Ma soprattutto per tornare a riacquistare il piacere di scrivere.

Avevo anche fin troppe cose da dire, ma riconoscevo che non ero in grado di dirle come avrei voluto. Adesso sì.

Ho tanti progetti e idee nuove in testa. Ci sarà modo di parlarne nelle prossime settimane.

P.S. Già che ci siamo, ho inserito il pulsante “Like” di Facebook alla fine di ogni articolo. Aiutatemi a capire se funziona. :-)

Mare e macchia mediterranea

2 agosto 2010

cover

Oggi siamo andati nella spiaggia di Randello, a circa 5 km da casa, alla quale si accede dopo un lunga scarpinata all’interno di un’area verde protetta di tipica macchia mediterranea.

La spiaggia era praticamente deserta, il mare era splendido, l’acqua cristallina. Nuotare in quel mare, con quella luce è un’esperienza unica che regala una sensazione di pienezza di vita talmente inebriante da lasciare storditi.

img_5628   img_5632   img_5636

img_5650   img_5654   img_5669

img_5679   img_5696   img_57161

Il mare che preferisco

31 luglio 2010

cover4

Stamane il vento si è nuovamente alzato. Intuendo che di lì a poco si sarebbe levato in tutta la sua potenza ho preso le bambine e siamo andati nella spiaggia di Passo Marinaro, distante un paio di chilometri in linea d’aria da casa mia.

Una spiaggia enorme, sconfinata, con pochissime persone a sfidare il vento e godersi lo spettacolo. C’era una luce splendida.
Ho scattato molte foto, le più belle delle quali ritraevano le mie figlie, che ovviamente non pubblico

Poi verso l’una, l’ora del meriggio panico, ho posato la macchina fotografica e sono entrato in acqua. Mi sono ben piantato sulle gambe e mi sono goduto questo spettacolo mentre le onde si infrangevano a riva. Un bagno inebriante di energia, luce e vento. Sono questi i momenti di pura magia che mi porto sempre dentro il cuore.

img_5524    img_5536    img_5548

img_5552    img_5571    img_5579

img_55891    img_5595    img_55961

Nuvole cariche di umidità

30 luglio 2010

cover3

Quello che mi sorprende, e che avevo dimenticato, è la rapidità con cui mutano la luce, le condizioni del tempo e del mare qui sulla costa meridionale della Sicilia…
Stamane il mare era calmissimo. Nel pomeriggio un po’ di vento caldo e umido ha portato dei nuvoloni che verso sera erano già spariti.

img_5486    img_5496    img_5499

Metti una sera un tramonto sul mare

29 luglio 2010

cover2

Oggi pomeriggio, sul far del tramonto, mi son portato le mie figlie ad un bar lounge in riva al mare, poco distante da casa mia, a poche centinaia di metri dal promontorio dove un tempo sorgeva Kamarina, una delle più fiorenti e intraprendenti città della Magna Grecia.

C’era poca gente al bar, di solito si popola la sera e la notte, ma la vista sul mare era splendida e la musica piacevole. Ho preso un cocktail, loro hanno preso delle bibite, e poi siamo andati sulla spiaggia a goderci un tramonto spettacolare, dai colori accesi quasi africani.

Ad un certo punto, con la musica in sottofondo, davanti a quello splendido spettacolo naturale le bambine si sono messe a danzare sulla spiaggia semideserta, come baccanti invasate nella terra del mito… Queste sono alcune delle foto che ho scattato.

img_5384    img_5385    img_5410

img_5422    img_5451    img_5453

img_5454    img_5462    img_5463

Ventu di pruvenza due giorni dopo

27 luglio 2010

cover1

Due giorni dopo il vento è calato. L’acqua è ancora fredda e il mare mosso. Ma i colori sono di un’intensità quasi accecante. Ho scattato queste foto ieri dalla spiaggia di fronte casa mia e dal terrazzo, verso le l’una e mezzo.

Oggi il mare è quasi calmo, le onde si scaricano sugli scogli senza troppa convinzione. C’è una piacevole brezza fresca e frizzante che risveglierebbe anche un morto.
Ho fatto un bagno nell’acqua fredda. Un tuffo rigenerante di energia.
Domani posso finalmente ricominciare a fare le mie lunghe nuotate al largo.

img_5317   img_5323   img_5329

img_5340   img_53472   img_5352

Ventu di pruvenza

26 luglio 2010

 cover

Sono arrivato in Sicilia venerdi pomeriggio. C’erano 38 gradi di temperatura. Una volta arrivato a casa e spacchettata la valigia ho preso le bimbe e me le sono portate a mare sotto casa a fare il bagno, verso le sette e mezzo di sera, fino al tramonto.

