Perché l’ermeneuta (2)
La seconda motivazione per cui ho scelto come titolo del blog l’ermeneuta è invece di natura più indefinita e ambigua, derivata da uno strano gioco di assonanze e libere associazioni fra parole e immagini tra loro apparentemente lontane e che invece, nelle logiche misteriose che caratterizzano il funzionamento del nostro inconscio, mi sono sempre apparse vicine e quasi irrimediabilmente fuse assieme.
Nella mia mente il termine Ermeneuta è strettamente associato a quello di Eternauta.
L’Eternauta è un classico dei fumetti di fantascienza sceneggiato dallo scrittore argentino Héctor Oesterheld e disegnato da Francisco Solano Lopez.
Fu pubblicato per la prima volta in Argentina tra il 1957 ed il 1959, mentre in Italia è stato pubblicato nel 1977 sul settimanale Lanciostory.
A quell’epoca (1977) avevo dieci anni ed ero un divoratore di fumetti, soprattutto i classici della Marvel Comics (Uomo Ragno, Capitan America, i Fantastici Quattro, Hulk e gli X-Men) e della DC Comics (Superman, Batman, Wonder Woman, Flash), ma quando scoprii Lanciostory rimasi letteralmente folgorato dalle storie in esso pubblicate.
In particolare L’Eternauta mi rimase fortemente impresso.
La storia inizia con la misteriosa visita che uno scrittore di fumetti di Buenos Aires riceve da uno strano ospite, che racconta di essere “l’eternauta”, il pellegrino dei secoli, che vaga alla ricerca della sua epoca perduta. A questo punto inizia a raccontargli la sua storia.
Tutto inizia con una misteriosa “nevicata” che in poche ore ha decimato gli abitanti di Buenos Aires. Presto si scoprirà che la “nevicata” è un’arma aliena. I protagonisti devono quindi combattere contro mostruose creature che tentano di sopraffare il genere umano. I pochi sopravvissuti al primo attacco (la “nevicata”) si organizzano dapprima con tute stagne e respiratori fabbricati artigianalmente per poter uscire dalle abitazioni. La “neve” infatti uccide instantaneamente per contatto diretto. Le tute sono semplici impermeabili che coprono tutto il corpo e i respiratori sono semplici filtri dell’aria.
L’immagine dell’Eternauta, “il vagabondo dell’infinito, il triste e solitario pellegrino dei secoli” che vaga nei secoli alla ricerca della sua epoca e della sua famiglia, è una di quelle immagini che nella mia fantasia di ragazzino si è impressa indelebilmente con la forza di un archetipo, fino a contaminarsi in modo apparentemente inspiegabile con nozioni e concezioni filosofiche assimilate molto più tardi.
Per me, ancora adesso, l’Ermeneuta si confonde e a tratti coincide con l’Eternauta.
L’ermeneuta è “il vagabondo delle infinite e sempre possibili interpretazioni, il triste e solitario pellegrino delle descrizioni provvisorie, delle ipotesi temporanee”.