Considerazioni inattuali
«Che cos’è dunque la verità? […] Le verità sono illusioni di cui si è dimenticata la natura illusoria…» (Friedrich Nietzsche, Scritti 1870-73).
Le “Considerazioni inattuali” sono quattro volumi che Friedrich Nietzsche (1844–1900), uno dei maggiori filosofi dell’epoca contemporanea, scrisse nel 1876 e al cui interno sviluppa una serie di riflessioni affascinanti sui temi della storia e della civiltà umana.
Nietzsche sostiene che i fatti in sé sono stupidi: occorre l’interpretazione. La famosa espressione:
“non esistono fatti, ma solo interpretazioni“
deve essere intesa in questo senso: ogni fatto che ci viene tramandato o semplicemente raccontato non è mai il fatto in sè, ma è sempre un’interpretazione da parte di chi ce lo racconta.
La cultura moderna appare pertanto a Nietzsche in preda ad una “ipertrofia” del sapere storico, caratterizzata da un eccesso di spiegazioni, da zelanti specialisti che egli paragona a degli esseri deformi dotati di un unico e mostruoso occhio che pretendono di vedere e spiegare tutto da un unico punto di vista, banalizzando e semplificando la complessità del mondo.
Da qui la necessità per Nietzsche di:
«… agire in modo inattuale, ossia contro il tempo e in tal modo sul tempo e, speriamolo, a favore di un tempo venturo».
Le sue considerazioni sono “inattuali”, controcorrente, contro il proprio tempo perchè enunciano tesi contrastanti con i valori dominanti e operano per costruire un nuovo futuro, anzichè per avere successo nell’immediato e conquistare l’attualità.
E proprio per questa vocazione ad essere inattuali, sono invece di estrema attualità.
L’uomo contemporaneo non si orienta più, perché non ha punti cardinali.
Nel mio piccolo, queste considerazioni e riflessioni sparse nel blog, costituiscono il tentativo di delineare una mia personale tavola dei valori, il tentativo di definire e ritrovare i punti cardinali necessari e crearmi una bussola da viaggio che possa servire ad orientarmi e a trasmettere alle mie figlie la forza e la dignità, l’umiltà e il coraggio necessari ad affrontare quella straordinaria ed unica avventura che è la vita.
«Il mondo è divenuto ancora una volta per noi “infinito”: in quanto non possiamo sottrarci alla possibilità che esso racchiuda in sé interpretazioni infinite». (Friedrich Nietzsche, La gaia scienza, 1882).