Il mare era calmissimo e caldo e c’era una bellissima luna che sorgeva ad est. Ma si sapeva che l’indomani si sarebbe levato il vento di ponente, che dalle nostre parti si chiama “ventu di pruvenza“, che avrebbe portato fresco e mare molto mosso.

Adoro il  “ventu di pruvenza“, fresco e carico di umidità, tipico dei pomeriggi estivi, che nel Mediterraneo spira da Ovest e che spesso porta maltempo, perturbazioni, instabilità. Il suo odore è pregno di salsedine, lo si può quasi assaporare, sentirne il salato sulla punta della lingua. Su di me ha un effetto inebriante.

Puntuale, secondo le previsioni dei marinai, l’indomani dopo mezzogiorno si è alzato fortissimo il vento e il mare si è mostrato in tutta la sua selvaggia potenza. Una bella nuotata fra le onde me la sono comunque fatta, prima che diventasse troppo pericoloso. La temperatura le sera si era talmente abbassata e faceva così fresco da far indossare la giacca. Non per me :-)

Domani il vento dovrebbe calare e iniziare ad esserci nuovamente bel tempo. Come dicono i marinai: “Pruvenza forti, tri jorni e ‘na notti“.

Ecco alcune delle foto che ho scattato ieri pomeriggio dal terrazzo di casa mia, fra le quattro di pomeriggio e il tramonto.

        

       

       

Carmen Consoli in concerto a Monza il 20 luglio

18 luglio 2010

carmen-consoli-elettra

Carmen Consoli sarà in concerto alla Villa Reale di Monza il 20 luglio. E me la vado a vedere. :-D

Poltronissima centrale nelle prime file. Dovrebbe essere una goduria. Mi porto anche macchina fotografica e videocamera, qualche bella ripresa ci viene di sicuro.

Quale miglior modo per prepararsi a tornare in Sicilia per le vacanze che quello di godersi un paio di giorni prima, nello magnifico scenario della Villa Reale di Monza, Carmen Consoli in concerto! Sono eccitato come un ragazzino al suo primo concerto.

Intanto mi godo l’ultima esibizione della cantantessa in duetto con Patti Smith.

Il 27 giugno sul palco dell’MTV Days, per il gran finale sono salite insieme Carmen Consoli e la sacerdotessa del rock Patti Smith.
Le due hanno cantato Mio Zio, di Carmen Consoli, dura denuncia degli abusi sessuali in famiglia sui minori, alla quale Patti Smith ha aggiunto dei suoi versi.
E poi hanno concluso duettando su una trascinante versione della storica Because the Night di Patti Smith.

Qui il video di Mio zio

Qui il video di Because the Night

In attesa di “rotolare verso sud” e le mie figlie

13 luglio 2010

ibla

«Ogni nome un uomo
ed ogni uomo è solo quello che
scoprirà inseguendo le distanze dentro sé»

(Rotolando verso sud - Negrita)

Sono ormai tre settimane che non vedo le mie figlie che ho accompagnato in Sicilia dai miei per le vacanze estive. Mi mancano tanto. E io manco a loro.
Ogni sera, appena arrivo dal lavoro e rientro a casa, alle otto e dieci di sera, puntuali come ad un appuntamento galante con il fidanzatino, squilla il telefono e mi chiamano, o se arrivo prima telefono io.

Che strano effetto sentirle al telefono! Ormai sono due donnine in tutto e per tutto. Mi fanno il terzo grado, mi torchiano, cercano di cogliermi in fallo sul numero dei giorni che mancano al mio ritorno in Sicilia (11 giorni), mi raccontano le loro giornate, mi chiedono come trascorro io le mie giornate, se mi sto divertendo, se ho mangiato, cosa farò in serata…
La più piccola, quando mi chiamava i primi giorni che ero appena ritornato, mi chiedeva sempre la sera: «Papà, ma sei ancora in aereo?»

Due sere fa, dopo avermi raccontato la loro giornata, ed avermi chiesto nell’ordine, come sempre:
«Papà, ma hai comprato gli zaini nuovi? Hai sistemato un po’ la casa? Hai ordinato la nostra cameretta? Ma adesso cosa mangi? Ma esci la sera? Ma vai a letto sempre tardi? Ma sei andato in piscina? Ma quando vieni? Quanti giorni mancano?»
Ad un certo punto la più piccola mi fa: «Ma sei solo in casa?».
E io: «Certo che sono solo, con chi dovrei essere? Ma perché me lo chiedi?»
E lei con finta noncuranza: «No, così…»
Poi subito dopo, per cambiare discorso mi fa: «Papà, tu domani vai al lavoro dal tuo capo e gli dici: Senti, siccome la scuola è finita e le mie figlie sono in vacanza, anch’io devo prendere adesso due mesi di vacanza per stare con loro. Hai capito?»
Sono scoppiato a ridere e le ho detto: «Sì, hai ragione, domani glielo dico!»

