
Questo inverno sono stato poco più di una settimana in Olanda sul mare del nord, precisamente a Noordwijk aan Zee, dal 27 dicembre al 3 gennaio.
Un piccolo appartamento al mare, in un residence, lontano da tutto e da tutti, con le bambine. Il vento, le dune e il mare a farci compagnia.
Faceva molto freddo. Le minime notturne erano di -8 – 10 gradi, le massime raramente erano sopra lo zero. Il vento gelido e umido proveniente dal mare rendeva la temperatura percepita ancora più rigida.
I primi giorni c’era il sole, un sole basso sull’orizzonte, com’è normale a quelle latitudini d’inverno, ma dalla luce intensa e dorata, che proiettava ombre lunghe anche a mezzogiorno, donando un fascino inconsueto ai paesaggi.
La notte gelava. Gli innumerevoli canali e vie d’acqua che impreziosiscono il paesaggio olandese erano tutti ghiacciati, come non capitava almeno da una decina d’anni.
Questa particolare situazione ha fatto sì che in quei giorni gli olandesi tutti, bambini, adulti ed anziani, tirassero fuori i i pattini per andare pattinare sui tanti canali e laghetti ghiacciati.
Uno spettacolo stupendo.
Girando per le campagne sembrava di mirare uno dei tanti quadri fiamminghi dell’epoca d’oro che ritraevano gli abitanti dei piccoli borghi pattinare frenetici e armoniosi sui canali ghiacciati, fra mulini a vento e cieli sterminati cosparsi di nuvole.
Il 31 dicembre è stato forse il giorno più freddo dell’anno.
Mi sono svegliato alle nove di mattina, era ancora quasi tutto buio. Ma fra la nebbia si intravedeva uno spettacolo meraviglioso, fiabesco.
L’alta umidità legata alle fredde temperature aveva generato una brinata eccezionale. Era tutto bianco. Sembrava che avesse nevicato, ma era solo gelo.
Sono uscito con le bambine a scattare delle foto.
Il paesaggio era immerso in un silenzio irreale. La nebbia, il freddo pungente e umido, la quasi totale assenza di persone rendevano il tutto magico.
Sono andato a mare. Non avevo mai visto nulla di simile in vita mia.
La sabbia della spiaggia era completamente bianca, come innevata. La vegetazione selvatica, le dune, le transenne di legno, tutto era ricoperto di gelo, di cristalli di ghiaccio. Tutto immerso nella nebbia.
Il mare si intravedeva a fatica. Fra la nebbia, rare e sparute figure umane, passeggiavano sulla spiaggia. I confini fra cielo e mare erano indistinti.
Un paesaggio quasi polare. Corvi neri volavano radi e si posavano sui pali, fra la vegetazione.
Non dimenticherò mai quel giorno, quell’atmosfera, quelle sensazioni magiche, le emozioni intense che ho provato. Lo stupore infantile che si è risvegliato in me a sopraffare tutto il resto.
Il giorno dopo la nebbia era completamente sparita. Il sole brillava di nuovo, seppure fra un freddo intenso.
A testimonianza di quel magico ultimo giorno dell’anno mi sono rimaste le centinaia di foto che ho scattato, e di cui pubblico solo una minima parte.
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Bellissime foto, chissà dal vivo che spettacolo. Ciao Gio
Sei un fotografo straordinario.
Sicuramente ha la sua importanza anche il luogo, poichè (sono di Altamura) è parecchio diverso, direi proprio LONTANO, dal mio usuale paesaggio.. anche le foto in Sicilia, la scorsa estate, mi hanno fatto il medesimo effetto..
Però penso sia proprio il tuo occhio fotografico, a fare di scorci di paesaggi, semplice poesia.
E adoro il tuo stile narrativo.
Io ti trovo coinvolgente, come un buon libro.
E quindi, oltre che ringraziare te, per i tuoi post-racconto, ringrazio nexus2, dal cui blog ho tratto il tuo link.
Grazie a te per i complimenti. Anch’io ho letto più volte il tuo blog, e alcune storie mi hanno colpito in modo piacevole, e seppur lunghe le ho lette tutte di un soffio (come quella sulla storia delle tua famiglia e dei nonni).
La fotografia è una passione che mi porto dietro da quando ero ragazzino.
Ma adesso, avendo sempre dietro con me le bambine, mi muovo piuttosto come un reporter di guerra. Osservo, colgo l’immagine che mi colpisce, inquadro e scatto nell’arco di una frazione di secondo. Non solo senza quasi fermarmi a studiare e bilanciare la composizione dell’inquadratura, ma a volte senza nemmeno fermarmi.
Sembro un cecchino. Inquadro e premo il grilletto
Ciao
Salvo
Un cecchino di PACE… ovviamente!
Bè, hai affinato la tecnica allora: se non ti fermi a studiare e bilanciare l’inquadratura, e a volte non ti fermi proprio.. e questi sono i risultati, figurarsi cosa faresti avendo tempi diversi..
Ciao,
Pina
PS onorata delle tue visite al mio blog..
Ciao Salvo,
complimenti per le foto.
Se vuoi un consiglio ti indico – ammesso che tu non lo conosca già – il sito di google per la pubblicazione.
http://picasaweb.google.com/
E’ molto semplice fare album e l’upload. Addirittura, se ti scarichi un loro software, puoi uploadarle tutta in una botta sola.
Infine, una volta caricate, è possibile vedere le miniature ed ingrandirle od utilizzare la funzione slideshow per vederle scorrere da sole.
Per un esempio, guarda qui: http://picasaweb.google.com/vjger69/Lanzarote#
Ciao
Il Viaggiatore…;-)
Ciao Marco,
ma sai che ho capito chi eri solo dopo aver letto la tua email?
Devi ringraziare il fatto che conosco la storia dell’esplorazione spaziale e i nomi di quasi tutte le sonde lanciate fino alla fine degli anni novanta: poi ho mollato un po’ il colpo… ah ah ah ah.
Comunque, conosco picasaweb. E ho anche un account su Flickr, pur non avendo mai caricati nemmeno una foto
Mi manca il tempo. Ma vorrei organizzarlo e bene e caricare solo le foto più belle.
Ciao “Pioneer”
A parte il fatto che tra le foto dell’album che t’ho indicato c’è anche la mia faccia…:-), a parte gli scherzi, quando io cercai un sito per la pubblicazione degli album, andrai prima su MySpace (orribile ed in più devi essere iscritto per poterle vedere) e poi su flickr che però – se non sono cambiate le cose – ti permetteva un max di 3 (mi pare album) ed inoltre ti costringeva a fare l’upload file per file.
Con picasa tutto questo è evitabile.
Solo le foto più belle? Miii….vuoi dire che quelle dell’Olanda non sono una selezione? My compliments again….:)
Ciao
Viking:)
Chissà che bei ricordi conserveranno le tue bambine di queste preziose esperienze, così lontane dagli scenari di tutti i giorni, distillate, profondamente umane.
Un caro saluto.
Sicuramente un’esperienza indimenticabile per tutti e tre: complimenti per le foto.