Ho una gran voglia di vacanze, di mare, di Sicilia, di rivedere le mie figlie e divertirmi con loro, portarle a fare il bagno di notte con la luna piena, portarle in giro a vedere i posti più belli, andare anche in discoteca una sera con loro. Ho una gran voglia di “rotolare verso sud“… come nella canzone dei Negrita.

Mi rendo pienamente conto, adesso che sono solo, che le mie figlie sono la mia ancora di salvezza, la zavorra che mi tiene saldamente ancorato alla realtà. Un uomo da solo, senza il principio femminile che controbilanci la sua energia e spinta generosa e dissipatrice, tende per sua natura ad errare, a perdersi, a sfidare i propri limiti per scoprire se stesso, a cercare il rischio, a sperimentare strade nuove incurante di costruire qualcosa.  Credo che se non avessi avuto loro avrei cominciato a viaggiare, a vagabondare senza una meta e uno scopo preciso, spinto solo dal desiderio di vedere il nuovo, andare a caccia dell’ignoto.

In questo periodo ho cercato di incanalare queste energie in qualcosa di positivo e piacevole: ho ricominciato ad andare in piscina ed allenarmi, ho ricominciato ad uscire e frequentare amici, ho ricominciato a scrivere, continuo a suonare la chitarra… e continuo a riversare un sacco di energie nel lavoro.

A differenza dei vent’anni e dei trent’anni, un uomo a quarant’anni ha ancora in corpo abbastanza forza ed energia per fare le cazzate che si fanno da giovani (certo a rischio d’infarto, ma questo è il bello), ma nello stesso tempo possiede quell’esperienza che ti fa prendere la vita con leggerezza e disincanto, e il sorriso sulle labbra.

Per questo sento adesso il bisogno di ancorarmi a qualcosa di solido, come le mie figlie. La voglia e il desiderio di partire per la tangente sono forti, e la forza e la capacità di resistere alle sirene della vita si va affievolendo. Perché ti rendi perfettamente conto, in fondo, dell’inutilità di questo resistere.

Tre giorni in Sicilia a giugno

9 luglio 2010

duomo-ragusa-ibla

Sono stato tre giorni in Sicilia nella seconda metà di giugno, ad accompagnare le bambine dai miei per le vacanze estive.

Come al solito sono stati tre giorni vissuti intensamente. Sono stato al mare, ho incontrato vecchi amici, ho visto due bei concerti al Vittoria Jazz festival nel centro storico della mia città, ho scattato tante foto, sono stato a Ragusa Ibla la cui magica bellezza e incanto non cessano mai di stupirmi, ho scoperto che una settimana prima che arrivassi avevano girato alcune scene dei nuovi episodi del Commissario Montalbano a trecento metri da casa mia al mare, nella zona del porto.

Mi sono trovato immerso come al solito in quella strana alchimia di sensazioni di familiarità e straniamento che ormai mi accompagnano nei miei viaggi in Sicilia. Al tempo stesso straniero nella mia terra, ma anche intensamente più siciliano di chi è rimasto a viverci.

Mi sono deciso solo adesso, dopo quasi tre settimane, a scrivere un articolo e pubblicare alcune foto perché sento la mancanza delle mie figlie, della mia terra, del mare e pregusto già le ferie che farò fra due settimane. Un modo per prepararmi adeguatamente al ritorno in Sicilia e vivere intensamente quelle due settimane.

Il criterio con cui ho scelto le foto è quello di riuscire a rendere l’idea della grande varietà di colori, luci, sensazioni, odori e paesaggi che è possibile sperimentare in soli tre giorni in Sicilia in un raggio di 25 chilometri, dal mare, alla campagna, alla città, alla montagna.

chiesa-san-giovanni-a-vittoria   piazza-san-giovanni-a-vittoria1   scorcio-centro-storico-vittoria

mare-a-scoglitti-col-porto-sullo-sfondo1   mare-a-scoglitti1   scoglitti-di-fronte-casa-mia

duomo-ragusa-ibla-al-crepuscolo   duomo-ragusa-ibla-di-sera   duomo-ragusa-ibla-di-notte3

balcone-barocco-a-ragusa-ibla   duomo-ragusa-ibla-con-la-luna   ombre-a-ibla

scalinate-a-ragusa-ibla   parco-randello   paesaggio-ibleo-allimbrunire